Lisa Corva

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Cronache da Salisburgo: quando le poesie ti aspettano dentro un parco.

Lunedì, 18 marzo 2013 @07:58

"Una fontana canta. Nubi stanno
nel vivo azzurro, delicate, chiare.
Persone assorte e zitte a sera vanno
Per il vecchio giardino a passeggiare.
Degli avi il marmo s’è ingrigito. Passa
Uno stormo d’uccelli, via, lontano.
Gli occhi morti un silvestre fauno abbassa
su ombre che svicolan nel buio vano".
(Georg Trakl)
Nubi nel vivo azzurro. Presagio di primavera.

Stavolta il Buongiorno di oggi mi aspettava in un parco: Mirabell Park, a Salisburgo, dove sono andata a passeggiare sabato, con uno dei miei più vecchi amici: l’artista tedesco Olaf Nicolai, che portava una sua performance, L’Escalier du Chant, al museo d’arte moderna della città (un posto incredibile, un rettangolo di cemento arrampicato su un colle, dove si arriva con una funivia dentro la roccia; e in cima, un caffè design fatto di vetrate, con corna molto austriache appese sul soffitto, dove sedersi a guardare il fiume, i monti innevati, il barocco della città). Ma torniamo a Trakl. Andiamo a fare una passeggiata al parco, dice il mio amico storico, un eterno amico (proprio come quello nel mio ultimo libro, ricordate?). Una passeggiata tra le statue di Mirabell Park, un parco minuscolo e cittadino, barocco e silenzioso, con la neve che cadeva testarda e il cielo azzurro, un vero ossimoro di marzo. Sai, continua l’eterno amico, qui a Salisburgo viveva un famoso poeta, forse lo conosci, Trakl? Ma certo: Georg Trakl, uno dei miti malinconici della mia adolescenza. E, senza vergogna, ho cercato di recitare (in tedesco, stupite) i versi che mi ricordavo. E Trakl era lì che mi aspettava, che ci aspettava, dietro l’angolo, su un muro assolato: perché i nostalgici austriaci hanno inciso su pietra i versi che Trakl scrisse proprio passeggiando in questo parco. E siccome siamo, io e l’eterno amico, due incurabili romantici, ci siamo fermati a fotografare i versi con il nostro iPhone. Romantici sì, ma digitali. (La traduzione invece non è mia, ma di Ervino Pocar, del vecchio libro Bur Rizzoli su cui ho scoperto e amato, da adolescente, Trakl.)

3 commenti

Giusy | Lunedì, 18 marzo 2013 @14:19

Ervino Pocar, istriano, magnifico traduttore.

Francescasièsposata | Lunedì, 18 marzo 2013 @10:22

A Torino facciamo un altro giro di inverno invece che di primavera... Ci sono almeno 10 cm di neve che imbiancano la città!

lucy | Lunedì, 18 marzo 2013 @09:12

che arrivi dappertutto .....la primavera.....buona settimana.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.