Lisa Corva

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La distanza più breve tra due punti è spesso intollerabile.

Venerdì, 26 ottobre 2012 @09:58

"La distanza più breve tra due punti è spesso intollerabile".

No, non è la frase di uno scrittore o di un poeta, il mio Buongiorno di oggi. Ma era la frase d'invito a una mostra di arte contemporanea a Milano, che mi è rimasta in testa da più di un anno… Forse perché a volte nelle relazioni, e in amore, è così: l’intimità scotta e brucia, non tutti sono capaci di sostenerla, c’è chi si allontana.

Leggete la frase in inglese, come sempre: Friday Lisa. E seguitemi su Twitter! E’ lì che sto postando le foto di tutte le mie recensioni : dopo la paginata sul Piccolo di Trieste e l’intervista su Grazia, piccole ma glitter recensioni su Cosmopolitan, A, Gioia, un’anticipazione su Starbene di ottobre e una buffa autorecensione su Glamour di novembre, già in edicola…
Infine, la prima presentazione: sarà a Milano, l’8 novembre, nell’atelier della mia stilista preferita, Colomba Leddi, in via Revere 3. Alle 18.30. Dress code: unghie blu! Come la protagonista del mio libro. Siete tutti invitati.

13 commenti

Fiò/ | Domenica, 28 ottobre 2012 @09:33

... continuo: ... è giusto conoscere - il tuo romanzo parla di sentimenti "puliti" e di legittime aspettative. Ti auguro un buon, meritato, successo.

Fi | Domenica, 28 ottobre 2012 @09:29

Lisa: accetta le mie scuse, se vuoi. In mezzo a tante brutture e torbidezze varie - che

Lilabella | Sabato, 27 ottobre 2012 @21:58

Cara Lisa io non potro' venire a Milano ma se vieni a Roma fammelo sapere: mi fiondero'! Per quanto riguarda la frase di oggi direi che e' vero, a volte l'intimita' brucia anche quella che si e' condivisa per anni. Bisogna essere intelligenti e sapere quando e' ora di dire basta quando questa distanza diventa insormontabile. Ti sorrido!

LISA | Sabato, 27 ottobre 2012 @20:34

Fio, quel mondo fatto di "fatica, studi, competenze disattese" è anche il mio. E' proprio lì che nascono i sogni. E a volte, anche le peonia.

Fio/. | Sabato, 27 ottobre 2012 @19:11

Allora ti dico che il romanzo è carino fa sognare e attendiamo pure l'uomo con la camicia bianca l'orologio nero ma i sogni restano sogni. E I ROMANZI RESTANO TALI.. C'è la dura realtà con la quale confrontarci e non basta una peonia o un fiore qualsiasi per farci arrivare al sogno Vero. e non bastano le unghie blu per farci sognare, Lisa, sei fuori dal nostro mondo fatto di fatica, di studi, di competenze disattese.

LISA | Venerdì, 26 ottobre 2012 @20:29

A me il messaggio di Giovanna tredici lune è piaciuto, anche se ovviamente è da sconsigliare a chi non ha ancora letto il libro... Ma per me è stato come un grande - o grosso, non importa - abbraccio. Mi è piaciuta molto la frase della Berberova, e anche la metafora per il libro: un ricamo macramè in lurex! Molto glam cheap (come il mio libro precedente, e forse non è un caso).

Fiò/ | Venerdì, 26 ottobre 2012 @19:19

torno sul luogo del delitto poiché lisa è silente. giovanna: l'abbraccio Grosso non mi sfagiola anche se non è per me, se fossi l'autrice preferirei un grande abbraccio, un affettuoso abbraccio ma grosso No. Adesso rientro nell'ombra

Fiò/ | Venerdì, 26 ottobre 2012 @16:05

giovanna dalle 13 lune mi ha lasciato senza fiato anche lisa magari è rimasta senza fiato. Il calendario Maya è complicato o più semplice del gregoriano? lo trovo più complicato. Il romanzo mi è piaciuto, ma giovanna racconta quasi tutto a modo suo.

Giovanna tredici lune | Venerdì, 26 ottobre 2012 @10:44

"Quelli che mi lasciano
proprio senza fiato
sono i libri che
quando li hai finiti di leggere
vorresti che l'autore fosse
un tuo amico per la pelle
per poterlo chiamare al telefono
tutte le volte che ti gira.
"Il giovane Holden"
Jerome David Salinger

Cara Lisa (alias "contrabbandiera/spacciatrice di poesie"),
ho appena finito di gustare l'ultimo sorso del tuo ultimo libro, che in questi ultimi giorni, ha viaggiato con me sulle Ferrovie Nord, in uscita da Milano.
A dire TUTTA la verità, mi dispiace che sia finito ... faccio fatica a lasciarlo andare.
Un qualche critico aveva osservato che se nessuno ascolta la storia, se nessuno legge un romanzo, se nessuno guarda un film, i personaggi restano soltanto parole su fogli di carta. E' "l'ascoltatore" che li rende vivi, esistenti realmente... esistenti.
Ashi ora esiste e vorrei tenere lei e tutto il resto ancora un pò con me, continuare a seguirla come facevi tu ..."avviciniamoci, guardiamola, la vedete? La se
ntite? Vi chiederete... Ve lo racconto".

