Lisa Corva

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Sul pianeta degli alberi di Natale.

Giovedì, 22 dicembre 2011 @08:49

Dove sono i bambini che non hanno
l'albero di Natale
con la neve d'argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
nel pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.

Che strano, beato pianeta .
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.

Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l'ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d'argento
che si dondola al vento.
In piazza c'è il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
ti fa l'inchino e dice: "Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore ."

Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s'intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c'è.

Un bel pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste .
Ebbene, se non esiste esisterà:
che differenza fa?

(Gianni Rodari)

Natale!

(Ho dovuto sforbiciare selvaggiamente questa filastrocca per farla entrare nel quadratino del Buongiorno di City. Ma qui, sul blog, ve la ricopio tutta intera. E' anche il mio modo per ricordare Gianni Rodari e le sue favole metropolitane: sperando che sia lì, nel pianeta dove è Natale ogni giorno, e dove tutto è gratis! Un sogno recessionista).

10 commenti

francesca g. | Venerdì, 30 dicembre 2011 @17:00

bellissima!

danielle | Venerdì, 23 dicembre 2011 @18:44

E la persona che mi ha regalato un passato da rivivere la regalerò me
stesso come regalo!

Hermione | Giovedì, 22 dicembre 2011 @21:54

Io sono una mamma adottiva e, per quanto riguarda l'esperienza che ho vissuto e che sto vivendo con mio figlio, posso dire che non tutte le maestre dimostrano sensibilità verso i bambini come lui: sovente non si mostra alcuna cura nel non farli sentire " diversi " e questo, purtroppo, avviene per svariati motivi.
Comunque, ho fatto conoscere a mio figlio Gianni Rodari e, proprio un anno fa, ha imparato " Il Gatto Inverno "! Auguri a Lisa e a tutti voi.

Fiorenza | Giovedì, 22 dicembre 2011 @19:24

Conosco bambini che vivono grandi disagi all'interno della propria famiglia. Estreme difficoltà economiche, genitori separati e non. incapaci di gestire la maternità/paternità. Non sono pochi. Ci sono bambini adottati, bellissimi, super coccolati, sottratti allo squallore - solo per usare una parola soft - quindi fortunati a modo loro. Capisco la speciale attenzione a loro riservata da maestre sensibili, ma all'interno della stessa classe tutti gli alunni meritano uguale attenzione. Senza distinzioni. Non voglio essere polemica, sono seria stavolta e parlo con cognizione di causa.

Vincenzo.I | Giovedì, 22 dicembre 2011 @15:41

ATMOSFERE DI NATALE

Ci sono profumi nell’aria,
profumi freschi e festosi
per un dolce Natale.
Ci siamo anche noi
in quest’aria mattutina
con preziosi giorni
di vita…
chiamati doni del tempo.
Siamo piccole gocce
d’essenza,
con forti richiami.
Nelle fredde serate
con calda armonia,
diffondiamo
scintille di gioia…
al cuore.
Ma non lasciamoci
abbandoni di atmosfere
perdute,
concediamoci il lusso
di regalarci pensieri di
felicità.
Scoprendo chi saprà
stupirci con il
più piccolo segno d’amore.

Simona | Giovedì, 22 dicembre 2011 @12:05

Lisa, anche se "d'atan" ti assicuro che Gianni Rodari è ancora gettonato dalle maestre italiane e non passa mai di moda. "La buona società" è sul mio comodino e mi sta piacendo. "Midnight in Paris" mi è piaciuto tantissimo: finalmente un film lieve, intelligente e ironico quanto basta che fa sognare. Col consorte, designer in difficoltà, sono andata a visitare il museo Achille Castiglioni - se potete andateci - e mi è venuto in mente un possibile Midnight in Paris reloaded: un designer in crisi che davanti alla Triennale di Milano viene caricato in macchina dai designer del passato tra cui Castiglioni. Forse in questi giorni più che mai abbiamo bisogno proprio di queste storie lievi, rivolte al passato quando c'erano più rispetto, più educazione, le parole non erano urlate e le promesse venivano mantenute. Cambiando argomento: mi ricordo di Aria, come no, e di tutte le vecchie amiche del libro rosa aspiranti madri. Anch'io ho avuto due aborti per trisomia, ma non abbiamo scelto altre strade alternative come l'adozione. Rispetto molto le persone che compiono questa scelta nonostante noi non abbiamo voluto compierla e per questi bambini ho sempre un'attenzione in più anche come maestra: quest'anno nella mia classe c'è una bimba adottata e devo dire che è fantastica. Un abbraccio a Marina e ad Aria.

Giusy | Giovedì, 22 dicembre 2011 @11:52

Sì, Hermione, quei bambini e i loro genitori...sofferenza all'ennesima potenza. anche quando il pensiero diventa tangibile, è sempre insufficiente...è il sistema che non funziona...
Stupenda filastrocca, da appendere all'albero dei desideri, a Gianni Rodari sarebbe piaciuto, suppongo.

Francesca | Giovedì, 22 dicembre 2011 @10:23

Grazie Lisa, da leggere e rileggere perché sia Natale tutto l'anno!

Hermione | Giovedì, 22 dicembre 2011 @09:35

Ricordiamoci che ci sono davvero tanti bambini che non possono neanche sognarlo un albero di Natale . . . a tutti loro un pensiero speciale.

Sharon | Giovedì, 22 dicembre 2011 @09:28

che bel buongiorno Lisa!
magari oggi riuscissimo tutti a tornare un pò bambini...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.