Lisa Corva

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Nella penombra della mia camera, le cose che amo mi riconoscono e mi sorridono, quando finalmente siamo sole.

Giovedì, 12 gennaio 2012 @08:33

"E’ così ogni sera, quando chiudo dietro di me l’uscio della mia camera per andare a dormire; compio questo gesto semplice e consueto con avida ghiottoneria, assaporandolo: conosco il cigolìo della maniglia… Rimango lì davanti per un lungo momento, a pensare; poi, adagio, mi volgo e ricerco nella penombra le cose che da anni amo vedere attorno a me; ed esse, poiché finalmente siamo sole, mi riconoscono e sorridono".
(Alba de Céspedes)

Il piacere della solitudine.

Alba de Céspedes, dimenticata scrittrice del Novecento (nata nel 1911, morta nel 1997), romana, cognome che le veniva dal padre, ambasciatore cubano in Italia. Pre-femminista, abilissima nel disegnare i chiaroscuri della vita delle donne di allora: e quell’allora sono gli anni Trenta, Quaranta… Come in "Quaderno proibito", che avevo amato moltissimo, o "Nessuno torna indietro", una sorta di Sex and The City in epoca fascista. La frase di oggi è tratta invece da "Fuga", racconti pubblicati da Mondadori nel 1940; un libro dalla copertina blu che mi si disfa quasi tra le mani, che viene da un robivecchi triestino e che mi è stato regalato da mio padre. Lo sto leggendo, stupita come sempre dalle parole ormai perdute (uno dei racconti, bellissimo, si intitola "Il pigionante", ma anche nella frase di oggi, avete notato "uscio" e "ghiottoneria"?). Perduto anche, per fortuna, molto di quello che stringeva le donne alla gola. Solo un esempio: una delle protagoniste ha quarant’anni e si sente vecchissima, non più in diritto né di amare né di desiderare… Com’è cambiato il mondo. E non solo nei sentimenti: nel 1940, quando esce "Fuga", le donne non potevano neppure votare; era vietato il divorzio, l'aborto, la pillola, decidere di sé e del proprio destino era ancora quasi impossibile. Sì, com'è cambiato il mondo. Alba, la battagliera Alba, sarebbe contenta. Per saperne di più cliccate sul suo nome, andate in biblioteca o libreria: l’anno scorso la Mondadori ha ripubblicato i suoi romanzi, ormai introvabili, in un volume dei Meridiani. Che non amo perché hanno le pagine troppo fragili. Ma dentro c'è tutta Alba.

2 commenti

Aminta | Giovedì, 12 gennaio 2012 @16:51

Grazie LisaCorva, forse ho qualcosa di Alba de Céspedes. devo controllare. In effetti i suoi romanzi meritano attenzione più di quanta non ne abbiano. In queste pile traballanti di libri (ti rubo la frase) dovrebbe esserci posto per lei, donna all'avanguardia in un paese difficile che ancora non riesce a scrollarsi di dosso l'ombra di un campanile sempre più incombente.

Giusy | Giovedì, 12 gennaio 2012 @14:34

anche noi andiamo a spulciare i robivecchi quando ci capita' ormai raramente, di andare aTrieste. Io, più frivola, mi interesso agli innumerevoli "strafanicci" e a volte trovo qualcosa di interessante. Come mi inteneriscono quelle statuine di ceramica o porcellana d'antan. Me le porterei tutte a casa per allestire un bellissimo museo kitch. La Pietra spulcia, proprio come il papà di Lisa, i vecchi libri. raramente li compra, non saprebbe a chi regalarli, visto che la figliolanza, pur accanita lettrice, preferisce l'attualità, ora. Ho speranze per il futuro...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.