Lisa Corva

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Caffè glam cheap, macarons alla liquerizia e violetta e abiti impressionisti: cronache recessioniste da Parigi.

Sabato, 29 dicembre 2012 @22:51

Sto aspettando il nuovo anno a Parigi. Vacanze recessioniste, vacanze glam cheap: siamo qui, io e il consorte, perché un amico parigino ci ha lasciato le chiavi di casa sua. (Che meraviglia, durante la recessione, avere degli amici affettuosi. È - anche - questo che ci salverà).
Vacanze recessioniste perché, nonostante le vetrine scintillanti (e come sono belle, le vetrine mille luci di Natale, qui nella ville lumière), l'unica cosa, o quasi, di vero lusso che ci possiamo permettere sono i caffè. Ma quelli sì, sono davvero glam cheap: un espresso da Fauchon, il negozio di delicatezze della capitale, dove anche il cucchiaino di plastica è superchic e sembra oro; un caffè nel nuovo spazio firmato dall'architetta Odile Decq (una delle poche donne archistar al mondo, insieme a Zaha Hadid) dentro l'Opèra, un trionfo di rosso contro le vetrate; e poi ancora le tazzine oniriche firmate da Philippe Starck dentro l'albergo Royal Monceau, con una formica, o anello, o un occhio, disegnato sul piattino, che si riflette sull'argento a specchio della tazzina (insieme al caffè sono arrivati anche dei macarons alla liquerizia e alla violetta che non ho avuto il coraggio di assaggiare); e il miglior espresso, nelle tazze super-fini della boutique Hermès di rue de Sevrès, bellissima, borse e profumi dentro una vecchia piscina art déco chiusa e ristrutturata...
Passo il tempo a bere caffé glam cheap? E a camminare, a passeggiare: flâner, come dicono qui, una vera arte. Complice il tempo clemente e la pioggerellina di Parigi che bagna appena.
E poi, i musei. Bella la mostra su Impressionismo e Moda dentro alla Gare d'Orsay (e un pensiero a Gae Aulenti che la disegnò, la nostra donna architetto più famosa, da poco scomparsa). In coda, ma ne valeva la pena (a proposito, altre code parigine: fuori da Ladurée per i famosi macarons, da Angelina, per la cioccolata calda, e da Louboutin, per le scarpe con la suola rossa che costano come svariati affitti); in coda, dicevo, per vedere gli abiti veri dell'Ottocento, insieme ai quadri di Manet, Renoir o Berthe Morisot con le donne che li indossavano... E poi scarpine rosa di seta, ombrelli ricamati contro il sole, ventagli e bastoni da passeggio; perché sono gli accessori che davano "contenance", che obbligavano a gesti e modi di essere e porsi. Che cosa impongono, mi chiedo, gli accessori di oggi? In fondo gli unici che ci stanno veramente cambiando, anche nella gestualità di ogni giorno, sono i telefonini...

26 commenti

Farfalla | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @20:10

un volo intirizzito sul blog. Me. Me, dove sei? e se ci sei rispondi e controbatti, difendere le proprie opinioni è importante quando non sono dettate da chissà cosa ma questo lo sai solo tu. troverai dialogo civile e ferrato. Mi sono svegliata, farfalla sono e resto.

Aminta | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @19:09

le nuvole di nidia sono piaciute anche a me, per nulla invece il messaggio esasperato di Me e non capisco davvero il motivo per cui ha scelto come bersaglio lisacorva.

Lilabella | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @17:56

Già cara Lisa esiste la commedia umana di cui facciamo parte noi tutti ognuno con la sua parte di dolori e gioie e magari sfoghi come quello di Me sono frutto di un istinto legato alla mancata conoscenza di questo blog. In questo blog esistono tante persone che desiderano solo scambiare opinioni e qualche volta desiderano sognare qualcosa di diverso non legato ai problemi che possono caratterizzare la vita quotidiana. Ringrazio Giusy, Patri, Nidia, Grazia, Domo e tutti coloro che hanno fatto a me (quale navigante di questo blog) gli auguri e quindi non mi resta che dire a tutti: Auguri di un buon 2013!

LISA | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @17:25

Domo, grazie delle tue parole. Anch'io sono una freelance: e i giornali con cui collaboravo che hanno chiuso a questo punto sono due (City, dove molti di voi leggevano i miei Buongiorno; e Velvet). Sono preoccupata, ma non arrabbiata. E mi viene da sorridere pensando a Balzac, sempre assillato dai problemi di denaro, che proprio a Parigi beveva un caffè dopo l'altro, di notte, chiuso a casa nella sua brutta vestaglia, a scrivere per ripagare i debitori... E sì, non esiste una sola vita vera: esiste la "comédie humaine", e ognuno cerca il suo modo di raccontarla. Io cerco di raccontarla qui, come posso, con i miei caffè fatti di parole.

