Scrivere è volare

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“Voglio pensare di nuovo a cose pericolose e nobili.

Voglio essere leggera e gaia.

Voglio essere improbabilmente bella e non aver paura di niente,

come se avessi le ali».

(Mary Oliver)

Scrivere è volare.

Chi è Mary Oliver? E perché la scelgo come primo Buongiorno nella nuova stanza delle parole? Perché ho tradotto io i suoi versi: e quindi, è davvero uno scrivere su una pagina bianca, come mi sento adesso.

Mary Oliver l’ho incrociata per la prima volta in un luogo inaspettato – ma è vero che le parole che ci risuonano dentro le raccogliamo ovunque. I primi suoi versi li ho letti infatti nella newsletter di un negozio londinese che mi piace molto, Egg. Abiti morbidi, stole, un solo colore, come piace a me. E a volte, le parole di Mary Oliver. Così mi sono detta: ma chi è? Ho scoperto, innanzitutto, che non è mai stata tradotta in italiano. Eppure la poetessa americana, nata nel 1935 e scomparsa nel 2019, è una delle più vendute negli Stati Uniti, e nel 1984 vinse il Pulitzer. Infanzia dura, bimba che subì abusi, e un incontro salvifico con la poesia a 17 anni: visitò la casa di un’altra grande poetessa americana, Edna St Vincent Millay, divenne amica della sorella, la aiutò per anni a riorganizzare le carte e l’archivio. Nelle sue poesie c’è l’Ohio della sua infanzia e il New England dove andò a vivere, ma soprattutto ci sono i boschi, gli stagni, gli alberi; l’amore, per un’altra donna; lo stupore, per la vita. Ed è così che le poesie diventano “a roadmap to the rest of my life”: una carta stradale, una mappa per la vita; così le ha definite un giornalista americano in un tributo sul New York Times.

Le prime parole sue che ho raccolto sono:

“Oggi mi prendo un giorno di libertà.

Leggera e quieta come una piuma.

Mi muovo appena, anche se in realtà sto viaggiando a distanze incredibili”.

Ancora più leggere in inglese:

“But I’m taking the day off.
Quiet as a feather.
I hardly move though really I’m traveling a terrific distance”.

E poi, un lettore – sì, uno di voi – mi ha chiesto: traduci qualcos’altro, per favore…

Ed ecco che ho trovato la poesia di oggi:

 

 “I want to think again of dangerous and noble things.
I want to be light and frolicsome.
I want to be improbable beautiful and afraid of nothing,
as though I had wings.”

Perché le parole a volte sono davvero una “roadpmap”, una carta stradale, per non perdersi. O per trovare una nuova direzione. Ve le regalo. Camminiamo insieme.

Questo articolo ha 9 commenti.

  1. Valeria

    Grazie Lisa, grazie come sempre per farmi scoprire nuovi luoghi, nuove scrittrici, nuovi sapori.
    E grazie per il tuo luogo e per condividerlo con noi…..

    1. Lisa Corva

      Grazie a te Valeria. E benvenuta in questa stanza delle parole.

  2. Carla

    Ma che bella, Lisa, la nuova casa! Stavo ripensando a quando ti ho incontrato: il salotto era rosa. Era un salotto caleidoscopico: si parlava di moda, di diritto alla materinità, di crisi economica e di glam cheap! Poi è diventato verde: si cercava di diventare grandi attraverso i libri, cercavamo di trovare il nostro ruolo di donne attraverso le storie di donne prime di noi. E poi questo, dove hai scoperto che tutto quello che lega insieme il nostro essere è la bellezza e la ricerca di essa! Bella l’ironia del tuo ritratto fraterno, i font dedicato al Nonno, in tempi in cui si parla solo donne bello recuperare il nonno!( come dire sempre un passo avanti), e poi, i mitici buongiorno!! E i tuoi articoli!
    Davvero, una casa bellissima e, come sempre, accogliente!

    1. Lisa Corva

      Dal piccolo intenso rosa a questa stanza delle parole: che bello sapere che mi segui da allora. Quanta vita.

  3. Carla

    Ma che bella, Lisa, la nuova casa! Stavo ripensando a quando ti ho incontrato: il salotto era rosa. Era un salotto calidoscopisco: si parlava di moda, di diritto alla materinità, di crisi economica e di glam cheap! Poi è diventato verde: si cercava di diventare grandi attraverso i libri, cercavamo di trovare il nostro ruolo di donne attraverso le storie di donne prime di noi. E poi questo, dove hai scoperto che tutto quello che lega insieme il nostro essere è la bellezza e la ricerca di essa! Bella l’ironia del tuo ritratto fraterno, i font dedicato al Nonno, in tempi in cui si parla solo donne bello recuperare il nonno!( come dire sempre un passo avanti), e poi, i mitici buongiorno!! E i tuoi articoli!
    Davvero, una casa bellissima e, come sempre, accogliente!

  4. Alessandra

    Buongiorno e grazie di avermi invitato a partecipare a questa tua nuova avventura! Bella l’idea di una stanza per la conversazione che parte dalle radici, anche visive. La lingua materna+quella d’elezione (inglese) scritte con i segni del nonno paterno… Il cerchio si chiude e si apre una strada. my very best wishes from the New World

  5. Elisabetta

    Grazie Lisa. Un onore entrare nel tuo mondo, nella tua magnifica casa di parole. Grazie di avermi invitata. E di credere ancora nella grazia della conversazione e della scrittura. Un abbraccio, sister

    1. Lisa Corva

      E’ vero. La grazia della conversazione e della scrittura…

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