Lisa Corva

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Come conchiglia fossile nella pietra.

Venerdì, 12 marzo 2010 @07:56

"E’ molto che volevo descriverti
la costellazione nascosta del mio amore;
magari soltanto la sua sostanza, con una sola immagine.
Ma tu fermenti e straripi dentro di me
come l’esistenza e talvolta sei così salda, sicura e perenne
come conchiglia fossile nella pietra".
(Miklós Radnóti)

E così sei, nel mio cuore, per sempre.

(Non mi sono mai piaciuti i fossili, ma quest’immagine è potente: racchiude in sé la forza e la tenerezza dell’amore coniugale. Miklós Radnóti è un poeta ungherese del primo Novecento. Ha una storia drammatica, come molte delle vite dell'inizio del secolo scorso: nasce a Budapest, ma nel 1944 viene deportato (era ebreo) in un campo di lavoro nazista nell'ex Jugoslavia. Quando poi il campo viene evacuato, e i prigionieri costretti a una marcia forzata attraverso Yugoslavia e Ungheria, Radnóti, per strada, viene ucciso: era troppo debole per camminare. E' gettato in una fossa comune; ma nella tasca del suo cappotto viene poi trovato un notes con i suoi ultimi versi, scritti a matita, che la moglie pubblicherà. I versi di oggi sono l’inizio della sua "Ode esitante", tratta dall’Almanacco dello Specchio 2009, Mondadori. Traduzione di Eszter Rónaky)

14 commenti

Andrea R | Martedì, 16 marzo 2010 @09:55

Cara Lisa, grazie per questi bellissimi versi di uno dei più grandi poeti del Novecento ungherese.

Lila | Lunedì, 15 marzo 2010 @12:26

Certo che l'ho capito Lisa, grazie. Sono inesperitissima del cyber spazio e, sinceramente, non è che mi va proprio di avere un blog. Proverò a leggere quello che scrive Cam ma io Lisa, tu lo sai, preferisco i rapporti faccia a faccia.

Fossi....lí ?! | Lunedì, 15 marzo 2010 @00:20

Grazie lisa per le piccole perle Di cultura e intelligenza Che leggo ogni mattina andando al lavoro spesso srotolando il giornale sul volante rischiando sempre!! Un medico Che spesso studia "fossili"

LISA | Domenica, 14 marzo 2010 @17:20

Per CLAUDIA MDG: bellissimo! Davvero Olimpo reloaded, come l'articolo che ho messo on line qualche giorno fa... Per LILA: non hai capito che CAM ha aperto un blog per te, così vi potete parlare in cyber-privato? POETESSA: solo una parola: complimenti. E poi: quando, dove, come? MARLENE: e dove la prendi, la tua copia di City, in quale città, in quale metropolitana, a quale incrocio? L'Autrice è curiosa. PABLO: l'amore coniugale, luminoso, fisso e imprendibile come una costellazione, in alto, lucente nel cielo di notte; ma anche solido e allo stesso tempo fragile come una conchiglia fossile. La parola - la scommessa - il desiderio - è lo stesso: "per sempre".

claudia mdg | Domenica, 14 marzo 2010 @11:01

Volevo farvi vedere un posto magico dove sono stata ieri per la prima volta. E' un'ex centrale elettrica che ospita, tra caldaie e compressori, alcune statue greche e romane dei Musei Capitolini. E' stata un'eperienza strordinaria, fuori dal tempo (anche perché eravamo gli unici visitatori). Le foto purtroppo non rendono l'atmosfera http://www.centralemontemartini.org/percorsi/galleria_fotografica
Buona domenica a tutti

marlene | Sabato, 13 marzo 2010 @17:26

prendo una copia di city ... perché sono curiosa di sapere cosa hai scelto ogni gionro.

marlene | Sabato, 13 marzo 2010 @17:21

prendo una copia di city ... perché sono curiosa di sapere cosa hai scelto ogni gionro.

Poetessa | Sabato, 13 marzo 2010 @00:18

Quando riesco passo da qui. In questo salotto di parole. Dove si sente il calore di chi ci passa e si può trovare qualcuno pronto a darti un consiglio. Dove le poesie diventano frammenti di vita che si compongono tra loro. Dove le parole creano relazioni.
E' da un po' di settimane che sto cercando quelle giuste. Improvvisamente da un giorno con l'altro, per caso, per fortuna, mi è capitato di realizzare un sogno: di pubblicare qualcosa di mio. E ora sono uno dei tanti autori di una raccolta di racconti e mi trovo a dover organizzare una presentazione da sola. Per me è una novità. C'è tempo, vero. Ma in mezzo a tutte queste parole bellissime, mi chiedo se riuscirò anche io a trovare quelle giuste per trasmettere agli altri l'entusiasmo che ho per scrivere e per tutto ciò che di meraviglioso si può trovare in un racconto, che sia un libro, che sia una storia di vita o una poesia.

aferdita | Venerdì, 12 marzo 2010 @22:13

Lila,un tuo blog!!!!!!!Ma ho perso qualcosa dalla mia assenza?