domo | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @17:06

Tempo fa l'autrice di questo blog, con delicatezza, accennò alla possibilità di mantenerlo aperto, ad una rivista dove collaborava in chiusura e alla speranza di riuscire ad andare avanti, col blog e col lavoro. Vita vera, ma accennata con delicatezza e pudore, e reazione (sempre vita vera) nel promuovere il suo lavoro, nel farlo conoscere, acquistarlo, e quindi andare avanti in quel si crede e nel lavoro che si ama. Sempre vita vera. Sono per la libertà d'espressione, meno nella rabbia che ti porta a sparare con meno mira. E lo dice un freelance, senza stipendio che ha come certezza il credere in quel che fa e maggiormente in come lo fa. Non credo esista "una sola vita vera" che diventa tale solo nei momenti di crisi. Esiste la vita, vissuta e raccontata da ognuno di noi come meglio crede, come meglio vive.

LISA | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @17:02

Nidia, grazie delle nuvole-acquarello parigine...

LISA | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @17:01

Grazie, Carla. Anche la gentilezza è gratis. Come l'ottimismo, esattamente come hai ricordato tu. Solo la scortesia, il rancore e la frustrazione hanno un prezzo da pagare: lo pagano gli altri che subiscono. E, Me, nessuno ti obbliga a leggere questo blog, se non ti piacciono i caffè offerti gratis con le meringhe (a proposito, le meringhe piacciono anche a me!).

carla | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @15:22

credo che tutti noi stiamo vivendo la crisi economica, perchè anche chi ha un lavoro ( ed un lusso lo so) fa fatica tra mutuo e rincari di benzina e figlli che devono crescere, ma sognore è gratis, l'ottimismo è gratis e perchè no, anche qualche caffè che magari ti è offerto da un amica generosa l'ultimo del'anno ( come è successo a me!! e aveva addirittura delle piccole meringhe accanto), anche l'amicizia è gratis...e il bolg di lisa è gratis, e basta a farci sognare... anche cose che forse mai riuscirò ad avere o a fare.

Giusy | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @14:38

quello che ha appena scritto Grazia è corretto, personalmente sto vivendo le difficoltà dei miei figli, comunque, non mi sembra il caso di riversare, nella forma usata da Me, le proprie oggettive e obiettive preoccupazioni e difficoltà. Votar bene può servire a qualcosa? speriamo, speriamo, siamo tutti preoccupati e fa male constatare tanta incertezza nel futuro, vedere una società malata, dove il divario tra chi ha molto e chi non ha nulla diventa sempre più profondo e intollerabile.

Grazia | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @14:19

Comprendo quello che scrive Me, anch'io un anno fa ero disperata, credete è molto triste non potersi permettere neanche un caffè nel bar più squallido della città in cui si vive, non permettersi neanche una gita fuori porta, perchè anche pochi euro fanno la differenza, solo chi ci è passato può comprendere sino in fondo.Ma vorrei dire a Me di non smettere di sognare e di sperare, perchè tutto può cambiare. Auguri

Giusy | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @14:05

...e brava Patri... aggiungo qualcosa anch'io: guarda, me, che della dolorosa realtà a cui fai cenno, abbiamo a disposizione pagine su pagine e programmi Tv degni di nota.
Lisa è una giornalista seria, ha il suo ramo e non è "tuttologa" come alcuni suoi colleghi...(i puntini servono per evitare parole che mi secca scrivere)
E' piacevole leggere i suoi post, è piacevole leggere le sue interviste, i suoi romanzi. prova con Glam Cheap, lì troverai la penosa esperienza di un giovane dirigente che non scaldava certo la poltrona, che si spendeva, come tanti, per l'azienda e per il suo lavoro. Lo slicenziato, messo alla porta, e la pensione? Un miraggio... Soffrono anche loro, non credi? Poi, la nostra personale sensibilità sociale è racchiusa in un'urna...

patri fiorista | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @13:49

Me ciao, chi ti dice che fra i frequentatori di questo blog non ci siano operai, esodati o giovani che non trovano lavoro. La vita vera difficile non da diritto alla scortesia, capisco la rabbia e l'impotenza mio marito è stato un anno senza lavoro, ma fortunatamente dalla scorsa primavera ha ripreso. Questo piccolo universo scintillante e poetico serve proprio così come è, per avere una fettina di scintillio in questo nero. Se vuoi aiuto e comprensione sei nel posto giusto. Patri

Me | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @11:29

Vita vera di chi la recessione la vive ogni giorno sulla propria pelle?
Non credo.
Al posto di scrivere di abitini, borsettine, unghie e caffè, prova a scrivere la vita dell'operaio che non ce la fa a mantenere la famiglia. Oppure quella di un esodato, o di chi è appena stato licenziato e un lavoro non riesce più a trovarlo. Scrivi dei tanti giovani costretti ad andare all'estero. Dei senza tetto. Della gente che frequenta le mense della Caritas. Quella è vita vera, non la tua.

Nidia | Mercoledì, 2 gennaio 2013 @08:29

Nel mese trascorso a Parigi la scorsa primavera, ho scritto molti haiku. Te ne regalo un paio e buon anno!

