Lisa Corva

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L’anno scorso, a novembre, un libro mi ha salvato la vita.

Martedì, 15 novembre 2011 @08:02

"L’anno scorso, a novembre, un libro mi ha salvato la vita."
(Nicolas Barreau)
Il piccolo miracolo delle parole.

Vi è mai capitato che un libro vi salvasse la vita? A me sì. Non come nel romanzo new romantic da cui ho tratto la frase di oggi, - "Gli ingredienti segreti dell’amore", Feltrinelli – dove una ragazza, giovane chef e cuore spezzato a Parigi, in una giornata di pioggia e malinconia entra, lei che non ama leggere ma solo cucinare, in una piccola libreria. E trova un romanzo che inaspettatamente le farà di nuovo credere nell'happy end (soprattutto grazie all’autore!). Io, invece? Vi stupirò: niente poesie, niente Jane Austen o Guerra e Pace… In uno dei momenti più tristi della mia vita, mi ha salvato un romanzo degli anni Venti, un piccolo prodigio di humor britannico, di E. F. Benson. Protagonista, la snobbissima, eccentrica, anche un po’ antipatica, Lucia, e le sue peripezie come despota del paesino di Tilling. Perché proprio questo libro, che non ho mai osato consigliare né regalare? Forse perché non c’entrava nulla con la mia vita in quel momento. Forse perché credo fermamente che in certi momenti dall’abisso ci possa salvare solo l’ironia.

23 commenti

Nica | Lunedì, 2 luglio 2012 @03:50

Brandie Couch - Sarah,Thanks so much for posting your piuctres up on your blog. I'm a regular visitor and enjoying looking at the picture and reading about what's happening up north. You have such a great talent, and I'm amazed every time I see your piuctres!Brandie

Giusy d\'a. | Sabato, 19 novembre 2011 @15:14

Che bello, Speranza. un libro che ti ha trovato. Io sono super partes, nel senso che sono stata madre biologica, con qualche incertezza sulla procreazione, poi superata. Pensa che a me il libro di Lisa che ho letto con molto interesse tanti anni fa, ha aperto una porta, quella sulla maternità delusa. E mi sono sentita un po' a disagio per aver generato con tanti interrogativi. Spero di essere stata comunque una buona madre. Ho il loro affetto, .spero...Auguroni di buona e proficua maternità con le tue meravigliose bambine.

Susy_Anne | Sabato, 19 novembre 2011 @13:40

Sì.. i dolori del giovane Werther, Orgoglio e Pregiudizio&Persuasione, l'ombra del vento e la saga di Twilight su tutti sono stati il mio rifugio...

speranza | Venerdì, 18 novembre 2011 @22:17

un libro anni fa m'ha salvato la vita, "confessioni di un'aspirante madre". Lo trovai per caso in libreria, o forse fu lui a trovare me.
E ora invece eccomi qua a dover rubare qualche minuto di tempo libero per usare il p.c., cosi' come sono "assorbita" dalle esigenze delle mie meravigliose figlie adottive. I film li vedo su Sky, anche il cinema ha risentito dello stravolgimento familiare, e consentitemi di dire che "Io sono l'amore" dello scorso anno, se l'avete perso, va assolutamente visto.
un saluto alla scrittrice del libro.

wiki | Venerdì, 18 novembre 2011 @11:57

Salvato la vita non so, di sicuro però mi hanno aiutato a non sprofondare nel baby blues. Dopo la nascita dei gemelli, in quelle lunghe e buie giornate di novembre, tutte uguali, senza un'ora di sonno a portare ristoro, la mia migliore amica (che definizione riduttiva per colei che mi conosce di più al mondo) mi ha portato i libri di Twilight, mi ha fatto vedere il film (in inglese, chè Pattinson ha una voce di un sexy!), mi ha regalato il volume con le foto degli attori, insomma mi ha creato questa dimensione extra-mamma prettamente adolescenziale che per qualche (raro) momento mi permetteva di staccarmi dal mio ruolo e di sognare un po'. Adesso i gemelli sono cresciuti, io sono tornata me stessa e quei libri non li ho più letti, però ogni volta che li guardo, lì in fila, vicino al mio amato Murakami, a Grossman, a Hornby, beh, non posso fare a meno di sorridere.

LISA | Giovedì, 17 novembre 2011 @16:02

ANONIMO: interessante, molto... e il titolo del libro? O la scomoda storia, se hai voglia di raccontarla.

Anonimo | Giovedì, 17 novembre 2011 @15:32

leggo tutti i giorni...e tutti i giorni salvo qualcosa di me
C'è stato un lungo periodo della mia vita, in cui se mi avessero chiesto "ma tu che fai?" io avrei risposto :"leggo"
Ora leggo e faccio tante altre cose..e meno male!
comunque ho letto anche un libro che mi ha rovinato, perchè raccontava una storia simile alla mia e l'ho usato per dire una scomoda verità.

