Lisa Corva

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La giornalista fintoglam va all'opera nella provincia dell'impero.

Venerdì, 20 novembre 2009 @07:45

Sapete già che sono nata a Trieste (anche se non ci ho mai vissuto). Ma non sapevate che il mio sogno fintoglam (o vero nostalgico) era andare alla serata di gala dell'apertura della stagione teatrale, tra i velluti rossi da bomboniera del Teatro Verdi. Ebbene, è successo: il 18 novembre ho fatto l'imbucata speciale per il Piccolo, il giornale della mia città. L'opera era un magnifico Trovatore di Verdi, che ho perso per metà perché dopo la prima aria mi sono chiusa in un microufficio del teatro a scrivere: come in un vecchio film di Hollywood in bianco e nero, il giornale aspettava il mio pezzo per andare in rotativa, e a mezzanotte è stato distribuito all'uscita dell'opera... Mi sono molto divertita. Ed ecco quello che ho scritto:

Chissà perché, le croniste fashion sono condannate a stare in piedi. Innanzitutto alle sfilate, dove i posti in prima (e in seconda) fila sono occupati dalle direttrici tacchettanti dei giornali di moda o dagli ossequiatissimi buyer. Ma le giornaliste fashion stanno in piedi, ovviamente, anche in altre occasioni: come, ad esempio, alla serata di gala del Teatro Verdi. Dove la vostra cronista era nel foyer, nascosta dietro i fotografi e i cameramen, spiando l’ingresso delle celebrities nostrane. Conclusione? E’ molto più divertente di una sfilata di moda. Sempre di sfilata si tratta, ma così sentimentale…
"Qui a Trieste vedrai pellicce tirate fuori dalla naftalina e molti fili di perle", mi avevano avvisato. Vero, ma non solo. Ho visto decine e decine di papillon neri e sciarpe bianche di seta. Addosso agli uomini, ovviamente. Niente di strano: è quello che prevede il bon ton per i gentlemen all’opera. Eppure è bizzarro vedere uno smoking, come dire, allo stato puro: perché gli stilisti negli ultimi anni l’hanno smembrato e ricomposto, cercando di convincere le donne ad indossarlo. E quindi camicie bianche plissettate, giacche nere magari con i revers di satin, papillon neri: ma addosso alle signore. Gli uomini? Per carità, se proprio devono indossare un papillon nero, che non sia allacciato, ma, come consiglia il fashionista Tyler Brulé, che detta legge sul Financial Times, dev’essere sciolto e abbandonato sulla camicia bianca, come una citazione. (O forse un’allusione ai dandy ottocenteschi che, verso l’alba, si toglievano la giacca e slacciavano mollemente la black tie). Non qui a Trieste, s’intende, dove il papillon nero è appunto allo stato puro: rigorosamente allacciato sulla camicia bianca. Menzione d’onore, poi, ai due coraggiosi signori che sono entrati trionfalmente con una specie di tabarro, o mantello nero, sulle spalle: Tyler Brulé sarebbe rimasto basito.
E le signore? Le signore hanno lasciato le perle a casa. E anche i gioielli, forse in omaggio allo spirito dei tempi che, ahimé, è di crisi economica e recessione. Ma le pellicce, quelle no. C’erano eccome: visoni lunghi lunghi, ma anche pellicciotti a tre quarti, nonché ben quattro soprabiti ghepardati e maculati. Anche questi in assoluta controtendenza: perché la moda quest’anno propone l’animalier, certo, ma in versione pop. Ovvero il maculato rigorosamente finto, e virato in fucsia, in rosso, in blu (l’ha proposto persino Vuitton, ma al Teatro Verdi le signore hanno fatto finta di niente, e hanno tirato fuori dagli armadi il ghepardo vero). Niente male anche i pellicciotti a tre quarti: ne ho visto uno candido, e uno di un lievissimo rosa polvere, portati ovviamente su abiti lunghi fino ai piedi. Peccato, perché sono sicura che avrebbero fatto la loro figura anche abbinati a un paio di jeans, magari con qualche strass nelle cuciture (così, almeno, avrebbe scelto Madonna, ammesso che Madonna vada all’opera). E sotto la pelliccia? L’abito, qui tra le signore del Teatro Verdi, è preferibilmente lungo. L’effetto è straniante, un po’ all’americana. Del resto, da quando Michelle Obama si è presentata al ballo inaugurale della Casa Bianca con un incredibile vestito candido con strascico, e oltretutto monospalla, per volteggiare tra le braccia del marito neo-presidente, abbiamo capito che tutto è permesso: evviva dunque l’abito lungo, anche e soprattutto dopo i quarant’anni, anche e soprattutto oltre la 46. Se lo fa Michelle, perbacco, possiamo farlo anche noi.
Alla first lady americana, credo, sarebbe piaciuto molto l’abito forse più bello che ho visto stasera: di un leggero rosa cipria, o "cenere di rosa" (citazione anche questa vintage, direttamente da "Uccelli di rovo"). Setoso, scivoloso, era abbinato a un paio di scarpe d’oro; e a un’acconciatura perfetta, ovvero capelli grigi e lunghi, fermati con una treccia sulla nuca. Straordinario anche il tailleur corto, di broccato oro e rosa, con un motivo floreale, e maniche a sbuffo anni Ottanta: questo, invece, sarebbe piaciuto moltissimo a Sarah Jessica Parker, la star di Sex and the City, che forse l’avrebbe rubato per il secondo film della serie, in lavorazione a Manhattan. Qui a Trieste, sospetto, la costumista di Sex and the City si sarebbe molto divertita. Perché, in fondo, una serata di gala all’opera è meglio di un set a New York. O quasi.

