Lisa Corva

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Ho dimenticato gli inverni, l’azzurro e le rose.

Martedì, 2 marzo 2010 @07:32

"Non ti amerò domani.
Ho atteso per tanti giorni nuda, con il tuo nome
scolpito sulla mia fronte, che ho dimenticato
gli inverni, l’azzurro e le rose".
(Juana Castro)

Il tuo nome inciso sulla mia pelle. Brucia. Ma tra poco è primavera. Tra poco voglio dimenticare l’inverno. Ritrovare i cieli azzurri, la luce, la promessa di una rosa. Con te, se vorrai. Oppure, credimi, da sola.

(Juana Castro è una poetessa spagnola. La traduzione è un regalo di Pablo, lettore del blog)

Milano glam cheap allora. Sapete cosa mi è piaciuto, più di tutto? Andare, stavolta, non alle sfilate ma alle presentazioni: borse, scarpe e accessori nei palazzi e nei cortili nascosti di Milano, quelli in cui di solito è quasi vietato l’accesso. Si sale per scaloni maestosi, statue di pietra mi sorridono, putti affrescati mi strizzano l’occhio dal soffitto. Scarpe e borse sotto gli affreschi del Seicento di Palazzo Durini, collane e sciarpe a Palazzo Visconti… e borse pop-art ispirate ai quadri di Roy Lichtenstein alla Triennale (bruttissime, però).
Sempre alla Triennale, un guardaroba in mostra: quello di Greta Garbo. Un’infilata di cappotti e soprabiti, e decine di abiti, tutti però super-accollati, quasi da istitutrice tedesca (anzi, pardon, svedese); e le famose scarpe con il mezzo tacco che ormai non si trovano quasi più (firmate Ferragamo). Confesso: non mi sarei rubata nulla, gli abiti non erano sexy né scenosi. Ma ho sorriso di fronte a uno chemisier di seta maculata rosa, che avrebbe fatto venire immediatamente a Stella, l’eroina del mio secondo romanzo, un attacco di Allergia Animalier.

12 commenti

LISA | Mercoledì, 3 marzo 2010 @08:33

Mi piace SIMONA, cronista di campagna riciclata glam cheap! (E una piccola protesta da Autrice gelosa: com'è che tutti ordinate "Il giunco mormorante" ma non i miei libri? Sigh. Protesterò con Nina).

Lila | Martedì, 2 marzo 2010 @21:30

Ah, dimenticavo: grazie Pablo per la traduzione.

Lila | Martedì, 2 marzo 2010 @21:23

Che bella questa poesia Lisa. Anche io voglio ritrovare la primavera dentro il mio cuore e quindi attendo pazientemente che in un futuro troverò qualcuno che mi invierà una pianta di gardenie o un bellissimo mazzo di rose azzurre. Grazie anche delle tue cronache fashion. Per CAM: io non sono triste, sono obiettiva e a volte mi manca la persona con la quale credevo di poter condividere la vita (mio ex marito). Grazie comunque del tuo incoraggiamento a essere serena e della canzone degli Eurythmics alla quale io rispondo con Piove di Jovanotti:
Piove, senti come piove, guarda come viene giù
Tu che credevi che oramai le tue piantine
si eran seccate e non sarebbero cresciute più
hai aspettato un pò ma senti come piove
sulla tua testa senti come viene giù.-- Anche a me piacciono gli Eurythmics.
Cam anche io sono curiosa di sapere di che città sei. P.S. Credo che anche io giovedì comprerò Il giunco mormorante: mi avete davvero incuriosita.

Lei e il suo caffè al ginseng | Martedì, 2 marzo 2010 @20:57

Lisa sei fantastica!
Quel "credimi" del tuo commento in una giornata di sole come questa mi hanno dato una gran forza ed energia!
Domani arriva la mia copia de "Il giunco mormorante", non ho resistito e lo ho ordinato in libreria!

Simona | Martedì, 2 marzo 2010 @20:08

E si prosegue con la moda! A Milano, nel settecentescol Palazzo Morando di Via S. Andrea, appena restaurato, è stato inaugurato il nuovo museo della moda e del costume. La notizia è ottima se pensiamo che Milano, una delle capitali della moda che ha visto nascere il made in Italy, ne era completamente sprovvista. Si parlava da anni delle ex Varesine, ora cantiere di futuri grattacieli, come sede papabile e invece, "zitti zitti", ecco che sono sbucati questi 2000 mq storici in stile rococò. Mostre permanenti e temporanee e altro ancora per fare un tuffo nel passato, nel presente e forse anche nel futuro della moda milanese e internazionale. E difatti la prima collezione è dedicata allo stile meneghino "Milano tra settecento e novecento", ma ce ne sranno altre dedicate a Frette per i 150 anni di attività, ai costumi dell'atelier Tirelli - quello degli Oscar - e agli abiti polverosi che giacciono da anni al Castello Sforzesco. Ovviamente gran soireè con stilisti, politici, amministratori e vip. Un gerovital per la nostra cultura e chissà che grazie a questa iniziativa il mondo glam meneghino, che tutti ci invidiano, non faccia alleanze più strette per contrastare l'impero delle zarine dei rotocalchi oltre a far emergere giovani dal talento nascosto.
Vostra cronista di campagna, oggi riciclata "glam" per dovere di cronaca. ;-)

