Lisa Corva

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Natale non è Natale senza un libro.

Sabato, 17 dicembre 2011 @09:39

"Natale non è Natale senza regali". Lo riconoscete? E’ l’inizio di un libro amatissimo, almeno da me: "Piccole donne", di Louisa May Alcott. Si apre con le sorelle March sul tappeto davanti al camino, che si lamentano, piccole pre-recessioniste, di un Natale "povero"; ma molto peggio del nostro, vi assicuro, visto che nel libro siamo in America durante la Guerra di Secessione, con un padre (il loro, il cappellano March), al fronte, e abiti di tarlatana da rammendare, e niente soldi neppure per un nuovo paio di guanti.

Quindi, che cosa vi propongo? Di regalare a una bimba, figlia o nipote o bimba di amici, il suo primo "Piccole Donne". E di regalarvi una rilettura (io me lo sono portato dietro qualche anno fa, a Natale, in un viaggio in Laos, e combattevo vergognosamente con le lacrime alle ultime pagine: Piccole Donne reloaded), oppure leggere l’altra faccia del libro della Alcott, quella che ha raccontato Geraldine Brooks in "L’idealista", Neri Pozza, in cui dà voce proprio a lui, al cappellano March.

E poi? Ecco altri libri-consigli per Natale, scelti tra quelli che ho letto quest'anno. Da regalarsi e regalare.

Romantico rétro.
La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides, Mondadori.
Fa male leggere troppi libri di Jane Austen? E’ quello che si chiede Madeleine, la protagonista del nuovo bestseller di Eugenides, nella pagina d’apertura: e me lo chiedo sempre anch’io, Incurably Romantic, inguaribilie romantica come lei. Il libro è il racconto di una ragazza che diventa grande negli anni Ottanta: dei due uomini della sua vita, del ragazzo che ama e di quello che è perdutamente innamorato di lei; e del perché, forse, "nessuno si innamorerebbe se non avesse mai sentito parlare dell’amore", come sostiene La Rochefoucauld nella frase a epigrafe del romanzo. Uno dei pochi romanzi che ho chiuso pensando: e adesso come farò, senza sapere che cosa succederà a Madeleine e ai suoi due amori, senza sapere come li ha trattati la vita?

La buona società, Amor Towles, Neri Pozza.
Chissà cosa penserebbe Jane Austen di Katey, che la notte di Capodanno del 1938 a Manhattan – l’anno in cui è ambientato questo libro d’esordio – sogna solo un gin martini, calze di seta, e trovare l’uomo giusto che procuri tutto questo. Amor Towles, che nella vita è un "investment banker", ha confezionato un falso scintillante come quegli anni: la storia di un’educazione sentimentale a New York. E Katey, che legge e rilegge Dickens, mentre procede a suo modo alla conquista di Manhattan, romantica ma tagliente e coraggiosa, piace e conquista. Potessi essere un po’ come lei!

Chick-lit: i libri super-light.
Ho il tuo numero, Sophie Kinsella, Mondadori.
Mi aveva conquistato con la saga di "I love shopping", e dopo qualche romanzo non riuscito, rieccola in splendida forma. La protagonista è Poppy, adorabile pasticciona come tutte le eroine della Kinsella, che riesce in una sera sola a perdere l’anello di fidanzamento di smeraldi e farsi rubare il telefonino… Ne troverà uno (di cellulare) nel cestino della spazzatura, ed è l’inizio di un’esilarante commedia romantica e degli equivoci. Morale: mai dividere il telefonino con nessuno; o forse sì, se è un uomo fascinoso che può rapirti il cuore.

Intorno al mondo con zia Mame, Patrick Dennis, Adelphi.
Il sequel dell'esilarante, sofisticata, snobbissima "Zia Mame", libro cult anni 50 che Adelphi, grazie al cielo, ci ha riproposto. Uno dei pochi romanzi dove mi sono trovata a ridere, davvero, tra una pagina e l'altra.


