Lisa Corva

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Quando non ho più blu, metto del rosso.

Lunedì, 14 gennaio 2013 @10:08

"Quando non ho più blu, metto del rosso".
(Pablo Picasso)
La creatività della mancanza. E se fosse anche una strategia esistenziale?

A Milano, sono andata a vedere la mostra di Picasso con una bambina di due anni. E no, non le è piaciuta. Sono rimasta sorpresa: pensavo che Picasso, con le sue linee sghembe, le sue facce decostruite, gli occhi al posto della bocca e viceversa, fosse esattamente alla portata di una bimba di due anni: forse perché è quello che disegna lei, è come disegna lei. Ed è proprio per questo, sospetto, che non le è piaciuto. La piccola Ashi (sì, esiste davvero una bimba che si chiama così, come quella del mio libro) ha protestato sala dopo sala, e si è fermata solo davanti all’unico dipinto per lei comprensibile: un gatto che mangia un uccellino (non si deve, ha commentato. Ma la scena splatter le è rimasta molto impressa). Poi, a casa, quando le ho chiesto un disegno in regalo, mi ha bucato con aria seria un foglio con la matita e me l’ha consegnato. Quasi un Lucio Fontana live. I danni dell’arte contemporanea…
(A me invece, della mostra di Picasso, che rimane aperta a Palazzo Reale a Milano fino al 27 gennaio, è piaciuto soprattutto il quadro che Picasso dedicò all’amico Matisse, appena scomparso: il suo atelier, con piante e tappeti e "papiers découpés", quasi orientaleggiante, con al centro un cavalletto e una tela bianca. Il lutto, la scomparsa).
Quanto ad Ashi e all’arte contemporanea, bè, ci riproveremo più avanti.

10 commenti

LISA | Martedì, 15 gennaio 2013 @18:24

Punta della Dogana è un posto magico. Mi piace tutto: la ristrutturazione di Tadao Ando, la laguna intorno, le opere della collezione. Hai visto l'abito da sposa - la sposa abbandonata, forse, come l'abito - nella torre? Un'installazione di David Hammons poetica come il titolo: "Forgotten Dream".

Aria | Martedì, 15 gennaio 2013 @17:28

Capisco e approvo la piccola Ashi. Nemmeno io amo Picasso, come leggevo da qualche parte - un artista sopravvalutato-. Forse i bambini intuiscono dietro le forme anche le intenzioni.
Sabato ho portato i miei bimbi a Venezia a vedere la mostra a Punta della Dogana : "Elogio del dubbio". Si sono divertiti, incuriositi e noi insieme a loro ce la siamo goduta. Ma nelle sale si respirava un'aria buona, non so come altro descriverla. Arte contemporanea che strizzava l'occhio anche ai bambini, perlomeno questo è quello che ci è arrivato.

LISA | Martedì, 15 gennaio 2013 @09:31

Luna piena: ci siamo conosciute a Polignano, giusto? Non solo festival di libri, ma anche una delle granite più buone che io abbia mai assaggiato. (Ma, se hai nostalgia delle mie parole, spero che tu porti a casa il libro peonia...). E dimmi, come stai?

luna piena | Martedì, 15 gennaio 2013 @01:25

Nostalgia....Una aspirante madre.....una mostra del libro
...un ridente paese sul mare: mi mancava il colore delle tue parole e son venuta a cercarti!

Lilabella | Lunedì, 14 gennaio 2013 @22:06

Bella forza la piccola Ashi! Devo dirti Lisa che anche io, a parte Guernica, non riesco ad entusiasmarmi con Picasso ma della tua frase è vera una cosa: mai farsi sopraffare da quello che potrebbe essere una mancanza, darsi da fare con ogni alternativa possibile. Mi ha fatto sorridere la piccola Ashi intenta a bucare un foglio e del resto io che sono più grande non so dirti se saprei fare di meglio!

Aminta | Lunedì, 14 gennaio 2013 @19:43

manca un'altra osservazione, Lisacorva. Fa piacere che i bimbi, anche piccoli, passino per mostre e musei, pessimo vederli dondolare su cavallini a gettone e vederli strillare quando il giochino finisce

Aminta | Lunedì, 14 gennaio 2013 @19:24

La piccola Ashi, a soli due anni, non solo resiste alla passeggiata nella mostra di Picasso, ma capisce registra tutto e inconsciamente ti ha punito col disegno Braille. Senza nulla togliere al geniale artista non apprezzo il cubismo non riesco a entrarci emotivamente, eccezione fatta per Guernica. Portentosa terribile sintesi dell'effetto distruttivo delle guerre

carla | Lunedì, 14 gennaio 2013 @17:41

credo che sia proprio la mia filosofia esistenziale: a casa mia la frase che più mi ripetono i miei figli è "sei sicura di avere tutto?" perchè quando inizio qualcosa ( soprattutto in cuicna) mi manca sempre qualcosa e cosi invento... il sapore mi piace ma non so mai se è quello originale!

Francescasièsposata | Lunedì, 14 gennaio 2013 @14:36

Prima che finisca il blu, ne tengo una goccia per mescolarlo al rosso ed ottenere il mio adorato viola!!!
Quanto al decluttering, è diventata una filosofia di vita... L'India ha seminato bene, i semini hanno attecchito... Alla fine sono così poche le cose indispensabili!!!

Marianna | Lunedì, 14 gennaio 2013 @11:55

Ciao Lisa, ho visto la mostra di Picasso a dicembre e mi è piaciuta molto. Una bella esperienza nel mondo di questo eccezionale artista.
Rispetto alla citazione penso che possa essere davvero una strategia esistenziale. Io mi sono proposta ad inizio anno di pensare maggiormente a cio' che ho....e non a cio' che, invece, mi manca. Questo per valorizzare il presente ed essere più contenta di quello che già possiedo. Diciamo che è stato il primo obiettivo per l'anno...e poi ho preso nota dei tuoi: "reset" e "decluttering"...sul reset ci sto lavorando!
Buon lunedì a tutti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.