Lisa Corva

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Accelero.

Mercoledì, 16 novembre 2011 @08:41

"Di recente ha cominciato ad avere paura che quanto desidera più di ogni altra cosa al mondo – ovvero che la sua vita cominci, che abbia un senso e si trasformi da quella sfocata monocromia in un glorioso technicolor – possa sfuggirle."
(Maggie O’ Farrell)
Vita, una nuova vita, voglio accelerare la mia vita.

Questi sono i pensieri di Lexie, una delle due protagoniste del romanzo di Maggie O’ Farrell, "La mano che teneva la mia" (Guanda): Lexie negli anni Sessanta, nel giardino di casa, in un paesino della provincia inglese, Lexie che ha paura che la sua vita non cominci più. E invece comincerà, e una volta presa la strada accelererà, veloce veloce: finendo diretta nei Roaring Sixties a Londra, tra pittori e giornalisti e minigonne. Mi è piaciuta l’autrice, quando ha dichiarato che l’idea le è venuta da una mostra di foto vista a Londra: di John Deakin, fotografo di quegli anni. Continuava a tornare e comprare cartoline, finché la sua protagonista le è venuta incontro (e una foto è diventata la copertina). Ma mi è piaciuta soprattutto quando ha raccontato che, per scrivere, per trovare ispirazione, indossava il vestito vintage di uno stilista di quegli anni, Ossie Clark. Un abito che ha più o meno la sua età. Forse perché ci sono vestiti che conservano sempre la forza e il ricordo di un giorno.

10 commenti

LISA | Lunedì, 21 novembre 2011 @08:11

ANITA: un pó in Italia e un pó altrove. Ma tu scrivi ancora se hai voglia, raccontaci della tua vita un Ecuador... Ti manca l'Italia? E cosa?

Anita | Giovedì, 17 novembre 2011 @18:43

noi siamo ancora in Ecuador esattamente in Quito la capitale, m lei é in italia??

Aminta | Giovedì, 17 novembre 2011 @15:02

Sì, trovo che un momento di pausa sia necessario nella vita, anche se ancora non si è varcata la soglia degli "anta" Quell'impulso a correre sempre e comunque, non mi sembra sempre salutare. Soffermarsi e porre domande a se stessi, sforzandoci di guardare al nostro vissuto con onestà e cercare di piacersi almeno un po' e pensare che possiamo farci compagnia anche se ci sentiamo soli. la solitudine è sempre in agguato ma un briciolo di fiducia in quel futuro di cui siamo solo in parte artefici serve e ci fa sperare e pensare che, in fondo, è bello camminare a braccetto con noi stessi e, se c'è, la persona che ci accompagna.

woland | Giovedì, 17 novembre 2011 @12:38

Ho improvvisamente realizzato che devo trovare un senso alla mia vita. E la scoperta mi destabilizza.
Ho chiuso una relazione di qualche anno con una ragazza molto più giovane di me e mi sto innamorando di una donna della mia età.
La situazione è complicata. C'è un figlio, c'è un ex compagno ancora da archiviare come tale (ovviamente non come padre del bambino).
Mi ritrovo, a qualche anno dai quaranta, ad avere l'impressione di non sapere qual è il mio obiettivo, in quale direzione guardare per trovare il futuro.
Di certo non è questa la vota che mi auguravo. E non sono la persona con cui volevo invecchiare.
Sono immobile. Non vado avanti e guardo spesso indietro.

LISA | Giovedì, 17 novembre 2011 @08:02

ANITA, grazie di questa mail, che viene dall'altra parte del mondo! In che città vivete adesso? Salutami tanto Grace.

ilaria quarteroni | Giovedì, 17 novembre 2011 @06:02

...passo dopo passo... ritmo a passo cadenzato, leggero,da montanara. Alternanze di: sensazioni,emozioni,situazioni,incontri,non incontri,di vita,di morte,di risate a crepapelle,di silenzi profondi,di distacchi,di persone fra persone,di persona.Io.....continuo.... e benedico le pause.

erica | Mercoledì, 16 novembre 2011 @17:50

è una paura che ho spesso anche io..

Anita | Mercoledì, 16 novembre 2011 @17:43

cara Lisa, sono anita figlia di Grace, giusto la scorsa settimana mi sono decisa a leggere tutti i libri in italiano che ho in casa, in realta sono pochi ma tra questi ho trovato il suo, mi ha fatto molto piacere leggerlo e ricordare Italia anche perché ci manca molto... comunque volevo dirle che il suo libro é davvero molto bello e simpatico gia ke mi accompagna tutte le mattine nell autobus per andare al lavoro....
Un bacione e un saluto da parte mia e di mia mamma Grace

annetta | Mercoledì, 16 novembre 2011 @13:35

...ero proprio in quel mood lì quando iniziai a leggere kerouac...

Francesca | Mercoledì, 16 novembre 2011 @11:16

Cara Lisa, vorrei sapere come fai a trovare le parole che esprimono, meglio di come so fare da sola, quello che sento adesso! Grazie!!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.