Graphic novels, romanzi disegnati.
Non sono un’appassionata di graphic novels, ma se Persepolis di Marjane Satrapi vi era piaciuto, provate e sfogliare questi due romanzi disegnati:

Mare inquieto, Helena Klakocar, Comunicarte Edizioni,
La storia è vera: quella della croata Helena, che nell’estate del 1991, anno della guerra in Jugoslavia, parte con il suo catamarano, il marito e la bimba. Quella che doveva essere solo una vacanza diventa la scoperta del mare adriatico, un ritorno impossibile, e la perdita di una patria (ora l’autrice vive in Olanda). Ma anche la scoperta di quanto i disegni e la scrittura ci possano salvare.

Blankets, Craig Thompson, Rizzoli Lizard.
il primo amore di un ragazzo americano, che è poi l’autore del libro, con tutti i silenzi e le scoperte e lo struggimento dei primi amori; e poi la neve, l’inverno, la lontananza, i telefoni quando non esistevano i cellulari, le lettere quando non c'erano gli sms, una coperta - un quilt fatto di ritagli di stoffa - cucita per lui dalla ragazza che ama. Blankets, coperte, come quelle in cui vorremmo avvolgerci ed entrare in letargo, d’inverno. Ora, sul mio comodino, c'è il suo nuovo libro, "Habibi".

Gialli non sottozero.
L’uomo di paglia, Michael Connelly, Piemme
E’ uno dei giallisti preferiti del consorte, ma questo l’ho rubato e l’ho letto prima io, perché il protagonista è un giornalista. A Los Angeles, ovviamente. Lo stesso protagonista de "Il Poeta".

Però continuo a preferire le mie eroine scandinave sottozero, e il meglio di quest’anno è:

Il danno, Elsebeth Egholm, Einaudi.
Protagonista la danese Dicte, reporter di nera coraggiosa e impertinente, mamma separata. Mi piacciono, le detective scandinave, forse perché loro, meno pronte a prendere la pistola o a correre dietro l’assassino, sono più brave – come le autrici – a raccontare il mondo: si parte da un cadavere, ma poi si parla di razzismo, emigrazione, violenza sulle donne, l’impossibilità di avere un figlio, matrimoni che si disfano, la fatica di essere una madre single, nuovi amori complicati all’orizzonte… Sono questi i veri misteri, sembrano dirci le gialliste del Nord; e non sempre c’è un detective in grado di risolverli.

E infine, vi ricopio la mia lista di libri che ho regalato e regalerei.
Quali regaliamo? Libri che ci sono piaciuti, ma che hanno, dentro, qualcosa di noi, qualcosa in cui ci siamo riconosciuti: un messaggio, un'emozione, che vogliamo condividere.
Regalerei, e ho regalato, solo a donne però, il longseller "Per puro caso" di Anne Tyler (ne avete letto qui sul blog: era nel post "Quando soffia il vento del Nord", del 2 agosto 2010). Ma anche i libri di Elizabeth von Arnim (cominciando da "Il padre" e "Il giardino di Elizabeth", tutti Bollati Boringhieri) e di Jane Austen. Ho regalato spesso, a persone per me importanti, un piccolo libro Adelphi, che è una riflessione sulla libertà individuale e sull'amore: "Il giunco mormorante", di Nina Berberova. E, in passato, i libri di una sofisticata scrittrice inglese che ho molto amato, Antonia Byatt : "Possessione" (una grande storia d'amore, anzi due, parallele: una giovane studiosa negli anni Novanta a Londra che scopre, trovando una lettera in un manoscritto, il segreto amore di una poetessa dell'Ottocento) e "Le storie di Matisse" (Einaudi).
Ad amici maschi ho regalato "Un uomo vero", di Tom Wolfe (Mondadori), "Middlesex" di Jeffrey Eugenides (Mondadori), ma anche "La donna giusta", di Sándor Márai (Adelphi). A un caro amico gay,"Chiamami con il tuo nome", André Aciman, Guanda. A tutti però consiglio "Notti bianche", sempre di André Aciman, sempre Guanda: un uomo e una donna che si incontrano a Manhattan, mentre nevica, tra Natale e Capodanno. Un libro che ho letto proprio l'anno scorso a Manhattan, mentre nevicava, e poco prima di incontrare l'autore.
Ad amiche in cerca di leggerezza, "Diario di una lady di provincia", di Lady Delafield e "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew", di Winifred Watson (Neri Pozza, anche se li amo di più nella versione inglese). E, sempre ad amiche, per ripensare alle donne che sono venute prima di noi, "La nonna vuota il sacco", di Irene Dische (Neri Pozza), una saga al femminile con humor che parte da Berlino negli anni Venti e finisce in America, e "Il meglio della vita", di Rona Jaffe (Neri Pozza), una sorta di Sex and The City anni Cinquanta.

