Lisa Corva

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Parlare con lui è come tirare tutti i vestiti fuori dall’armadio e buttarli sul letto, per poi ripiegarli uno a uno e sistemarli di nuovo.

Giovedì, 31 maggio 2012 @12:15

"Parlare con lui è come tirare tutti i vestiti fuori dall’armadio e buttarli sul letto, per poi ripiegarli uno a uno e sistemarli di nuovo. Non lo facevo da così tanto, che certe cose non mi ricordavo neanche di saperle. Spiegarle, in questi mesi, mi ha insegnato di nuovo a cosa servivano".
(Elena Stancanelli)
Parlare con te. Rivedere tutta la mia vita, vestito per vestito. Aprire gli armadi.

Lei è un architetto, a Roma. Lui è il meccanico bello e selvaggio che incontra al bar: un maschio "ancestrale", quasi primitivo, un uomo che si racconta facendo la lista dei motorini che ha avuto… Il libro è "Un uomo giusto", di Elena Stancanelli (Einaudi). Ed è uno dei tre libri d’amore (e non solo) che presenterò, insieme alle autrici (ci sono anche Sveva Casati Modignani con "Léonie", Sperling & Kupfer e Ambra Somaschini con "Le regole della nebulosa", Feltrinelli) a Le corde dell’anima, il Festival di letteratura e musica di Cremona, questo sabato, alle 16, in Piazza del Duomo. Rossana Casale, voce jazz, canterà le parole chiave, libro per libro. Vi aspetto!

http://www.lecordedellanima.tree4.it/index2.asp?id=104

14 commenti

2x(x+3)-2 | Domenica, 3 giugno 2012 @18:32

che confusione!!!Ely già impegnata ma con amante clandestino che più clandestino non si può inseguito da amiche/amanti mentre l'ufficiale ignara o consapevole se la ride e dorme forse con qualcun altro. Lei rabbiosa come non mai per quale motivo è difficile capirlo visto che sembra avere una vita quasi sentimentale a parte. tutte attaccate come edera ad amanti che sono amanti già di altre e per giunta già sposati. Cercatene uno almeno fintamente libero qualche speranzuccia c'è invece di accontentarvi di amori che amori non sono e fra lenzuola che sanno di altri rapporti sessuali. Un bel bidet freddo e via!!!!!



annetta | Venerdì, 1 giugno 2012 @06:25

certo che no...trovano molto terreno fertile attorno a se. ma riconoscere non tanto la nostra "colpa" quanto la nostra debolezza nell'essere cascate nel tranello dell'amore part-time deve diventare il primo passo per uscirne, non un ulteriore auto flagellaxione. Eaffrontare I propri buchi affettivi e un atto di coraggio, non certo una facile auto assoluzione....buon csi! con simpatia anna

Ely | Venerdì, 1 giugno 2012 @05:15

Annetta: ma è sempre tutta colpa loro? Di questi eterni Pan? E noi? Noi solo povere vittime? A me nessuno ha puntato una pistola alla tempia...e rispettando ogni tua parola mi chiedo, difronte al primo caffè della mattina dove la wendy in me lo ha "voluto" inseguire ovunque. Ma, almeno in me, le analisi sulla scena del crimine ormai avvenuto (a quando un csi del cuore?) non funziona...

annetta | Venerdì, 1 giugno 2012 @00:11

care amiche amanti clandestine, un giorno.ricorderete le mie parole. salvo alcuni rarissimi casi - che sono poi quelli che finiscono con la vittoria dell'amante sull'ufficiale, la gran parte degli uomini non soffre nemmeno una virgola di quanto state soffrendo voi, anzi si trastulla la vita passando allegramente da un'amante sfinita alla successiva, fresca e ancora ben lontana dall'intuire il calvario sul quale,si e incamminata.
sono dei seriali e questo e il loro stile di vita...poverette quelle che se li sono sposati. detto questo l unico lato positivo di una devastante esperienza da amante e' quello che se ne esce vaccinate e difficilmente si ricade una seconda volta nelle grinfie di questi inguaribili peter pan. forza e coraggio quindi pensate prima di tutto a voi stesse e ad USCIRNE! con affetto da fortunatamente ex commilitone...anna

Io | Giovedì, 31 maggio 2012 @22:00

(Ely) è facile mentire agli altri, basta un niente. Un sorriso, una rassicurazione. A se stessi no, impossibile. La "voce di dentro" è implacabile, brutale, inesorabile, crudele

domo | Giovedì, 31 maggio 2012 @19:46

ciao Lisa, un saluto veloce e un sorriso a te e alle mie compagne (e compagni) di vita in questo grande spazio aperto, di sole e ombra, cosi' bello

Ely | Giovedì, 31 maggio 2012 @19:42

(Io) mi vivo come un puzzle incompleto, e attraverso le parti mancanti soffia un vento freddo, passano voci, grida pioggia e gli altri pezzetti del puzzle rischiano ancor di piu' di scollare la fragile pressione che tiene unito quiel che serve, ogni giorno, con immensa fatica ad affrontare la quotidianita' mentendo a me stessa per farlo con chi mi sta vicino che va tutto bene, si, che va tutto bene.

