Lisa Corva

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L’arte è un batterio: intervista a Carsten Höller.

Venerdì, 9 dicembre 2011 @22:53

Per Carsten Höller l’arte è un batterio. Non a caso, visto che l’artista tedesco, che ora vive tra la Svezia e il Ghana – e che adesso è al museo Macro di Roma fino al 26 febbraio, e a New York, al New Museum, fino al 15 gennaio - è in realtà uno scienziato, per la precisione un agronomo specializzato in fitopatologia. Ma cosa c’entrano le giostre che vedrete a Roma, con i batteri? C’entrano, c’entrano. Così spiega Höller:

"L’arte – la mia arte, almeno – è un parassita, o meglio un parassitoide, che entra nell’organismo e ti fa fare cose strane. Ti fa spogliare, come succede a New York, gridare, infilarti in scivoli vertiginosi, prendere pillole a occhi chiusi, salire su una giostra…".

Eppure il "Double Carousel" al Macro di Roma sembra un’innocua giostra da luna park. Non è così?

"E’ un luna park per adulti, e infatti io sconsiglio di andarci con i bambini. Sono macchine che producono sogni. Forse anche incubi".

Immagino che lei da piccolo non amasse i luna park…

"Mi piacevano i giochi in cui si vinceva o pescava qualcosa. Ma non ho mai amato le montagne russe, o i roller coaster che accelerano il tuo corpo o lo lanciano a strane velocità".

Che è quello che, invece, fanno esattamente le sue giostre-installazioni!

" Forse non è un caso che, adesso come allora, quello che più mi piace è guardare gli altri".

La sua mostra a New York è stata definita "un carnevale distopico", il contrario dell’utopia. E anche un Paese delle Meraviglie in cui Alice ha le vertigini… Era questa la sua favola preferita?

"Preferivo le fiabe dei fratelli Grimm, un po’ paurose. Hänsel e Gretel che perdono la strada… Oppure Pierino Porcospino. Sono le favole che leggevo a mia figlia, che ora ha dieci anni. Forse per questo lei non ha paura, neppure alle mie mostre. Alla Tate di Londra, dove c’erano scivoli vertiginosi, da brivido anche e soprattutto per gli adulti, lei non riusciva più a staccarsi".

Non ho mai molto amato i luna park, neppure da piccola (neanche il circo, a dir la verità). E non sono ancora salita su una giostra allucinogena di Carsten Höller. (A proposito: questa che avete letto è, più o meno, l’intervista che gli ho fatto per Grazia). Ma mi diverte l’idea dell’arte come un batterio. In fondo, non è così che succede, a volte, con l'amore? Che si insinua nel nostro organismo e ci fa fare cose che non vorremmo fare...



5 commenti

Aminta | Domenica, 11 dicembre 2011 @21:37

Lascio volentieri a Carsten le sue creazioni allucinogene, exciting senza dubbio. Non c'è incanto nè riflessione, solo eccitazione,

LISA | Domenica, 11 dicembre 2011 @15:13

Il Cirque du Soleil in effetti è l'unico circo che mi sia piaciuto! Ma sempre un circo è.

anonimo | Domenica, 11 dicembre 2011 @15:11

Buon Giorno;
Se provate ad andare a vedere CIRC DU SOLEIL con ALEGRIA........rimarrete a bocca aperta. ciao

LISA | Domenica, 11 dicembre 2011 @13:21

AMINTA: per Carsten Höller e le sue giostre allucinogene sì, l'arte è un batterio. E' il luna park dell'arte contemporanea. Ma ovviamente un quadro di Matisse no, non è un batterio... Non per me almeno.

Aminta | Sabato, 10 dicembre 2011 @19:04

può anche darsi che l'arte sia una malattia provocata da un batterio, però mi sembra un'affermazione un po' spinta. Una malattia per chi l'ha vissuta come Modì, o goduta e vissuta come ha fatto Picasso? Solo per fare un esempio molto elementare.
Anch'io non ho mai amato i Luna Park, figuriamoci le montagne russe, orribili, per quanto mi concerne. per non parlare del Circo che da bambina mi sembrava uno spettacolo quasi mostruso tanto che nemmeno i pagliacci mi facevano sorridere, pena, mi facevano.
No non vedo l'arte, in tutte le sue espressioni, come batterio; Ci sono anche batteri buoni, ma dovrei andare a rispolverare le mie scarse nozioni di biologia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.