Lisa Corva

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Perché un piumino è stretto parente dei leggings. E perché Coco Chanel non aveva sempre ragione.

Domenica, 11 dicembre 2011 @15:13

Metto il piumino nella stessa categoria dei leggings. Non c’entrano niente? E invece sì: fanno parte entrambi di quegli inspiegabili misteri della moda, per cui ci sono capi che, nonostante la loro bruttezza, diventano dei bestseller. Perché, diciamolo, i piumini saranno anche caldi, ma belli non sono. Ingoffano anche la più top model delle top model. In quanto giornalista fintoglam sono, malgré moi, un’esperta di celebrities paparazzate per strada e sul red carpet (a volte si vestono nello stesso modo, tanto per metterci in confusione). E non riesco a dimenticare Sandra Bullock, che oltre ad aver scelto il modello più rischioso (lungo e con cappuccio di pelo stile Sarah Palin, che non è mai stata un’icona chic, neppure in Alaska), l’ha abbinato a un paio di leggings. Così conciata è uscita, immagino solo per buttare la spazzatura. (C’è un che di terapeutico nel buttare saggiamente la spazzatura nella raccolta differenziata, immagino che lo sappiano anche le star). Piumini e leggings sono, dunque, due capi ad alto tasso di pericolosità fashion, eppure li mettiamo lo stesso. Perché? Perché sono comodi, perché al mattino a zero gradi risolvono un sacco di problemi, perché ci sono dei giorni in cui non si vorrebbe proprio uscire, e allora tanto vale camuffarsi e far finta di non esserci.
Chissà che cosa ne avrebbe pensato, dei piumini intendo, Coco Chanel: che disse, ricordate?, "nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri". Altri tempi. Tempi di pellicce, sottovesti, foulard di seta: tutti capi di archeologia fashion, scomparsi dall’armadio, rimpiazzati da piumini e leggings. A volte tornano, certo: pensate solo alle giacche di velluto che pensavamo di aver eliminato dal guardaroba. Avete notato che ne indossava una proprio la ministra-che-pianse, Elsa Fornero, pronunciando la parola sacrifici? Con una spilla d’oro appuntata sul bavero. Un look che risale, fatemi pensare, almeno a trent’anni fa, forse anche più indietro, ai tempi dell’austerity degli anni Settanta. Chissà, forse era una citazione voluta…
E Coco, aveva ragione? Davvero nessun uomo ci può far sentire più al sicuro di un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri? Io penso di no. Ma lei, imperterrita, oggi forse avrebbe semplicemente disegnato un piumino chic, nero ovviamente. Da infilare nelle giornate grigie, insieme a un paio di occhiali da sole contro il grigiore del mondo.

Detto questo, io possiedo sia un piumino (corto e viola), e molti leggings in tutte le varianti; ma cerco quantomeno di non metterli insieme. E questo non è esattamente un articolo di moda che ho scritto per Grazia: o meglio, è un articolo finito nella raccolta differenziata!

3 commenti

una a caso | Lunedì, 12 dicembre 2011 @20:18

Lisa,Lisa che mi combini....il piumino corto e viola qui lo portavano le signore_bene lo scorso anno e i leggings li portano le liceali !

Giusy d\'antan | Lunedì, 12 dicembre 2011 @13:32

Lisa, hai fatto bene a riciclarlo, il tuo articolo frizzantino, mi è piaciuto davvero. Anch'io come la prof.ho sempre la tentazione di appuntare una spilla sul risvolto della giacca. Ultimamente resisto, ma non troppo: A volte la piazzo al posto dell'ultimo bottone della camicetta. Orrorre, Orrore!
Anch'io ho un usatissimo piumino nero, sono riuscita a trovarlo con impunture (si chiamano così?) diagonali che impediscono l'effetto "omino Michelin" salvifico, nel mio caso, visto che a mala pena raggiungo la statura di Jessica Parker versione d'antan... Eh sì, giornate grigie, tendenti al nero fumo, direi. Chissà se i bocconiani che già sono nati con la scienza infusa raddrizzeranno questa povera Italia degli ervasori ostello?

ilaria quarteroni... | Domenica, 11 dicembre 2011 @16:43

Ogni volta che ho la possibilità di narrare,di leggere fiabe:mi sento felice.Mi sembra di nutrire e di nutrirmi di sostanze che fanno bene anche al mio corpo.grazie a tutti coloro che gustano quei momenti così unici e speciali e che mi dicono "daiiiiii ila,ancora una volta!".
mi rigenera l'incontro con l'altro che è diverso da me .credo che a volte un buon maglione può tener caldo,ma il calore umano e animale non può essere sostituito.ah!anche la parola scritta riscalda.Grazie a tutti voi,che riuscite a scrivere pensieri così speciali e ricchi di idee che danno possibilità di rinnovamenti! NON METTErò il piumino con i leggings. ora chiedo aiuto per le scarpe,non ci azzecco quasi mai! grazie ila in attesa di Santa Lucia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.