Quasi Bovary | Giovedì, 31 maggio 2012 @14:51

Per Ely:
non potevi esprimere meglio ciò che provo da mesi.
" Incompleta" è così che mi sento, è come se una parte di me non ci fosse più, portandosi via tutti i miei sogni

Ely | Giovedì, 31 maggio 2012 @14:34

Sembriamo pezzi di un puzzle eternamente incompleto...

Quasi Bovary | Giovedì, 31 maggio 2012 @14:23

per Ely:
capisco la tua rabbia, e condivido il tuo dolore. Ma io sono arrabbiata con me stessa, perchè non ho avuto il coraggio di vivere il mio amore clandestino alla luce del sole, non ho lasciato le mie poche certezze per l'ignoto. Aspettavo i suoi sms di nascosto e mi accontentavo di pochi attimi rubati tra i nostri lavori e le nostre vite. E ora che tutto questo non esiste più, ho un vuoto immenso nel mio cuore e il mio corpo ha sete delle sue mani dei suoi abbracci delle sue labbra.

Ely | Giovedì, 31 maggio 2012 @14:06

Scusate...sto monopolizzando e forse abusando di questo spazio

Ely | Giovedì, 31 maggio 2012 @14:00

Grazie delle tue parole, Io. Forse bisognerebbe vivere in apnea totale, senza conoscere dell'altro, senza sapere dell'altro. La porta che si chiude dietro gli amanti clandestini e a loro apre attimi di se stessi e null'altro, forse, dovrebbe essere la stessa che bisognerebbe chiudere nei confronti della vita dell'altro. Se tu sei il mio mare mi immergo in te e di te voglio solamente respirare...e null'altro sapere.

Io | Giovedì, 31 maggio 2012 @13:41

Per Ely:
Capisco la tua rabbia e la condivido in toto. Ma nel tuo caso, quella "presenza" è in parte "giustificabile", anche se assolutamente non condivisibile, essendo stata , o essendo ancora, una sua "amante".
Immagina invece solo per attimo la rabbia che può scaturire quando altre camere stagne, altre figure, altre presenze non riconducibili a rapporti "clandestini", ma solo ad una sfera ipoteticamente "amicale" , bussano, chiedono, pretendono e alla fine ottengono, visibilità e attenzioni, provocando in questo modo, nel tempo, il deterioramento e la fine del rapporto.
Non conosco e mai potrei conoscere il "grado" della tua rabbia. Sono cosciente del mio. Ma so di certo che, al pari tuo, è un qualcosa che lacera, rode in ogni momento, profondamente, il cuore e la mente.
E ti accompagna in ogni momento.

ELY | Giovedì, 31 maggio 2012 @12:17

La mia rabbia è nell'aver vissuto giorno dopo giorno la goccia che scava la pietra, alla fine bucandola, alla fine trasformandola per sempre. La mia rabbia è nell'aver implorato aiuto, nell'ammettere che non riuscivo a "convivere" col passato (suo) così presente. E nel chiedere una storia nostra, che già di nostro poco poteva avere, ma libera di queste presenze. Non era il suo amore ma il modo di amare, così a camere stagne, e nelle altre camere altre figure, che bussano, che chiedono, che pretendono visibilità e attenzioni. Io sono rotta dentro, ho perso la fiducia, la speranza che chiedere possa sortire effetto di cambiamento. Ho chiesto aiuto a lui, ho chiesto il perché volesse continuare a mantenere questi rapporti. Ci siamo dovuti nascondere non da chi avremmo dovuto nasconderci (colgo in pieno l'essenza di quel che dico) ma da queste persone. Da questo passato. La mia rabbia è nella non scelta che credo fondamentale se si ama. L'ambiguità uccide lentamente, divora, distrugge. La sera in cui siamo stati visti, la reazione che ho visto, mi ha profondamente umiliata perché poteva essere evitata, se forse scelte definitive e chiare fossero state fatte prima. Scelte che avevo chiesto e non ho visto compiere. E allora non mi basta sentirmi dire:ti amo da impazzire. Non mi basta sapere che si aggira pieno di dolore per la mia scelta di aver posto fine a tutto. Non mi basta, ma in questo "non mi basta" non vedo una mia vittoria ma vivo una ferita sconfitta, e nelle mie mani non c'è più nulla, il suo viso, il suo corpo, e la mia anima non stringe più la sua. Tutto questo non poteva esser evitato? Volevo vedere queste persone sparire per scelta e non per effetto teatrale e, oltretutto, anche un pò compatite. Ecco la mia lucida e profonda rabbia...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.