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo sin dall'inizio, a partire dalla peonia in copertina, poi dalla dedica, il primo buongiorno e l'incipit sul nome.

A proposito di "nome", ho pensato ad alcune parole della Berberova :
"Mio padre e mia madre mi hanno dato soltanto il nome. Non l’ho inventato io ma loro. Mentre tutto il resto, ciò che sta dentro di me l’"ho fatto" io : l’ho inventato, coltivato, barattato, rubato, raccolto, prestato, preso e trovato".

Il romanzo sembra un ricamo macramè in lurex ... poesia in glitter. Per una collezionista di poesie e parole, quale io sono, non potevo trovare di meglio o desiderare di più!
Mi ha colpito la ricchezza del tuo "vocabolario" emotivo, la profondità della tua "grammatica interiore" ... e certe "definizioni" : la ragazza dalle unghie blu, Maglia a righe, le amiche maglione, l'inossidabile, uomini a barre, l'eterno
amico, l'uomo dalla camicia bianca e l'orologio nero. Quasi nessun nome e cognome e forse per questo è così facile identificarsi nei protagonisti.
Molto attuale il tema.
Mi ha colpito molto anche l'uso dei tuoi buongiorno nel romanzo e per ciascuno di essi, i due "canoni-commento" con le due prospettive.

Intensissimo il clima di attesa che si respira fino all'ultima pagina (ho sentito lo stesso sapore di una mia poesia in Tredici Lune "non si appisola e non sbadiglia l'attesa...")
Stupenda anche la poesia conclusiva, inno alla speranza. Keats avrebbe esultato!
Grazie Lisa.
Grazie per aver scritto e scritto così bene!

Approfitto che aartedì scorso sono stata ad un evento,
organizzato da "La casa della poesia" (www.lacasadellapoesia.com).
Ecco il titolo :
"Se avete trovato il poeta-maestro che vi ha aperto la mente già dalle elementari, se avete incontrato solo poeti-compagni di strada coi quali avete fatto brevi passeggiate, se da qualche poeta avete imparato comunque qualcosa, venite e raccontatelo (magari leggendo anche qualche loro testo)…". E' stato interessantissimo scambiarci le opinioni sul tema e, non ci crederai, ma oltre a parlare di Rilke e di Cvetaeva e di poeti-amici, ho parlato anche di te come "madrina" della mia collezione di poesie e del tuo blog!

Inutile dirti che ho già segnato sull'agenda la data dell'8 Novembre e che non mancherò di venire a conoscerti personalmente.
Mi piacerebbe tanto sentirti raccontare dal vivo come è nata Unghie Blu e come nasce un romanzo.

Un grosso abbraccio,
Giovanna

LISA | Venerdì, 26 ottobre 2012 @10:39

Ursenna, mi piacciono quei ciclamini selvatici nati dal nulla. La felicità a volte sono petali inaspettati. Ti aspetto a Milano.

Ursenna | Venerdì, 26 ottobre 2012 @10:35

A Monterosso ieri le strade erano costellate da ciclamini bianchi. Arredavano carrugi e lungomare, occhieggiando dal bordo della strada, da una carriola che ancora butta fango, facendosi strada tra le reti da pesca usate come piccole tende. Laddove era fango, ieri erano ciclamini bianchi. Discreti, graziosi, svettanti come le "i" dell'alfabeto. Ho deciso che la felicità è un ciclamino bianco. Con buona pace della tua peonia. Chissà, magari i nostri fiori si incontreranno a Milano.

LISA | Venerdì, 26 ottobre 2012 @10:33

Ovvero, e cito un mio vecchio Buongiorno del 28 maggio 2008 che è anche nel libro:

"Se ammettiamo che per due punti passa una e una sola retta, un giorno traccerò quella che va da lui verso di me o da me verso di lui" (Delphine de Vigan)
Sarebbe così facile se l’amore fosse solo una questione di geometria. Se fosse possibile trovare l’angolo, la retta, il modo più semplice per arrivare da me a te. E invece a volte è solo una magica, incomprensibile equazione.

Anonimo | Venerdì, 26 ottobre 2012 @10:15

...ergo, la linea retta è spesso intollerabile...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.