Lisa Corva

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Silenziosamente.

Martedì, 27 ottobre 2009 @08:35

"Si era sempre ricordato, anche nel pieno della sua vita, di quel bosco, del prato, dello stagno che bisognava aggirare e del sentiero con la menta, le lepri e, in fondo, quel punto così speciale, silenzioso e soffuso di una calma che profumava di pane: un poggio dal quale si vedeva il verde oltre il fiume, la discesa ombrosa fino alla riva, un canneto, una vecchia barca, il luccichio e l’oscurità dell’acqua".
(Nina Berberova).
Un luogo del cuore: qual è il tuo?

(La frase di oggi è tratta da un racconto della scrittrice russa Nina Berberova, dalla raccolta "Dove non si parla d’amore", Adelphi. Mentre io, per l’ennesima volta, ho prestato/regalato quello che della Berberova è un vero gioiello, "Il giunco mormorante", sempre Adelphi. Un lungo racconto sull’amore e la libertà).

Quel luogo "speciale, silenzioso e soffuso di una calma che profumava di pane", scrive la Berberova. E dunque, la parola di oggi è: silenzio. Una parola e un blog: quello di una cara amica, che da oggi, dopo aver indagato e studiato il paradosso del silenzio in un libro e in un convegno, ha lanciato (silenziosamente) una pagina web. In questa società rumorosa, in una vita circondata da chiasso, ascoltate anche voi il silenzio:

http://blog.ascoltareilsilenzio.org/

13 commenti

silenzio | Mercoledì, 28 ottobre 2009 @21:26

Parlate di ascoltare il silenzio mentre subisco il silenzio pesante in mezzo alla gente chiacchierone, essendo sorda.
Ma capisco cosa vuole dire questo, è come guardare il silenzio, per esempio, la passeggiata al molo, la brezza leggera, il mare ondulante che sento il benessere mentale. Per questo preferisco i luoghi silenziosi alle piazze chiassose che mi fanno sentire piu sola.
Ogni volta leggo i buongiorno poetici spesso corrispondanti allo mio stato di anima.
soffii muti

silenceblog | Mercoledì, 28 ottobre 2009 @20:10

la cara amica rompe il silenzio, con un fragoroso grazie

Micheline | Mercoledì, 28 ottobre 2009 @08:50

"la musica del silenzio" è uno dei miei libri preferiti...e a me piace il silenzio.Il silenzio rotto dai suoni della natura,cinguettio degli uccelli,la risacca del mare,il fruscio delle fronde degli alberi mossi da una brezza leggera,il belare delle caprette o il chiocciare delle galline orgogliose dei loro ovetti.Le cicale in estate,i grilli e le piante,si anche loro parlano,ma siccome c'è troppo rumore intorno non riusciamo a sentirle.Che fortuna chi riesce ad ascoltare il silenzio!

LISA | Mercoledì, 28 ottobre 2009 @08:37

Sul Molo Audace a guardare il mare, la pioggia sul tetto, in cucina al mattino quando la casa è ancora immobile, o di sera, mangiando castagne, mentre fuori si alza la nebbia. Bello leggere i vostri silenziosi luoghi del cuore.

Simona | Martedì, 27 ottobre 2009 @20:21

Martina delle Martine! Ma quanti strafalcioni nel mio post. Dato il mestiere che sbrigo ci tenevo a precisare che erano errori di battitura, ovvio. E concordo con l'ottavo commento: é vero, il silenzio è d'oro perchè aiuta a guardarci dentro e a comprendere meglio cosa vogliamo, le nostre emozioni, i nostri sentimenti. Il problema semmai è trovare un po' di tempo per ascoltarci. Invece sull'attualità italiana infarcita di polemiche, urla, litigi vorrei davvero che calasse il silenzio.

Naomi | Martedì, 27 ottobre 2009 @20:06

si..tutti abbiamo bisogno di silenzio....per capirci...per poter analizzare minuziosamente noi stessi!!!!...per far si che questa vita non sia solo una "corsa"..per raggiungere obiettivi!

aferdita | Martedì, 27 ottobre 2009 @19:53

Per dolcissima Lila:Ti vorrei salutare con una frase di Jim Morrison(che lo fato diventare mia),che dice:sorridi sempre,perche nessuno e cosi importante da toglierti il sorriso.Ti auguro di tornare il più presto fra di noi,e di trovare la voglia e la forza di sorridere sempre.Ci mancano le tue poesie,torni presto!