Tutto molto vintage, vero? Ero molto vintage anch'io: indossavo un soprabito di shantung verde acido, con il collo e il bordo delle maniche tempestati di strass (sì, avete letto bene) che avevo comprato per 40 dollari in un negozio di seconda mano a Boston due anni fa, e che non avevo mai avuto il coraggio di mettere; un abitino vintage nero con dei bottoni di finta madreperla; e un paio di scarpe, non vintage, di lamé d'argento, comprate da Sigerson Morrison a New York. Niente perle. Il paziente consorte, che mi accompagnava malgré soi, si è rifiutato di mettersi il papillon (che peraltro non possiede), e si è presentato in nero con una sciarpa lunga e leggera celeste. Si è bevuto parecchi bicchieri di spritz per affrontare le pellicce uscite dalla naftalina, ma il Trovatore gli è molto piaciuto.

Il Buongiorno di City del 19 novembre è:

"Certi fiumi si comportano come domande, spostandosi
continuamente da una parte all’altra. Anche altre domande
continuano a comportarsi come fiumi, densi e torbidi.
Un ponte ha l’aspetto di una strada mangiata dai tarli.
Un altro, è fatto di strass".
(John Yau)

Le città, le autostrade, i ponti, i grattacieli: a volte, anche l’architettura è - imprevedibile - poesia.

(I versi sono tratti da "Nuova poesia americana – New York", Oscar Mondadori)

Mentre quello del 20 novembre è:

"Ah seguire la strada che si allontana da tutto,
dove non siano in agguato l’angoscia, la morte, l’inverno,
con i loro occhi aperti tra la rugiada".
(Neruda)

Sì, voglio seguire la strada che mi porta verso il sole. Ho bisogno di nuovi confini da attraversare, di una nuova patria: dove sedermi finalmente, e chiudere gli occhi, nell’aria tiepida. E aspettare che l’amore arrivi, leggero, a baciarmi.

(I versi di Neruda sono tratti da "20 poesie d’amore e una canzone disperata", un vecchio libro Edizioni Accademia)

13 commenti

giusy | Domenica, 30 maggio 2010 @15:43

Lisa, non ci posso credere e non chiedermi come sonofinita nel 2009, in novembre, per giunta. Il tuo commento sui melomani al Verdi, bellissimo. Esilarante invece quello del tuo amico, stile Debegnàc. Carpinteri &Faraguna, insomma...

LISA | Lunedì, 23 novembre 2009 @19:29

SAPPIATE CHE JAMES E' UN VECCHIO AMICO, GUARDATE COSA MI HA MANDATO PER PRENDERMI IN GIRO, UNA RISCRITTURA DELLA MIA SERATA ALL'OPERA... L'HO TROVATA GENIALE E LA VOGLIO CONDIVIDERE CON VOI. BUON DIVERTIMENTO!

Cari Letori,

ier sera con il mio marito sono andata alla prima del'Opera della nostra istorica città cosmopulita .

Non vi dico cosa ho veduto, c'era tutta la nostra cara bela bela città schierata sul pro-seno, ad aplaudire l'opera stessa. L'opera non ricordo bene cosa era. Forse il righetto di giuseppe verdi, forse il rigo a letto, ma io, sempre col mio uomo, ero stata spedita lì per voi cari letori di trieste bella e granda , per scrivervi del calore che c'era e della ecitazione generale che odorava tutta l'aria del teatro grande.

Bestia come era grande la bocca scena, sembrava quasi di stare a l'estero.

