Lisa Corva

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Piaceri semplici di ottobre.

Domenica, 28 ottobre 2012 @17:26

Le prime castagne. Anche voi avete notato quanto sono care? Pazienza: non voglio rinunciare al piacere di comprarle, in un sacchetto di carta, dal caldarrostaio, e mangiarle per strada, quando scottano ancora. E’ autunno, finalmente.
Nebbia. Nebbia agli irti colli piovigginando sale… Certo. Ma semplicemente la nebbia, la prima dolce nebbia del mattino, o di sera, che rende bella anche una sporca rumorosa Milano. O le campagne di periferia di qualunque città…
Foglie per terra. Camminarci sopra, calpestarle per sentirne il fruscìo, raccoglierne una e infilarla nel libro che portiamo in borsa (è il mio, vero?). Portarla a casa, quella foglia raccolta per strada, e pensare che vorremmo disegnarne i bordi, come quando avevamo cinque anni. Farlo insieme a un bambino. Sentirsi foglia.
Zucche e cachi & altri cibi color arancio. I miei cibi preferiti in ottobre sono quelli arancione, forse perché si accordano bene con il grigio soffuso delle giornate? E dunque crema di zucca (sbriciolo dentro un amaretto per renderla più dolce). E cachi mangiati al cucchiaio. E il gelato di cachi, quando riesco a trovarlo…
Il maglione preferito. Quello a cui non potremmo mai rinunciare, anche se magari è liso, rammendato. E’ il momento di tirarlo fuori, ritrovare il suo abbraccio. Io ne ho uno grigio, di cachemire sottile sottile, un regalo di tanti anni fa, ricucito più volte. Il consorte mi sgrida quando lo metto, così lo indosso di nascosto, magari in viaggio: non voglio rinunciare a quel caldo rammendato abbraccio, bello come certe amicizie, che resistono anche agli strappi della vita.

Questi sono i miei piaceri semplici di ottobre. Aspetto i vostri.

3 commenti

Marina | Martedì, 30 ottobre 2012 @10:45

cara Lisa, ti dico i miei piaceri semplici di questi primi giorni di freddo. Stare sul divano sotto un plaid caldo con tv accesa e tante letture (libri, riviste, manuali, ecc. a proposito sto aspettando il corriere che mi porterà il tuo ultimo libro!), osservare la condensa che lascia l'aria fredda sulle finestre mentre dentro la casa è calda e, quando non c'è il mio compagno, indossare un paio di babbucce di renna imbottite comprate in svezia

Michela | Lunedì, 29 ottobre 2012 @10:53

E le calze lunghe lunghe e coloratissime? Ogni volta che le indosso, mi tornano alla mente i ricordi dell'infanzia. E le tazze di infusi bollenti, la nebbia di casa, il piumone, le ghirlande ed i primi decori natalizi, i colori dell'autunno che pur essendo definiti "colori freddi" riescono magicamente sempre a scaldarmi l'animo. Ma la cosa più più più bella é il calore che trasmette un abbraccio vero. Adoro quel momento in cui finalmente posso affondare il viso tra le braccia della persona che mi fà battere il cuore e, anche se é ancora presto per fare previsioni, poter sognare ad occhi aperti di poter condividere ancora e ancora e ancora il freddo con lui.

lia.mo | Domenica, 28 ottobre 2012 @19:45

Ciao Lisa, anche per me l'inizio dell'inverno porta con se alcuni semplici piaceri : a me piace il riscaldamento in casa quando fuori fa freddo (anche se costa) - mi piace mettere tutte quelle belle cose calde che sono nell'armadio e magari comprarne una nuova - rimettere in testa un bel berreto caldo intonato al resto - anche a me piace la zucca e in particolare il passato di zucca e carota con una fettina di scalogno - l'attesa del Natale....- e poi nelle giornate ventose e fredde come quelle di adesso l'odore di neve che arriva dalle montagne, un odore pulito e frizzante che sembra pulire tutto, anche l'anima. Ciao ciao da Lia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.