aferdita | Martedì, 27 ottobre 2009 @19:44

Il mio posto del cuore e rimasto solo nella mia memoria perche e trasformato,non esiste più.E stato un balcone coperto della mia casa dove sono nata e vissuta per 19anni.Li era il mio rifugio. Appena il tempo permetteva mi trasferivo li per studiare e leggere.C'era una pace che lo sogno ancora.Il momento più bello era ovviamente la primavera,chiudevo i occhi e sentivo il rumore delle api che visitavano il ciliegio fiorito.Ma mi piaceva anche quando pioveva,perche non ero costretta a entrare a casa.La melodia delle gocciole sulle tegole mi rilassava.Se stavo leggendo anche un bel libro era proprio il massimo. Mi dispiace che non ce più,ma non mi rattristo,perche ce lo dentro di me ovunque sto,mi basta un profumo,una melodia,per risvegliare tutto
Grazie Lisa,che anche tu,con le tue frasi o poesie,risvegli in noi bellissimi ricordi e sensazioni.

giuseppe | Martedì, 27 ottobre 2009 @18:06

silenzio....ma leggere anche arlecchino servitore di due padroni
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
auguri ad ascoltare il silenzio.appena posso leggerò qualche pagina
saluti-ci sono poeti 'sommersi' più importanti di quelli televisivi o del festival di mantova.comunque sinceri auguri-forse non bisognerebbe prendersi troppo sul serio

adriano | Martedì, 27 ottobre 2009 @14:56

per me e' il mare. il mare vicino a quel molo di Lisa e Patrizia, il mare perduto dei miei genitori o il mare calabrese delle mie vacanze.
o il mare sognato che ancora non ho mai visto

Simona | Martedì, 27 ottobre 2009 @14:06

Un po' di silenzio, finalmente! A chi lo dici, Lisa. Qua in campagna si dorme bene, ma ho impiegato un po' ad abituarmici dato che ho sempre vissuto in città. I soli rumori possono essere i passeri all'alba. Però per quanto riguarda il lavoro sono messa male. Insegnando alla primaria voi non immaginereste mai quamto rumore ci sia: provate a stare 30 minuti in una mensa scolastica o a farvi un'ora e 30 di intervalo libero. Ci sono categorie lavorative che per non sentire il rumore dei loro strumenti indossano le cuffie, e noi insegnanti? E difatti inizio a sentirci meno. Sordità: malattia professionale dei docenti non riconosciuta. Quando torno a casa desidero il silenzio e un po' ce l'ho dato che sono nullipara e non devo badare a nessun marmocchio dopo essermene già occipata di circa un aventina.....almeno un piccolo vantaggio. Quando torno da scuola non accendo radio nè televisore. Invece al mattino punto la sveglia prima per leggere il giornale facendo colazione (il consorte o è via oppure scende dopo) e allora nella mia cucina, dalle 6.40 alle 7.40 ho tutto il silenzio che voglio e che mi ricarica prima di andare in guerra con i miei mocciosetti. E quando vado a Milano faccio fatica a sopportare il caos cittadino e cerco vie defilate meno trafficate. Infine i ristoranti: spesso mi sembra di essere di nuovo alla refezione scolastica. Saluti a tutti.

Annalisa farmacista | Martedì, 27 ottobre 2009 @09:37

Tornata dal romantico coniugale per festeggiare l'anniversario di matrimonio. Tutto bello, romantico e "lento". Avevo bisogno di lentezza dato che le mie giornate non lo sono affatto. Corro sempre, da un lavoro all'altro, da un laboratorio all'altro per tentare di fare ricerca. Corro a casa per fare tutto quello che si deve senza chiedere aiuti. Corro a fare la spesa per preparare tutto quello che più mi piace. Qualche giorno di lentezza servita e riverita è stato fantastico. Grazie Consorte. A pensarci bene l'unico momento di lentezza che mi concedo durante la giornata è la lettura della poesia di City. E per questo la giornata si riempie di parole, che mi piacciono tanto. Soprattutto in autunno mangiando castagne, cucinando quando fuori scende la prima nebbia.

patrizia rogers | Martedì, 27 ottobre 2009 @08:48

Il mio luogo del cuore è quel molo che conosci bene anche tu, davanti alla piazza. Ci sono andata migliaia di volte, con la pioggia, il vento, il sole a picco, la nebbia... ora latito da alcuni giorni, ci andavo sempre con "lui" che ora non c'è più e ho bisogno di un po' di tempo, altrimenti il dolore dell'assenza si fa più forte.
Penso che sia la mia "no man's land", quando c'è poca gente e da sola arrivo in fondo, immersa nei miei pensieri... e posso guardare lontano, altrove.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.