Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Piaceri ritrovati: la passeggiata.

Venerdì, 29 maggio 2020 @09:07

"Chi non è mai, almeno un poco, polvere, patria, silente serata di primavera?" 

(Boris Pasternak

Piaceri ritrovati: uscire a passeggiare. L’aria profuma di libertà e primavera.

Libertà ritrovata, un piacere semplice: quello di uscire a passeggiare, verso sera. Il profumo sottile dei giardini, degli alberi. Non so i nomi: acacia, tiglio? Le parole invece arrivano dalla Russia degli anni Trenta: grazie Pasternak.

Sai vedere davvero i colori della città?

Lunedì, 6 aprile 2020 @09:43

"Nelle case, gialle brillavano le luci, come i cerchietti stellati delle fette di limone".
(Boris Pasternak)

Sai vedere davvero i colori della città?



Seguo il filo casuale (e russo) dei Buongiorno: dopo Marina Cvetaeva, dopo sua figlia Ariadna Efron, ecco Boris Pasternak, il poeta e scrittore che ci ha regalato "Il dottor Zivago". E che corrispondeva con tutte e due. Posso avere un pochino di nostalgia per le lettere di carta, quando ormai invece ci mandiamo vocali su whatsapp? La frase di Pasternak è tratta da "Il salvacondotto" (Editori Riuniti), scritto nel 1928, dove racconta anche di un viaggio in Italia, del suo arrivo a Venezia... Ma le luci gialle alle finestre sono quelle della sua Mosca: "D’inverno, la catena dei viali segava Mosca con una duplice cortina di alberi anneriti. Nelle case, gialle brillavano le luci, come I cerchietti stellate delle fette di limone. Il cielo si chinava basso sugli alberi, e ogni cosa bianca intorno si tingeva di blu".
Mi piacciono quelle fettine di limone alle finestre, che ci invitano a vedere le città – o meglio: la città in letargo fuori dalla nostra finestra - con gli occhi della fantasia.

Aveva quasi smesso di nevicare. La sera era nitida come un disegno a carboncino.

Martedì, 14 gennaio 2014 @09:11

"Aveva quasi smesso di nevicare. La sera era nitida come un disegno a carboncino."
(Boris Pasternak)
Quell’aria sospesa, aria di neve. Una promessa. Come quando tutto sta per cambiare.

A dire la verità, nel mio altrove in questo momento piove. Però non sono bellissime queste parole di Pasternak, che ho scelto come #spillo della settimana su Gioia? E quanta voglia di neve, che quest’anno si fa desiderare.

Chi non è mai, almeno un poco, polvere, patria, silente serata di primavera?

Giovedì, 6 giugno 2013 @08:17

"Chi non è mai, almeno un poco, polvere, patria, silente serata di primavera?"
(Boris Pasternak)
Polvere: quella delle strade delle città, le città che si svegliano alla luce dell’estate che arriva. Patria: parola antica che non sappiamo più pronunciare, patria perduta, patria ritrovata, patria per cui scendere in piazza. Silente serata di primavera: lasciamoci avvolgere dolcemente, stasera.

Quanto mi piace camminare verso sera per le strade di città, in primavera, quando l’aria è fresca, porta i profumi dei giardini, le peonie, le rose, il gelsomino, i tigli. Ieri sera ripensavo alle parole di Pasternak, parole che arrivano da lontano, dalla Russia degli anni Trenta (era un Buongiorno di carta, su City, del 16 aprile 2009) e non ho saputo resistere: rieccole, eccole on line. Per tutte le sere avvolgenti di primavera.

Neve, fuori dalla mia finestra.

Giovedì, 17 dicembre 2009 @07:30

"Aveva quasi smesso di nevicare. La sera era nitida come un disegno a carboncino".
(Boris Pasternak)
Anche questo è un regalo dell’inverno: non solo la neve, la pacifica, silenziosa rivoluzione della neve. Ma il gelo che semplifica i colori; che rende tutto semplice, nitido: una foto in bianco e nero, un paesaggio schizzato a matita. Io, in un angolo, sorrido.

(Per quel libro Pasternak prese il Nobel, nel 1958: "Il dottor Zivago", Feltrinelli. L’ho ritrovato negli scatoloni del trasloco; e, tra le tante sottolineature che feci una vita fa, questa è quella che più mi ha colpito… Peccato che del romanzo non mi ricordi più nulla; tranne il fatto che parlava, ovviamente, di Russia e d’amore)

Neve. Neve fuori dalla mia finestra. Sono tornata nel mio altrove, mi sono svegliata con la neve, e mi sono venuti in mente degli altri versi, che avevo usato per un Buongiorno tempo fa. Sono del poeta americano Billy Collins:
"Oggi ci siamo svegliati con una rivoluzione di neve
le sue bianche bandiere sventolano su tutto
il paesaggio è svanito...".

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.