Lisa Corva

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Vorrei che nevicasse, nei miei sogni stanotte. Vorrei la neve, e vorrei te.

Martedì, 12 febbraio 2013 @08:51

"Anche nei nostri sogni nevica, ma una sola volta nella vita."
(Orhan Pamuk)
Non ho mai sognato la neve. Vorrei che nevicasse, nei miei sogni stanotte. Vorrei la neve, e vorrei te.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Neve", Einaudi. La storia di un poeta espatriato in Germania che torna a Kars, una piccola cittadina dimenticata, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia. La neve cade, lui si reinnamora di un vecchio amore, gli integralisti islamici sono in rivolta, degli uomini vengono uccisi, e la neve cade, cade. Lui cerca di scrivere una poesia sulla neve. Un libro lento, forse troppo. Ma è la neve.

2 commenti

LISA | Mercoledì, 13 febbraio 2013 @08:26

Che bello quello che hai scritto, Giulia. Soprattutto il tuo "penso che a tutte le donne prima o poi capiti una passeggiata sul Molo Audace con un uomo impossibile"... Buon dottorato, a te, in compagnia di Virginia (ma anche, a questo punto, di Benedetta).

Giulia | Martedì, 12 febbraio 2013 @13:56

Gentile Lisa,
le scrivo su suggerimento di un'amica per ringraziarla del suo libro "Ultimamente mi Sveglio felice" e raccontarle come l'ho scoperto.
Mi chiamo Giulia e sto concludendo un dottorato in letteratura inglese (ho scritto una tesi su Virginia Woolf). L'esperienza non è stata soddisfacente...anzi diciamo pure che mi ci vorrà del tempo per riprendermi. Fortunatamente per mantenermi lavoro anche nelle traduzioni e quel tipo di esperienza invece mi ha "salvato", permettendomi di restare sola in comunicazione con i testi. Nella tesi invece...troppe voci, troppi pareri. Ma questo non è affatto l'oggetto del mio messaggio!
Torno al suo libro: dopo la consegna della tesi io, avida lettrice da sempre, mi sono scoperta allergica ad ogni tipo di testo scritto.
Un'amica si è preoccupata di questa situazione e mi ha portato in una libreria alla ricerca di qualcosa che potesse sbloccarmi. Ed è così che ho trovato il suo libro: lei me l'ha suggerito colpita dall'allegria dei colori in copertina, io ho accolto il suggerimento perché il titolo mi ha fatto provare un moto di speranza.
Di solito quando scelgo un libro, apro a caso una pagina e la leggo: se il primo impatto mi piace, lo compro. E aprendo al caso il suo libro ho trovato la pagina in cui cita Maynard Keynes, di cui ho scritto nella mia tesi proprio in merito al matrimonio con Lydia Lopokova. L'ho considerato "un segno" e me lo sono portato a casa.
L'ho letto in tre giorni: sa che anche io avrei voluto mollare tutto e andare a studiare all'accademia di Grasse per creare profumi? Purtroppo l'idea è stata accolta come se avessi detto "voglio fare il varietà" e la questione si è ridotta al collezionismo.
Mi è piaciuta tanto la sua Benedetta. Penso che a tutte le donne prima o poi capiti una passeggiata sul Molo Audace con un uomo impossibile. Ho trovato commovente il dettaglio delle paillettes cucite nei vestiti e il rapporto con la madre.
E mi è piaciuto tanto come ha scelto di presentare il personaggio, per mezzo di piccoli dettagli, poco alla volta, con delicatezza.
La ringrazio perché, anche se involontariamente, mi ha aiutato a riprendermi da un momento piuttosto pesante.
Ho pensato di scriverle perché credo che agli autori faccia piacere sapere come i loro libri aiutino i lettori e come vengano scoperti.
Un caro saluto e i miei migliori auguri per altri, deliziosi romanzi,
Giulia
Ps: l'amica che mi ha consigliato di scriverle è la biografa di Virginia...l'aneddoto su Keynes era così bello che gliel'ho raccontato!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.