Lisa Corva

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Sono prigioniera di un armadio. Liberatemi!

Martedì, 13 gennaio 2015 @10:00

"Il tempo, si sa, passa per tutti e anche noi invecchiammo. Incurvati e con qualche chilo in più, assumemmo un aspetto che sarebbe sembrato improbabile, se non comico, ai giovani che eravamo stati un tempo, proprio mentre nostro figlio si allungava a vista d’occhio. Accumulammo oggetti, grandi quantità di cose di plastica, libri illustrati, monopattini, tricicli, biciclette, calzature e indumenti e arnesi di ogni genere, inutili ormai, ma che non riuscivamo a buttar via. Io e Connie varcammo la quarantina in rapida successione, e pur sapendo che non avremmo mai più avuto bisogno di uno sterilizzatore o un cavallo a dondolo, non riuscivamo a liberarcene; e poi c’erano il pianoforte, il trenino elettrico, il castello, l’aquilone…"
(David Nicholls)
Sono prigioniera di un armadio. Liberatemi!

Il Buongiorno di oggi è tratto dall’ultimo romanzo di David Nicholls, "Noi" (Neri Pozza, traduzione di Massimo Ortelio). Giocattoli, vestiti che non metteremo mai più ma non riusciamo a regalare, bicchieri spaiati, tazze scheggiate ma che finiscono in fondo all’armadio, tovaglie per tavoli che non abbiamo più… Quando le case ci tolgono ossigeno e gli armadi ci tengono in ostaggio è il tempo di fare ordine. Propositi e desideri di gennaio.

E a proposito di desideri: su How To Spend It di gennaio, in edicola per tutto il mese con Il Sole 24 Ore, la Ragazza dallo Sguardo Prezzante (moi!) è a Roma, alla boutique Bomba. Lì hanno creato la valigia Sintesi, un guardaroba "no season" di poco più di 5 chili, 50 capi per 150 possibili combinazioni… Leggetemi e capite perché lo desidero fortissimamente! Non sarebbe una fantastica liberazione dagli armadi?

4 commenti

LISA | Martedì, 13 gennaio 2015 @18:49

Forse l'unica non è buttare, ma cercare nuova vita (e nuovi proprietari) per quello che non usiamo più. Non tutto, ma insomma, quel tanto per liberarsi dalla tirannìa dell'armadio… Se funziona con un abito o un libro, dovrebbe funzionare anche con una tazza. O no?

Giusy | Martedì, 13 gennaio 2015 @14:05

...più che inghiottita direi fagocitata dai miei armadi. E come faccio con gli abiti che ancora potrei indossare, belli, eleganti, portatori di ricordi carichi di affetto? Hanno venti, trent'anni, forse più... e allora? Come faccio a disfarmi del vestito di lino écru regalo di un'amica? "guarda, se non lo VUOI lo butto in scovazòn" E del tailleur che rischiava di fare la stessa fine? Sospiro e sorrido e richiudo le ante...

LISA | Martedì, 13 gennaio 2015 @10:28

Connie in effetti arriva a una (drastica) soluzione… E io oggi ho deciso di cominciare la mia battaglia con gli armadi, prima di finirne inghioittita.

wendy | Martedì, 13 gennaio 2015 @10:16

Sarai forse tu la mai salvatrice? O almeno una dispensatrice di consigli?? Ho la casa piena e continuo a rimpinzarla come fosse un calzone da farcire con mozzarelal e ogni altra bontà! Quando sarai arrivata alla conclusione di Connie alla fine del romanzo, ti prego, mettimi a parte degli esiti e delle soluzioni adottate!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.