Lisa Corva

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Le statue di Madrid. (Ma anche i "churros y chocolate").

Lunedì, 1 febbraio 2010 @09:17

"Ho continuato a camminare, a fare gli occhi dolci alle statue e a chiamarle con nomi di amici e amanti una per una, come un ubriacone sentimentale".
(Simon Van Booy)
Cammino per la città. Ma oggi non guardo vetrine, non faccio slalom tra i passanti, spingo lo sguardo più in su: donne, uomini, militari a cavallo, dee alate, mi strizzano l’occhio e mi sorridono. Oggi sono felice.

(La frase che ho scelto per la mia rubrica su City oggi è tratta dal libro di racconti "L’amore arriva d’inverno" di Simon Van Booy, Ponte alle Grazie)

Anche a Madrid c’erano un sacco di statue: mi guardavano dai palazzi, molto in alto, contro un cielo, come dire?, mediterraneo. Solo il cielo però era mediterraneo, perché c’era un freddo incredibile. Perfetto dunque per la mia missione numero uno: ovvero, mangiare finalmente i "churros y chocolate". Un delirio iper-calorico, delle frittelle lunghe, sottili e zigrinate da intingere calde nella cioccolata bollente. Li sognavo da quando ho letto "Atlante di geografia umana" di Almudena Grandes (un grande romanzo per chi è sull’orlo dei quarant’anni, lo trovate in Tea). Per la protagonista, anzi le protagoniste, che vivono a Madrid, è l’equivalente di brioche e cappuccino. Certo che poi è difficile infilarsi dentro una 42, o anche una 44; ma come ci insegna la Grandes, non è questo l’importante per essere amate e felici. E io sono stata molto felice all’antichissima Chocolateria San Ginés, dove ho mangiato i mitici churros (per darvi un’idea degli orari indigeni, vi dico solo che era aperto tutta la notte).
Ah. Ecco quello che NON ho fatto a Madrid. Non ho tirato l’alba per i locali di Chueca (alle due del mattino ero già passata all’ennesimo bicchiere di acqua minerale e nonostante quello cascavo dal sonno). Non ho fatto shopping. Non sono neppure andata al Prado: ne avevo tutte le intenzioni, ma poi per strada sono stata acchiappata da un cartello che diceva "Lágrimas de Eros". Potevo resistere? Certamente no. E così, invece di Velasquez, ho visto una mostra meravigliosa al Museo Thyssen, tutta intorno ai miti dell'amore, con Andromede incatenate, San Sebastiano feriti dalle frecce, e video di Bill Viola.
In compenso mi sono goduta le arcate di Plaza Mayor; i merletti di rame di uno degli edifici più belli di architettura contemporanea, la Caixa, un nuovissimo spazio espositivo, firmato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron; le tapas in piedi nel vecchio mercato liberty San Miguel, ora tutto un aperitivo (anche questo aperto, e notare che è un mercato, fino alle due di notte; ma come fanno?); e ho litigato ogni giorno con gli indecifrabili rubinetti del bagno design dell’hotel design dov’ero invitata, il Me, su una delle più belle piazze di Madrid, Plaza Santa Ana (per non parlare degli altrettanto indecifrabili dispositivi luci: ci sono architetti che dovrebbero essere condannati a vivere nei posti che progettano!).
Ah, giusto, e che ci facevo a Madrid? Sono stata invitata a incontrare la nuova testimonial, la giovanissima attrice spagnola Maria Valverde, di un brand di moda che mi piace molto, Hoss Intropia: http://hossintropia.com/ Che dire? Ci sono momenti in cui vale proprio la pena di fare la giornalista fintoglam.

9 commenti

Cristina | Domenica, 7 febbraio 2010 @18:27

L'avevo scoperta per caso in una di quelle guide che danno all'aeroporto appena arrivi... mi aveva incuriosito, e mi è piaciuta moltissimo, la Plaza d'Oriente... con quel sole che tramontava attraverso gli alberi e che ho cercato di fotografare al meglio! Bellissima Madrid!

LISA | Venerdì, 5 febbraio 2010 @11:10

CRISTINA, la Caixa è davvero bellissima, un capolavoro di architettura contemporanea, con quel bar in alto e le finestre che sembrano ricamate... Anche il Museo Reina Sofia, con l'astronave-rossa, ovvero l'Auditorium, di Jean Nouvel, mi è piaciuto. Invece ho saltato la Plaza d'Oriente... dovrò tornare!

Cristina | Giovedì, 4 febbraio 2010 @12:57

PS:
Il tempio di Debot, col suo tramonto, e la Plaza d'Oriente, da sole valevano tutto il viaggio...almeno per me!

Cristina | Giovedì, 4 febbraio 2010 @12:55

La Caixa l'ho adorata pure io, nel mio viaggio madrileno a Dicembre scorso... ancora adesso, a volte, sogno la mia fantastica Madrid... l'ho adorata!

Viv | Lunedì, 1 febbraio 2010 @20:59

Che bello! Mi ricorda una sera d'estate in una Milano torrida: passeggiavo mano nella mano con l'uomo che amavo e gli facevo notare i balconi e le facciate dei palazzi che più mi piacevano...Ci inventavamo storie dietro alle finestre illuminate...Adesso devo inventare da sola, ma ricomincio a sorridere e lo penso con dolcezza: non è più qui, a passeggiare per le strade del mondo, ma tenendolo nel mio cuore lo porterò ovunque, anche nella mia vita che ricomincia ogni giorno con un dono. Il suo regalo per me è forse questo? Aiutarmi a rinascere...
P.S: scusa xoan se mi permetto: non avere paura, semplicemente non è possibile diventare astemi sentimentali! Ubriacati di vita! E' un augurio, non un consiglio.

xoan | Lunedì, 1 febbraio 2010 @18:42

Lisa, la mia è una paura.

susanna | Lunedì, 1 febbraio 2010 @18:21

ma che bello sentirti così carica!
peccato per il freddo; ma anche chissenefrega quando si sta bene, no?
un po' mi mancano i viaggi da giornalista; ma anche no. diciamo che mi manca essere in eterno viaggio. come una piccola nomade. un po' quello che sono.
e brava liiiiiiiiiiiiisaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
susanna

LISA | Lunedì, 1 febbraio 2010 @14:55

Visto che ci si può ubriacare d'amore, XOAN, immagino si possa anche diventare astemi. Triste, però. Ma la tua è una domanda o una constatazione?

xoan | Lunedì, 1 febbraio 2010 @13:05

i cartelli alle vetrine dei bar "hay chocolate y churros", las tapas, i pranzi alle 15, le cene alle 22 e altri vari orari sballati... quanti bei ricordi erasmusiani!
ti consiglio di visitare la cattedrale e di fare una passeggiata nel Parque del Buen Retiro.
ps: si può diventare astemi sentimentali?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.