Io me ne intendo un pò di opera per ciò il giornale mi ha spedito come una busta prioritaria. C'ero stata 25 anni fa a l'opera di Gros'zyjnzycx'z'yh'zjzj, sempre col mio uomo, che allora non aveva la barba ma a me piacieva allo stesso, ed era la opera di Ciaokoski Barbablù. L'opera aveva molto sangue sul pro-seno che si uccidevano tutte, ma io non me ne sono accorta perchè in realtà guardavo voi cari letori, guardavo come eravate alla toilette e che collana indossava la moglie del farmacista di riva san biagio, anche la sorella del notaio e quella de l'avocato di Opicina Granda e insomma tutta la nostra bela belissima gente della nostra bella bellissima trieste.

Ora vi lascio, letori miei adorati, ci sentiremo presto, per un altra serata speciale come quella di ier sera.

Tra un mese in fatti e ossa vi sarà in città la fiera del Mussolo de Scoio, e il giornale mi spedirà anca mì n'altra volta.

Se volete saperne di più in antaprima non esitate a connivere sul mio "sito" vu.vu.vu lisa.blobbbete.it e saprete tutto di quello che accade e accadrà nella nostra provincia granda e soleggiata.

Vi voglio tanto tanto bene, scrivetemi numerose sopra a tutto voi lettrici adorate, vostra Lisuccia.

Viv | Lunedì, 23 novembre 2009 @11:35

Grazie Aferdita per la "sorellanza" che mi hai comunicato e per l'augurio. So di essere una donna fortunata e quello che lui mi ha lasciato è un dono molto prezioso, non solo da custodire, ma, ora l'ho capito, da condividere...Per quello che riguarda il futuro posso solo dire che al momento non riesco a guardare oltre, cerco sempre il suo sguardo e non lo trovo, un giorno forse...Chissà.

aferdita | Domenica, 22 novembre 2009 @20:26

Per Viv: Sei veramente una donna molto fortunata . Mi fanno molto tenerezza i tuoi bei ricordi che ti ha lasciato il tuo amore perduto prematuramente. Nella vita tutto passa, quello di più prezioso che resta sono solo i ricordi .E chi come te ce li ha, possiede un grande tesoro. Ti auguro con tutto il cuore di averne altre, perché la vita continua, e una donna sensibile come te ,sono sicura che li avrà.

giuseppe | Domenica, 22 novembre 2009 @18:29

cari lettori di Lisa cerco di trovare una password per poter comunicare con voi-con una bandiera bianca
di sentimenti-anche se non potete pretendere m'interessi molto dei capi ed abiti firmati o no. di più certo dell poesia che c'è dentro.dovrei riandare personalmente a poesie biografiche istituzionali pubblicate dalla Rivista Sempre di Rimini di don oreste benzi. anni 90'Una dolce vita.Il Tulipano bianco,Scarabocchi-telefono azzurro.interessanti per capire la vicenda istituzionale.
non ne potrei prescindere.cos'ìcome mi piacerebbe riportare qualche poesia creativa a San Remo duemila o a Inverso- Padova di Francesco Manna - edicola quadrifoglio bologna.mi piacque la linea di favorire poeti autobiografici-ma la linea cambiò già al secondo numero.così riprendee poesie del mondo dell'infanzia perduto-sia quello leggendario-patrimonio archetipo di tutti-sia quele puù soggettive come Calimero e Rin tin tin.infantili certo ma anche interessanti anch'esse.
oppure mi piace dire ideologicamente agli uomini giusti e alle istituzioni migliori che le mie prime poesie furono delle scrite rosse.sempre una qualche provocazione...di un poeta delle rondini-qui in senso holderninano.i poeti son delle rondini.
come si vede un poeta a tutto tondo
condannato da quelle condanne che forse non si conoscono..perchè troppo 'difficili' risultano le vicende della difficoltà alla comunicazione-e una volta istituzionalizzate il dolore stesso oltrepassa la soglia.e in genere non si diventa dei cavalieri della poesia-per cui la poesia mantiene un senso restitutivo-anche se non facilmente consolatorio o salvifico.davvero vi seguo e vi leggo anche se lo ammetto molto velocemente e superficialmente con rabbia e simpatia....perchè poi nel quotidiano il poeta eroe-oltre ai tanti pregiudizi che accompagnano certe storie.-ha a che fare proprio con l'esclusione da quella vita quotidiana che per voi è giustamente importante-amicizie,feste,matrimoni perchè no?ma in una realtà che ci mette tutti contro tutti.a perte gli errori che anche il poeta compie per sua colpa e sue presunte ma anche vere innocenze.il tempo sta per finire
e non ho tempo per qualche altra piccola poesia.

