Lisa Corva

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Mi piace ascoltare il silenzio della neve.

Martedì, 29 gennaio 2013 @09:44

"Il silenzio della neve, pensava l’uomo seduto dietro all’autista del pullman. Se questo fosse stato l’inizio di una poesia, avrebbe chiamato "silenzio della neve" ciò che sentiva dentro".
(Orhan Pamuk)
Mi piace svegliarmi e ascoltare il silenzio della neve.

Ieri nel mio altrove ha nevicato. Ancora. Piano. Verso sera sono uscita per andare a passeggiare. Mi piace la "twilight", quell’ora di confine in cui sta per diventare buio, e le luci si accendono, piano, nelle case. Mi piace sapere che ho una casa che mi aspetta. Mi piace il silenzio della neve. Il Buongiorno di oggi è l’incipit di un libro dello scrittore turco Pamuk, "Neve" (Einaudi).

4 commenti

vali | Domenica, 3 febbraio 2013 @02:39

Grazie per il tuo raggio di sole...in questo momento.

LISA | Mercoledì, 30 gennaio 2013 @08:49

Sai che mi piace, Lollipop, la ragazza neo Vermeer con la giacca color tramonto? (Attenta però, perché i leggings hanno un'altra g. Leggings traditori!). Ma tu continua a seguirla, mi raccomando.

Lollipop | Mercoledì, 30 gennaio 2013 @00:55

Voilà. Voleva essere l'inizio di un racconto o qualcosa del genere ma non l'ho mai continuato..
"Una sottana color lilla, delle calze verde pisello e dei leggins grigi. Delle scarpe nere quasi come le mie. Gli occhi verdi, un po’ spenti ma sereni, i capelli rossi, lunghi e ricci. Una frangia ribelle e la pelle bianca, puntellata di lentiggini leggere. Una spruzzata sulle guance. Un piercing sul naso, ma soprattutto, una giacca a coste di velluto giallo. Giallo tramonto. Ma che giallo è, il giallo tramonto ? Un giallo scuro e caldo, tardivo. Come un tramonto, appunto. È sorprendentemente bella. Mi viene da pensare che sembra uscita da un dipinto di Vermeer. La versione anni 2000 di un dipinto di Vermeer. Si alza per scendere dal treno, leggera, come se la gravità non esistesse e lei potesse scivolare sul mondo, così bianca e leggiadra come una nuvola. Mi perdo a pensare alla sua vita. Chissà com’è la sua famiglia, se ne ha una. Ha qualcosa di un po’ selvatico, da bambina abbandonata. Ma ha un sorriso tranquillo, non credo che l’abbiano cresciuta dei lupi. Avrebbe un che di animalesco e meno fatato. Mi passa davanti senza degnarmi di uno sguardo e si dirige verso la porta più vicina. Continuo a guardarla dal finestrino finché non mi distrae una vecchia signora tedesca « ist das noch freeei ? » « jaja » rispondo distratta. Troppo tardi. Quando mi volto verso il finestrino è già scomparsa nella folla, veloce e inconsistente come il vento."

Lollipop | Martedì, 29 gennaio 2013 @11:41

Cara Lisa,
rieccomi con qualche settimana di ritardo. Vengo da Bellinzona, canton Ticino, Svizzera, ed è proprio nella biblioteca di Bellinzona che ho trovato il tuo libro. Mi è piaciuto molto: ha qualcosa di particolarmente autentico. Inutile dire che mi sono immedesimata terribilmente nella protagonista. Trovo che il fatto che qualcuno riesca ad immedesimarsi in quello che scriviamo sia un buon "test" della qualità dello scritto: per me quando un libro è sufficientemente empatico da far suscitare delle tali emozioni nei lettori, è un buon libro.
Sono una studentessa di sociologia, ancora per poco, se tutto va bene, ho 23 anni.
Scribacchio per puro piacere/bisogno di fissare su carta certi momenti o certe idee. Non sono mai riuscita a scrivere un romanzo o un racconto sufficientemente lungo, ma è una delle mie prossime sfide.
Scrivo spesso in inglese, mi piace e sono abbastanza a mio agio con la lingua per poterlo fare senza troppi detour al dizionario.
Ti incollo qualcosa presto.
Buona giornata!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.