Pablo | Venerdì, 12 marzo 2010 @18:44

Che strano questo contrasto tra la costellazione del amore e la conchiglia solida, sicura e perenne.
Quanto dipende il sigillo che questo amore stampa su di noi dal nostro stato di animo, dalle ultime parole che il nostro amore ci ha detto stamattina prima di andare in uffico.
Sino a che punto è un atto di fede, in lui/lei, in noi stessi, sentire l'amore perenne. E' come sentirci anche noi perenni?
Eppure, chi non lo ha fatto?

A te | Venerdì, 12 marzo 2010 @18:25

Lisa questa poesia e questi versi:
straripi dentro di me
come l'esistenza e talvolta sei così salda, sicura e perenne
sono bellissimi e la storia dell'autore di questi versi è veramente triste. Ma il destino ha voluto che rimanessero questi versi e che la moglie li pubblicasse. La canzone del mio nick è di Jovanotti, un inno all'amore. A volte vorrei essere tanto sua moglie (scherzo). Jovanotti è un bell'uomo ma penso che ci voglia un bel caratterino per tenerlo a bada. Annalisa grazie per avermi portato alla mente questa bellissima canzone.
Cam invece mi ha portato alla mente "Il gioco del mondo" un'altra stupenda canzone di Lorenzo. Cam, grazie, ma io non so come si gestisce un blog devi darmi qualche dritta e comunque io voglio evitare i rapporti virtuali perché a me piace vedere in faccia e parlare con i miei/le mie amici/amiche. Mi piace anche scrivere e inoltre ti voglio dire il mio vero nome che è Antonella e che Lila è la combinazione delle due sillabe finali del mio cognome e del mio nome. Mi piacerebbe quindi sapere qual'è il tuo vero nome. Non ho capito un' acca di quello che è scritto nel mio blog. Ma come mi hai immaginato? Dato che mi hai fatto questo favore del blog puoi rispondermi lì. Non mi ricordo quando hai citato "Il tempo di Blanca" di Marcela Serano, pensa: è stato scelto come libro del mese dal nostro gruppo di lettura Amarganta. Sono quindi curiosa di leggerlo. Finito "Il giunco mormorante" sto iniziando a leggere "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron ma ancora non so farmene un'idea. Me lo ha prestato la dolce Aferdita. Soffi capitolini, Lila

Marina | Venerdì, 12 marzo 2010 @15:25

Annalisa si decisamente punterei sul Marocco, siamo appena tornati dopo un soggiorno di quasi 40 giorni, ha fatto pure un po' freddo (temperature tipo Roma per intenderrci...) ma era l' inizio del mese di febbraio, e poi eravamo nel nord e all' interno. Un paese magnifico, molto piu' bello, colorato, colto e spettacolare di quello che mi aspettavo. Sicuramente vedere tante cose se non hai molto tempo non e' consigliabile, il paese e' grande, e si viaggia bene in macchina, belle autostrade, almeno nel nord. Noi siamo stati a Casablanca, a Rabat, a Fes e per la maggior parte del tempo a Mekens,nelle citta' imperiali appunto, che sono bellissime. Fes e' meravigliosa, ma piena di turisti, rabat ha un' aria europea, citta' degli anni venti, piacevole con una bella medina che si affaccia sull' oceano Atalntico. Casablanca enorme, moderna, veloce e poi Meknes, patrimonio mondiale dell' Unesco, monumentale, emozionante, autentica e tradizionale. Io la portero' semrpe nel cuore per avermi dato questo bambino stupendo, ed il Marocco sara' la mia seconda patria. Contiamo di tornarci mille volte per vedere tutto!!!

Annalisa farmacista | Venerdì, 12 marzo 2010 @10:53

Grazie a tutti e in particolare a Cam per i dettagliatissimi consigli. In effetti il Marocco mi aveva allettato. Adesso decido.
Che belli i versi di oggi: a volte il Consorte me lo dice che sono molto forte e resistente. Mi piace credere che lui mi pensi così. Associo la canzone di Jovanotti "a te" dove dice "le forze della natura si concentrano in te, che sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano, sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano". Altro che dire ti amo. Questo penso sia il senso di amare.

Cam | Venerdì, 12 marzo 2010 @09:49

Hai ragione, cara Lisa, i fossili di primo acchito non trasmettono - a noi comuni osservatori - energia ed entusiasmo forse perché ci fermiamo alla pietra e non vediamo quel frammento di vita consegnato all’eternità.
Oggi io però mi voglio appuntare quel "tu" che "fermenti e straripi dentro di me". Romanticismo "Sturm und Drang" per questa primavera di rinascita che si deciderà prima o poi ad arrivare

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.