LISA | Giovedì, 17 novembre 2011 @09:30

ILARIA: aptonomia. Bella parola, non la conoscevo neppure io. E bel significato: la scienza del tocco, o del contatto affettivo. Dal greco "hapsis": toccare, prendere contatto, entrare in relazione; e "nomos", regola. Stranamente (o forse no) se ne parla soprattutto nel rapporto genitori/neonati; e nella dolce morte, per accompagnare chi sta morendo. L'alfa e l'omega della vita. Il passaggio: quando abbiamo bisogno di qualcuno che ci accarezzi, che ci tenga per mano.

ilaria quarteroni | Giovedì, 17 novembre 2011 @06:07

........... parola che tiene un sentire profondo:aptonomia......Libro letto su consiglio di Wilma nel lontano 199equalcosa.così è.

Simone RED | Mercoledì, 16 novembre 2011 @18:49

Se dovessi pensare ai libri che ho letto, ne ho davvero pochi che considero significativi, per quanto alle fine anche un semplice manuale o delle piccole citazioni su un giornale metropolitano riescono a farlo benissimo. Fu però sicuramente Osho con "Con te e senza di te" a farmi rendere conto di quanto in realtà possedevo e che dovevo avere per credere alla mia felicità. Ma, tu invece, da chi ti sei fatta salvare?

LISA | Mercoledì, 16 novembre 2011 @07:24

Grazie a tutte per aver raccontato dei libri che vi hanno salvato. Buffo pensare a Harry Potter e Twilight: ma è vero, sono saghe magiche che portano direttamente in altri pianeti, altre dimensioni. Come se un libro fosse sul binario 9 e 3/4 (SPRING sa cos'è!). Un grazie particolare ad OLGA che ha ricordato il libro rosa: sai, scrivere "Confessioni di un'aspirante madre" ha salvato un po' anche me. Forse per questo quando vedo la copertina sorrido, come quando incontri per caso una vecchia amica. E hai ancora voglia di andarci a prendere un caffè.

ilaria Quarteroni | Mercoledì, 16 novembre 2011 @06:32

Ieri sera...sono uscita di casa. nonostante lamicavoglia.Ero stanca.Mentre salivo i gradini del comune ,sorridevo.La sala consigliare aveva già accolto altre persone.mi stavo sedendo sulla poltrona,ma la sfiorai soltanto.con noncalance mi avvicinai alla parete per meglio osservare il quadro.risalutai ma nessun eco .mi sedetti sulla sedia . arrivò l'assessorA...ci chiese il nquarto d'ora accademico.orpola!!!!!!!!!!!!!!!!!! ci contò dovevamo essere centoquaranta.Eravamo in 14 adulti e una bambinache accompagnava i suoi genitori.all'uscita ho incontrato gli occhi dell'assessora e quelli di un papà.ho sceso le scale. volevo chiedere un passaggio.ho deciso che avrei percorso la strada del ritorno a casa , Avvolta dalla nebbia a passo sicuro.vicino alle scuoleelementari:mi sento chiamare! Lorena si avvicina,è entusiasta del corso di pilates.provo gioia nel cuore! riprendiamo le nostre strade.percorro la vialudovicoariosto e... salgo un'altra scala. Sono inaspettata. l'incontro non doveva esserci.un cerchio di persone conosciute sta parlando di frutta, verdura,scarpe, pesce,pasta e quantaltro.una cagnolina festosa inizia a giocare.Mi lecca la mano:mi fa morir dal ridere!! Stefano alla mia sinistra ha gli occhi a pallina! seduta alla mia destra c'é la Dotti.sono stanchissima ma riprendo verve quanto si parla di ... ottodicembre. Io ho già un impegno. affiancherò il mitico Floris che con colpi decisi spezzerà il torrone sardo.insommasiiiiiiiii anche a cologno al serio faremo la degustazione di torrone.La dotti è entusiasta! pensa ,mi dice, ci deve essere un'altra persona a cologno che fa la tua stessa cosa, l'ho sentita sul pullman! guardo la Dotti e le dico ero io quella che c'era sul pullman.lei sconcertata ...non sapevo che prendi anche il pullman! non sempre, vado a bergamo ma venerdi sia per l'andata che per il ritorno a cologno ero sul pullman.aaah!!! ho dato la mia buonanotte e giunta a casa,ho salutato michele e fabri. alla domanda ho risposto bene,nel senso che... ognuno fa quello che può. bacio della buonanotte e ...scrivo un messaggio,lo invio.mi addormento con una certezza nel cuore.Proseguo cosi anche con la voce un pò rauca,nasale...o raffreddata o semplicemente mal usata. ho un'altra certezza ora sono le seieventinove e vi auguro un bellissima giornata. A scuola mi riconoscono anche se non mi vedono.I bambini e le bambine vanno oltre,per mia fortuna.lisacorvaforever. grazie.ilariaq.