LISA | Martedì, 2 marzo 2010 @19:42

Vedi, CAM? "Il giunco mormorante", il piccolo gioiello della Berberova, sta perfettamente in una tasca della tua utility jacket. Non è un caso! Domanda non zen: ma in che città mi/ci leggi e aspetti i cieli azzurri di primavera? Per CLAUDIA MDG: niente camicie bianche in mostra a Milano, solo soprabiti, cappottini, e vestiti da istitutrice. Ma sono d'accordo: con la sua camicia bianca e i pantaloni Greta era molto, molto più sexy.

Trex | Martedì, 2 marzo 2010 @19:19

C'è solo una cosa peggiore del non farcela. Esserne consapevoli

claudia mdg | Martedì, 2 marzo 2010 @18:45

Nel guardaroba in mostra non c'erano le camicie bianche? Ho letto da qualche parte che Greta Garbo ne possedeva 600!

Cam | Martedì, 2 marzo 2010 @15:10

Cara Lisa, quanta la voglia di abbandonare l'inverno, di tuffarmi nella primavera, voglia di vita e di rinascita, voglia di staccarmi da quell’ombra di morte che mi segue ovunque (ombra non mia, ma pur sempre ombra cupa). Rinascere dopo il lungo letargo, anche se l’inverno del cuor non se ne vuole andare come quella neve ormai sporca che si ostina a tener lontana la primavera. Rinascere da soli se proprio ... ma che fatica perché due non è il doppio ma il contrario di uno, come di ce il buon Erri De Luca, quell'opposto che ci completa e a volte ci dà anche un bel calcio per farci andare avanti (certo non è semplice trovare qualcuno che sia disposto e non abbia paura a sognare con noi, che dici mmm).

Oggi è arrivato!! "Il libretto" dalla bella copertina cartonata color rosa antico: libricino da collezione e da meditazione (dimensioni perfette per trovar posta in una delle mille tasche dei nostri favolosi "utility wear"). E già nell'incipit le parole di Tjutčev mi prendono e mi portano per mano alla ricerca di risposte alle mie mille domande:

"...
Perche’ nel coro universale l'anima
non canta come il mare, e il giunco
pensante mormora, protesta?

E dalla terra alle estreme stelle
Non ha risposta fino ad oggi
Il clamore della voce nel deserto,
il lamento dell’anima braccata?"

Fino ad oggi … e domani?

PS: ho cominciato a raccogliere sul mio Moleskine virtuale alcune battute (ancora poche perche’ da poco ti seguo) di questo rapporto in cui si mischia un po’ di sacro e di profano. Le ingenue domande del discepolo e le sibilline risposte del maestro: la sintesi di alcune tue battute è stata illuminante su argomenti difficili da affrontare e decifrare.
Esercizi Zen in un contesto …

Stellina | Martedì, 2 marzo 2010 @14:53

Ciao Lisa! Anche io oggi ho pensato che il tuo Buongiorno fosse scritto per me. Sì, perchè anche io vorrei poter ritorvare la mia primavera, i cieli azzurri e le rose; ho da dimenticare un inverno lungo e freddo - il mio passato- e vorrei poterlo fare urlando a gran voce quel nome che è inciso sulla mia pelle. So che mi sentirà se ascolterà il suo cuore e allora sarà primavera di vita.

mmm | Martedì, 2 marzo 2010 @10:47

Ciao a tutti!
Io qualche giorno fa mi sono data la possibilità di guardare cieli azzurri e di sognare, con qualcuno che non ne abbia paura!
Sono di marzo, questo è il mio mese, e le cose DEVONO andare bene!

patrizia rogers | Martedì, 2 marzo 2010 @08:46

Stupisce sempre come talvolta uno si guarda intorno e trova qualcosa che gli fa esclamare "sono io! è scritto per me", come vedo accade anche per altri tuoi lettori.
Anch'io ho deciso di uscire dall'inverno, anch'io, nonostante il dolore, so che prima o poi ritroverò i miei cieli azzurri. Grazie Lisa.
(p.s. Ho finito Middlemarch, bello, di Dorothea ti dirò.)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.