giuseppe | Domenica, 22 novembre 2009 @12:22

Due poesie per Lisa-da Altri Sogni 1996-solari communication-biblioteca comunale di caserta

fiocco rosso
è un regalo che mi fai
anche se non hai voluto ascoltarmi
potevi dimostrarmi più attenzione
darmi modo di raccontare
Non hai voluto
non fa niente
Hai legato le mie mani
e i miei disegni con un fiocco rosso
e così è nato un libro
da raccontare

Fiordaliso
innamorarsi voleva già dire
gridare l'amore dei sogni
(per trovare uno spazio d'amore)
e sorridere delle lacrime
che s'innamoravano sempre
senza arrendersi mai
ogni volta che il vento
si colorava d'azzurro

michaela | Sabato, 21 novembre 2009 @21:31

sei sempre tu, fantastica... cia michaela. ora sei tra i preferiti

Simona | Sabato, 21 novembre 2009 @18:34

Bellissima la cronaca della Giornalista Finto Glam che va all'opera nella sua cittadina natale e disserta di mise: un tocco soft di mitteleuropa che mi ha rilassata in un momento di "buriani lavorativi".

giuseppe | Sabato, 21 novembre 2009 @18:07

ti guardi allo specchio
indifferente ai sentimenti rimpiangi,non ti ho portato da sola a ballare
Nello scantinato segreto guardano al nido vuoto i tuoi occhi fissi
aspettano una rondine
tradiscono un timore
un'emozione
Troppe lettere uccisero l'amore
nato da delitti lontani
a cui non seppi dire addio
ma sempre portai al largo il ricordo di te
con le tendine chiuse.a un amore

giuseppe | Sabato, 21 novembre 2009 @17:43

nato in una città perla di storia....
il poeta è ,un irriducibile denunciatore,tra le righe e no,dell'età adulta un pò folle un pò consapevole , e un nostalgico di un mondo perduto pure ricco di potenzialità
rodolfo tommasi-antologia poeti contemporanei-helicon editrice giugno 2003
vi dono sempre qualche nota---o appunto di viaggio
oggi I turisti della grande mela-racconto
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
non ho letto bene
ma non ho capito se Lisa è andata a fare qualche passerella di moda.

Aldo | Venerdì, 20 novembre 2009 @19:39

Belle le parole della tua poesia del 20nov, mi ricordano un verso di Pessoa dove esprime lo stesso concetto con altre parole,
ho anch'io l'hobby della poesia ne scrivo molte soprattutto in certi momenti, qualcuna è anche bella(almeno per me).
Io aspetto un amore vero da molti anni e quando mi è passato vicino
non l'ho riconosciuto...ti capisco!

James | Venerdì, 20 novembre 2009 @12:44

Ciao sono Jaco, sono stato anch'io ier sera all'Opera, al mio paese nella landa desolata vicino al Tagliamento. Davano L'Innominabile, di Piètr Luonsky. Ti ho cercata, non ti ho trovata, dov'eri? Volevo solo dirti questo: io non ho una nave dentro me come la poesia del mercoledì 18 novembre sul tuo blog, ho un pullmino Vanette Volkswagen, un pullmino Vanette Volkswagen carico di ricordi e di progetti di futuro. Per tutto quello che ci succederà a noi tutti assieme. Ciao! faro luminoso del mio vicolo oscuro. Tuo fedele Jaco, e a te eternamente grato.

Viv | Venerdì, 20 novembre 2009 @11:05

Ti adoro nella versione giornalista glam o finto glam!!! Sono stata alla Scala, anche se non era la Prima, con il mio amore nel mese di giugno e ci siamo divertiti un mondo a commentare le toilette delle signore: un uomo molto attento e molto elegante quello che mi accompagnava...Proprio ieri sera sono ritornata a teatro per la Norma e ho pensato a quella serata: oggi mi collego al blog e trovo il tuo articolo, quante coincidenze.
Per quella serata io avevo scelto un completo pantalone total blak con pailette e come unico gioiello il ciondolo discreto e luminoso che mi aveva regalato lui: eravamo sfavillanti noi due insieme e si capiva solo guardandoci. Sono sicura che quella sera, in mezzo a chiffon e capi super griffati ed eleganti, ci facevamo notare perchè eravamo gioiosi, semplicemente felici. Io mi sentivo bellissima perchè lui mi teneva la mano e mi guardava come se fossi unica, preziosa...Io lo guardavo come se lui fosse unico e prezioso...
Per tutto il resto basta la carta di credito!
Per il Buongiorno di oggi posso dirti che lo faccio mio totalmente, come se fosse un augurio rivolto solo a me: me ne approprio con un atto di puro egoismo.
Ti abbraccio e idealmente tutti questi per me amici del blog

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.