Lisa Corva

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Non mi piacciono i little black dress. C’è qualcosa di sbagliato in me?

Sabato, 14 gennaio 2012 @18:32

Lisa, puoi scriverci un pezzo sui "little black dress", sui tubini (o anche semplicemente abitini) neri che ogni donna dovrebbe avere nell’armadio? Certo. Peccato che, anche stavolta, io mi ritrovi a guardare le foto dei suddetti abitini, nonché delle solite celebrities fascinose in black (ma tanto sarebbero fascinose con qualunque colore), per capire che, anche stavolta, non cambierò idea. Perché, semplicemente, non ci credo: non credo nell’abitino nero "passepartout, perfetto per qualsiasi occasione, basta saperlo accessoriare". (L’ho scritto, certo: una verità-moda che mi sembra valga per tutte, tranne che per me!). Ho fatto un’eccezione, anzi tre: due abitini neri comprati vintage, quando ancora tentavo di crederci (sono lì, nell’armadio, ogni tanto ci provo, ma senza speranza, e dire che uno hai degli splendidi bottoncini di madreperla). E un abito nero stupendo, vita stretta e gonna un po’ anni Dior, confezionato per me dalla "mia" stilista Colomba Leddi come regalo per il lancio di Glam Cheap, perché compariva trionfante sulla copertina (La vedete la copertina? E’ qui a sinistra). Sulla scollatura è ricamato in perline rosse e filo rosso il titolo del libro; e dietro, imbarazzante ma vero, "l’autrice": uno scherzo di Colomba che è diventato ricamo, e ben mi sta.
E dire che una regina dello chic come Ines de la Fressange si spinge fino al punto di dichiarare: "Il tubino nero non è un indumento: è un concetto. E’ astratto, universale e, proprio per questo, adatto a tutte". Cito dal suo "La Parigina", il manuale delle fashioniste che tengo anch’io sulla scrivania, sperando che lo chic mi scivoli addosso per contagio. E dunque, come consiglia di accessoriarla, Ines, "la petite robe noire"? Bastano, secondo lei, un paio di grandi occhiali scuri (i Persol anni ’80, specifica), e un paio di ballerine nere. Certo, facile per Ines, che è alta e superskinny (un metro e 80 per 50 chili, ho controllato, tanto per farmi del male). E che, d’inverno, consiglia anche di abbinare un paio di guanti lunghi e black. Fa molto Holly Golightly in "Colazione da Tiffany", ovviamente... Non tutte, però, abbiamo Audrey Hepburn dentro. Ecco, forse è questo il problema? Non ho Audrey Hepburn dentro. Né dentro né fuori, ahimè.

8 commenti

Aminta | Martedì, 17 gennaio 2012 @17:46

un leggero velo di nostalgia, per non dire di tristezza, su lisaCorva. Se così fosse e se non mi sono sbagliata, lo condivido.

LISA | Martedì, 17 gennaio 2012 @09:38

Diciamo allora che, invece del tubino spesso impietoso, promuovo un semplice little black dress. Non troppo stretto, non troppo attillato. ARIA, in questo sono d'accordo con te: dipende dalle pinces, dal materiale, dal punto vita, da come cade e come scivola addosso... Forse ci vorrebbe una sarta, una mano che ce lo cuce addosso, e non H&M. Forse per questo i tre abitini neri nel mio armadio sono stati cuciti a mano, bottoncini di madreperla compresi; mi piacciono quelli vintage, o usati, chiamiamoli come volete; anche per i segni del passato che portano addosso, delle donne che li hanno indossati prima di me, dei loro sogni sconosciuti.

Lady Chatterley | Lunedì, 16 gennaio 2012 @19:47

Aria, come mi conforti! Troverò un tubino glam & cheap che mi si adatti perfettamente? Io sono abbastanza snella ma su di me il tubino fa l'effetto salamino. Cruda realtà.

Aria | Lunedì, 16 gennaio 2012 @18:45

Ho letto anch'io quest'estate il libro della Ines e sinceramente mi è sembrato un insieme di luoghi comuni. Per di più, è chiaro, come ben dici, che l'autrice fa presto a dar consigli, dall'alto della sua mole.. Però, però... il little black dress rimane in effetti un consiglio sempre valido, per tutte le età e per tutte le taglie. E te lo dice un'esperta (credimi), che ha vestito donne anche in taglia superiore alla 50. L'adattabilità a fisici differenti dipende dalla lunghezza dell'orlo, dall'assenza o presenza di pences strategiche e infine dal materiale. D'altra parte è considerato il punto di arrivo dell'abito femminile borghese per eccellenza. Un giorno incontrerai il "tuo" e non lo lascerai più.

Simona | Domenica, 15 gennaio 2012 @18:50

Ma come? Niente Black little dress? Non ci credo! Forse preferisci quello bianco. O no? Comunque. A me piace per due motivi:" cade" benissimo alla mia pigrizia e, ossibuchi a parte, scegliendo il taglio giusto snellisce. Unico neo (black!): in una società un po' smandrappata e volgarotta mi sembra(sigh!) assai fuori luogo.Lo indosso per andare dove? Qualche giorno fa osservavo la vetrina di Prada in Galleria che strizzava l'occhiolino al 1963: che eleganza i manichini pronti per un cocktail dalla Biki, peccato che "fuori" la gente non conosca più le buone maniere. Però le ragazzine, anche se non indossano il l.b.d., fanno la posta (e le code) da Tiffany.

Anonimo | Domenica, 15 gennaio 2012 @11:14

Adoro questo blog ha dato il senso la mia vita! Je te remercie infinimente lisa.

Sabrina | Sabato, 14 gennaio 2012 @20:13

Io adoro il tubino nero, per alcuni modelli non c'è bisogno di essere delle...modelle :-) Audrey però, tubino a parte, non mi piaceva e "Colazione da Tiffany" non mi piace, anche se forse sono l'unica donna al mondo a pensarla così. Io preferisco Grace Kelly, sempre perfetta e bellissima... Purtroppo però nemmeno io ce l'ho, forse dentro un pochino ma fuori no di sicuro :-)

Lady Chatterley | Sabato, 14 gennaio 2012 @19:47

nemmeno io per mia fortuna ho Audry né dentro né fuori perché mi va di essere me stessa. Il tubino nero è impegnativo in quanto tubino. Esige una pancia ultrapiatta non reduce dall'ossobuco e dal risotto. Preferisco mangiare con gusto e indossare vestiti flou (prima e dopo cena) Durante il giorno smaltisco ...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.