C’è bisogno che vi aggiunga Confessioni di un’aspirante madre e Glam Cheap? Scritti da una certa Lisa Corva? Per comprarli basta un clic: qui a sinistra…

16 commenti

Cristiana | Lunedì, 26 dicembre 2011 @00:42

Cara Lisa, per ringraziarti dei bei libri che mi hai consigliato, ecco un paio dei miei titoli preferiti: "Il corsivo e' mio" di Nina Berberova, "Il fucile da caccia" di Inoue Yasushi.

LISA | Martedì, 20 dicembre 2011 @20:30

'POVNA: hai ragione: "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew", di Winifred Watson, sembra quasi un film girato in un unico piano sequenza, visto che accade tutto in 24 ore. (Un po' come lo stupendo "L'arca russa" di Sokurov del 2002, girato tutto in un giorno, all'Hermitage di San Pietroburgo). L'ultimo della Byatt non l'ho letto, mi sembrava un po' troppo black... Mi diverte invece la tua richiesta, nel tuo blog, su: qual è il libro giusto con cui cominciare l'anno?

\'povna | Martedì, 20 dicembre 2011 @16:12

Quanti consigli! E quanti amici e volti noti occhieggiano dalle tue righe.
Procedo con ordine: La trama del matrimonio (cioè: Cavell nel XXI secolo) l'ho letto e recensito anche io, splendido; Towles è già in lista regali e mia personale wishlist. Sui gialli sono andata sui miei British: McCall Smith e ora (grazie a questa bella iniziativa di Marsilio: http://nemoinslumberland.wordpress.com/2011/12/20/invito-alla-e-lettura/ ) Blacklands. Credo che regalerò anche qualche piacevole Bennet, che è sempre ironico, specie, proprio a chi piace leggere, "La sovrana lettrice".
Sui regali frequenti: su von Arnim e Austen già ci confrontammo (io aggiungo anche Dickens e pure Wilkie Collins, che ultimamente trovo meraviglioso). Ovviamente condivido la passione per la Byatt (hai letto l'ultimo The Children's Book?). Con la Watson (che sembra quasi un atto unico, o un piano sequenza) ho passato ore piacevoli, e credo che penserò molto alla Dische. Insomma, grazie!
E, se ti interessa, qualche spunto di pagine sotto l'albero l'ho pubblicato anche da me (http://nemoinslumberland.wordpress.com/2011/12/16/pagine-sotto-lalbero/ )

Simona | Lunedì, 19 dicembre 2011 @20:37

Preso nota. Con questa lista vado avanti fino a Pasqua. "Piccole donne"? Mitico, mi fu regalato dalla mia bisnonna nel 1976 per il mio decimo compleanno, edizione Mursia. E ricordo che ricopiavo i ritratti delle ragazze March oltre a giocare "facciamo finta che io sono .... e tu sei ..."

Susy_Anne | Lunedì, 19 dicembre 2011 @01:50

Piccole donne.. uno dei miei primi libri.. che bei ricordi.. ;)

Sabrina | Domenica, 18 dicembre 2011 @23:17

Ho scritto "Lisa", ma sono Sabrina... sono proprio esaurita. Scusatemi.

Lisa | Domenica, 18 dicembre 2011 @19:50

Aaahh, trovato!! Grazie mille Lisa e tanti auguri, Lady Chatterley!