Non piove al museo
d'Orsay, puoi riempirti di
colori gli occhi.
26 aprile 2012

Lungo la Senna
colleziono nuvole
come acquarelli
24 aprile 2012

Fra | Martedì, 1 gennaio 2013 @10:38

«Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente».
Rita Levi Montalcini
Auguri a tutti

Giusy | Lunedì, 31 dicembre 2012 @20:34

Ebbene, sì! sono abitudinaria ma non troppo, quindi faccio uno strappo alla regola che mi sono imposta (mai aprire il pc dopo una certa ora) e invio a tutti voi che siete in attesa del brindisi di fine anno i miei auguri: Un pensiero speciale a a tutti voi che scrivete, che raccontate, che tenete vivo e amabile questo blog... e anche a coloro che vi riversano le proprie amarezze. Buon anno al blog di Lisa!

Domo | Lunedì, 31 dicembre 2012 @19:46

Lo rubo a Lisa - "Verso mattina i bidoni son pieni di sogni interrotti". Jan Skàcel- Auguro a tutti che la prima mattina dell'anno trovi i vostri bidoni vuoti e i vostri sogni senza interruzioni...
Un sorriso a tutti

Lilabella | Lunedì, 31 dicembre 2012 @18:32

A me Parigi fa venire in mente una splendida vacanza vissuta insieme a mio fratello e mia sorella. Indimenticabile! Passo di qua per augurare a te Lisa, al Consorte e a voi tutti naviganti un augurio di un sereno anno nuovo. Anche il mio pensiero va oggi a donne come Rita Levi Montalcini donne incancellabili nonostante il distacco dalla vita. Un sorriso per voi!

Simona ex Pasionaria | Lunedì, 31 dicembre 2012 @16:52

Ciao Lisa, mi sono persa il Natale, ma mi rifaccio col Capodanno: auguri a te e a tutti i seguaci della spacciatrice di poesie. Che il 2013 sia davvero un anno di rinascita e di speranza. La casa prestata per il Capodanno parigino trovo sia veramente "glam cheap" e i soldi spesi per la cultura non ci rendono più poveri, anzi .... Un augurio speciale a Mariagrazia.

Fra | Lunedì, 31 dicembre 2012 @15:43

Casatiella depressa is back...always in the Middle of nowhere....

lia.mo | Lunedì, 31 dicembre 2012 @13:39

Ciao Lisa e buon ANNO nuovo a te e consorte! Bellissimi gli impressionisti, sono i miei preferiti, tra l'altro c'è la mostra di Degas qui a Torino, fino al 27 gennaio....devo ancora andarci, ma non mancherò. Cin Cin e Caffè al nuovo ANNO!!!!

LISA | Lunedì, 31 dicembre 2012 @11:21

Giusy, grazie per aver ricordato qui Rita Levi Montalcini. Donne di cui andiamo fiere.

LISA | Lunedì, 31 dicembre 2012 @10:49

Non sono per niente d'accordo. Ma quello che avevo da dire l'ho scritto in Glam Cheap. Che è, guarda caso, un romanzo. Ma anche vita vera.

Me | Lunedì, 31 dicembre 2012 @10:19

Se la recessione fosse davvero reale l'unico caffè che ci si potrebbe permettere sarebbe quello delle macchinette sefl service, o al massimo quello di McDonalds. Rabbrividisco quando leggo la parola recessione accanto a post frivoli come questi. Perchè la vera recessione è quella di chi il caffè manco se lo può permettere perché fatica ad arrivare a fine mese. La vera recessione è quella di chi non trova lavoro. Dei senza tetto, di tutte le persone per le quali la vita e la morte ormai non fanno più alcuna differenza, tanto sono simili. Tutto il resto sono futili lustrini. Pagine di romanzi. La vita è un'altra.

carla | Domenica, 30 dicembre 2012 @19:41

E' un po' che parli della recessione, è successo veramente qualcosa tipo" Lo Slicenziato di Glam cheap" o è solo perchè, comunque, i piaceri recesionisti sono molto divertenti.
Pensa che anch'io durante le vacanze natalizie adoro bere cioccolate o caffè nei posti veramente chic di MIlano, che altrimenti mai frequenterei, e gioco a fare la turista nella mia città.
Comunque, qualunque sia la ragione per cui parli di recessione, rimani sempre ironica e tremendamente glam!
AUguri di Buon Anno a te e a tutti

Giusy | Domenica, 30 dicembre 2012 @15:27

Oggi il mio pensiero va al premio Nobel Rita Levi Montalcini, ebrea italiana che diede lustro a questo povero Paese, avvilito e umiliato da politicanti indegni di governarci eppure votati, seguiti, ammirati.... (opinione personale, anzi, personalissima) Quanti ignobili attacchi ha ricevuto... ma il suo contributo alla scienza e in particolare alla medicina, brillerà sempre, almeno spero...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.