Lisa Corva

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Intervista a Riikka Pulkkinen: a proposito del coraggio di amare, e di un vestito giallo.

Domenica, 25 marzo 2012 @18:42

Ultimamente ho sforbiciato un paio di Buongiorno (compreso quello dell'8 marzo: "A una donna servono due cose nella vita: il senso dell’umorismo e un paio di scarpe rosse col tacco") dal libro di una giovane scrittrice finlandese, che ho incontrato e intervistato a Milano per Grazia. E mi è piaciuto tanto quell'abito immaginato e poi visto per caso in una vetrina, come entrare davvero nelle pagine di un romanzo, come entrare in un'altra dimensione...

Tutto comincia con un abito. Un abito giallo e leggero che sa d’estate, dimenticato in un armadio. Un abito che una ragazza ventenne trova nell’armadio della nonna; lo accarezza, lo indossa, e scoprirà che nasconde un segreto, un segreto di famiglia, una tormentata storia d’amore. E’ "L’armadio degli abiti dimenticati" (Garzanti), di Riikka Pulkkinen, giovane scrittrice di Helsinki, che a poco più di trent’anni, in Finlandia, è già al secondo bestseller. Capelli neri e lunghi, un sorriso delicato, è una nuova voce dal Nord, che incontriamo a Milano. Racconta i sentimenti, con delicatezza, attraverso due ragazze: Anna, oggi, che trova quel vestito dimenticato; ed Eeva, che lo aveva indossato negli anni Sessanta, quando tutto – la sua vita, il mondo – stava per cambiare.

L’abito che ha ispirato il romanzo esiste davvero?
"Sì: l’ho visto per caso a New York, dopo aver scritto il libro! Stavo camminando per l’East Village ed era lì, nella vetrina di un negozio vintage: esattamente come quello che avevo immaginato. Anni Cinquanta, stretto in vita, gonna larga, senza maniche. Dello stesso punto di giallo".

E’ entrata e l’ha comprato?
"Non ho avuto il coraggio, neppure di indossarlo. Ma sono entrata e ho detto, emozionatissima: ho appena scritto un romanzo e questo è proprio l’abito-chiave della mia storia… Non che la commessa sia rimasta molto impressionata. A New York sono tutti scrittori o attori, o aspiranti tali". (ride).

A lei però piacciono gli abiti vintage, che hanno storie e segreti intrecciati nella stoffa, come nel suo libro?
"Sì, e li compro volentieri".

Apra il suo armadio: qual è il suo abito del cuore?
"Un abito rosso, di seta, di una stilista finlandese, Miun, che mi sono regalata per festeggiare, appena ho consegnato questo romanzo. E’ un vestito che adoro".

Il suo romanzo parla d’amore. Un amore segreto e clandestino, un amore che travolge e annulla. Ma anche l’amore per una bimba che non è la propria figlia: una bimba che perdiamo, perché appartiene all'uomo che amiamo e non a noi. E lei, cos’ha imparato sull’amore?
"Che l’amore è sempre vero per chi ama. Anche se non è ricambiato, anche se è illusione. Perché quando ami, l’amore diventa vero. Sempre".

E quindi vale sempre la pena di amare? Anche a costo di soffrire, perdere, perdersi?
"Certo: se perdi il coraggio di amare, perdi il coraggio di vivere".

2 commenti

... | Mercoledì, 28 marzo 2012 @13:58

Siiii. Vale sempre la pena di amare, anche se si soffre, se si perde, se ci si illude. Amare ti riempe la vita, ti fa sognare ad occhi aperti, è come un bacio sulle ferite della vita, guarisce l'anima e può bastare per un'intera vita.

Che bella frase!!!! | Martedì, 27 marzo 2012 @11:45

"Che l’amore è sempre vero per chi ama. Anche se non è ricambiato, anche se è illusione. Perché quando ami, l’amore diventa vero. Sempre".

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.