Susy_Anne | Mercoledì, 16 novembre 2011 @01:57

Sì.

carla | Martedì, 15 novembre 2011 @22:12

Piccole donne a dieci anni, Casa di Bambola di Ibsen a venti, L'infinito nel palmo della mano di Gioconda Belli tre anni fa, e in generale i libri che parlano di donne. Devo ancora capire chi sono !

Farfalla | Martedì, 15 novembre 2011 @22:06

Non so chi siano i twilight, Gisy, ma se ti hanno aiutato, è positivo! io in momenti veramente difficili ho letto quasi tutto Isaac Asimov. sapessi come mi sono estraniata da una realtà che non mi piaceva affatto. Chiusi i libri e più sollevata, mi sono sentita meglio.

Gisy | Martedì, 15 novembre 2011 @19:43

....sembrerò frivola o banale,ridicola di certo,ma mentre lottavo con mio papà la sua battaglia per la vita ho trovato riparo e conforto nella saga di Twilight..lo so farò rabbrividire chi di libri se ne intende,ma io a questo blog e a Lisa posso dire che quei libri,quella favola mi hanno aiutato in quelle ore lunghissime e forse ad oggi quasi inutili.
grazie a tutti i libri che ci aiutano a vivere.

Cristina | Martedì, 15 novembre 2011 @17:51

... sera. Ritorno qui e per un attimo mi lascio catturare dalle parole.
Riverberi d'altre vite mi raggiungono come tanti ritagli di tessuto che messi insieme formano una coperta, un quilt, nel quale avvolgersi.
Un grazie sincero e un pensiero a voi tutte.

Giusy d\'antan | Martedì, 15 novembre 2011 @14:26

Io volo basso, quindi ho sempre ben vivo nella memoria un libretto dalla copertina gialla con Paperino in prima linea. Barzellette e raccontini comici per bambini. Lo avevo regalato ai miei. Non ricordo il titolo, sono passati più di 24 anni...la chemio era durissima e io, gialla come un limone tendente al verde, avevo accanto a me sul letto il figlio minore che leggeva e rideva e mi faceva ridere. Libretto salvifico. Chissà dove lo avrò cacciato? lo devo cercare. Ah, il più grande mi allietava con Gianni Rodari. Anche nel disagio si può ritrovare il buon umore.

annetta | Martedì, 15 novembre 2011 @13:52

Certo! A 16 anni ho letto "Sulla strada" di Jack Kerouac, cui hanno fatto seguito tutte le sue opere e molte altre della Beat Generation. Dopodichè non mi sono messa né a fumare erba, né a girare il mondo senza meta in autostop, ma ho capito sin da molto giovane che avevo il pieno diritto di scegliermi una vita diversa rispetto a quella "preventivata" per le liceali delle soporifere province lombarde di fine anni ’70. E’ stato questo a salvarmi la vita... Grazie Jack, forever.

Olga | Martedì, 15 novembre 2011 @13:15

Sei anni fa, a novembre. "Confessioni di una aspirante madre". Grazie, Lisa. Grazie a tutte le pink girls.

Spring | Martedì, 15 novembre 2011 @11:23

Pensandoci può sembrar strano, a me è capitato con la saga di Harry Potter della penna magica di J.K.Rowling. In un momento di buio totale mi hanno catapultato in una realtà inesistente e fantastica, facendomi ridere, commuovere e appassionare, riaccendendo la luce della mia fantasia. Iniziai a leggere il primo e poi li ho divorati tutti nel giro di pochi giorni. Non sono un'appassionata di fantasy, ma questi libri mi hanno salvato.

Cristina | Martedì, 15 novembre 2011 @10:22

In certe circostanze i libri si fanno scialuppe di salvataggio. Zattere improvvisate. Rive insperate.
Sì, ci sono stati libri che mi hanno salvato la vita.
Incontri fatali che hanno tradotto per me ciò che la mia anima gridava in silenzio, senza trovare le parole per dirlo.
E ho visto la mia vita, lentamente rialzarsi e mutare... fondersi col respiro di parole che sapevano di un tempo antico fatto di fiabe e qualcosa d'altro d'inesprimibile che ti penetra sottopelle e diventa parte di te e di tutto ciò che ancora non sai, ma che sarà.

Paola | Martedì, 15 novembre 2011 @09:58

Anche a me "a me si".
Dopo la morte del padre ho letto "Ritratto in piedi" di Gianna Manzini.
Descrive alla perfezione l'adorazione provata per un padre scomparso prematuramente e il tormento legato al rimorso.
Non svelo oltre e consiglio la lettura, anche al di là del lutto.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.