Chatterley | Domenica, 18 dicembre 2011 @18:56

anche il mio, Sabrina, fa i capricci e non capisco per quale motivo, una fatica connettersi con Lisa. non posso stare al pc più di tanto.
quindi ne approfitti per gli auguri alla Lady del blog e a tutte voi.

LISA | Domenica, 18 dicembre 2011 @18:51

SABRINA: funziona, solo che arriva (come nell'archivio delle poesie) alla fine del post in cui sei. Quindi: clicca su Piccole donne reloaded, e poi con il cursore vai alla fine di questo post sui libri di Natale, che è lunghissimo. Troverai le Piccole donne reloaded, che avevo scritto il 9 gennaio del 2010. Buona lettura!

Sabrina | Domenica, 18 dicembre 2011 @17:04

Lisa, ma sbaglio o il link non funziona? Magari è il mio pc perchè mi dà dei problemi, non so...

LISA | Domenica, 18 dicembre 2011 @15:18

GIUSY D'ANTAN: chi non produce è perduto. Già. E lo slicenziato e Stella squattrinata come se la caverebbero, come se la caveranno in questo nuovo vento di recessione? Ogni tanto me lo chiedo...

LISA | Domenica, 18 dicembre 2011 @15:16

SABRINA: anch'io, sai, non ho mai capito perché Jo dicesse di no a Laurie. Ma rileggendolo, ho pensato: in fondo, non era semplicemente perché non era innamorata? Quanto al disarmante professore tedesco, clicca su Piccole Donne Reloaded (in verde nel post qui sopra): non è incredibile che la Alcott abbia, alla fine, fatto sposare Jo solo su insistenza delle lettrici romantiche e deluse, come noi? Piccola consolazione: nel film del '94, quello con Winona Ryder, lo squattrinato professore tedesco è un super-sexy Gabriel Byrne, che all'improvviso ci chiarisce come mai Jo avesse deciso di capitolare. Dunque, ne auguro uno anche a te!

Sabrina | Domenica, 18 dicembre 2011 @13:48

Non ho ancora letto Glam Cheap, ma lo farò presto... Per quanto riguarda invece Piccole Donne, un paio di anni fa l'ho regalato a mia nipote, in un'edizione economica ma molto bella, una vera chicca. E' uno dei miei libri preferiti (e anche dei miei film), ma non mi sento di rileggerlo perchè credo di essere arrivata a quel punto della mia vita in cui, se troverò qualcuno, sarà uno come il professore e non un Laurie, scanzonato e passionale. A Jo non l'ho mai perdonato, ma credo di aver fatto le stesse scelte professionali e sentimentali... Pazienza, mi sforzo di pensare che magari le sia andata anche meglio, con una persona che l'ha apprezzata per la donna adulta che è diventata e non per la ragazzina spensierata che era. Buona domenica

Giusy d\'antan | Domenica, 18 dicembre 2011 @10:53

Posso aggiungere anch'io qualcosina? Ma sì: l'ho regalato lo scorso Natale, è stato molto apprezzato e oggidì e quanto mai attuale. Di tanto in tanto lo sfoglio. E' umoristico e tenero, non saprei spiegare meglio...Sentite un po' lo "slicenziato" :...ci siamo riconosciuti senza dir nulla. Io ho abbassato gli occhi, lui ha...Chi non produce è perduto...
Bello, vero?

LISA | Sabato, 17 dicembre 2011 @23:28

AMINTA: uh! Ma quello che hai scritto è un regalo di Natale:-)

aminta | Sabato, 17 dicembre 2011 @18:25

>Lisa Corva, tieni Lisa e lascia tranquilla Corva. Quello che sto per dire forse non ti piacerà: Potrei sembrare un'imbonitrice oltretutto senza percentuale.
Ho letto romanzi dei quali mi è piaciuto solo il titolo magari suggerito dallo staff dell'editore. Glam Cheap, col suo modesto imprinting mi ha coinvolto moltissimo, molte risatine mischiate a un po' di leggerissimo intenerimento. Ho vuotato il sacco.
Auguri a tutte e a tutti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.