Lisa Corva

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In metropolitana.

Lunedì, 12 aprile 2010 @07:16

"Se perdessi la mia biblioteca, avrei comunque la metropolitana e l’autobus. Un biglietto al mattino, uno alla sera, e leggerei i volti."
(Marcel Jouhandeau)

Ah, come mi piacerebbe! Come mi piacerebbe, seduta sulla metropolitana troppo affollata, o in un treno rumoroso di telefonini, alzare gli occhi e leggere, sul viso di chi mi sta davanti, segreti e amori. Non scendete, vi prego! Avete in faccia un telefilm.

(Marcel Jouhandeau fu uno scrittore francese del Novecento. Questa frase l’ho letta, e copiata al volo, nella metropolitana di Parigi: fa parte delle parole che decorano il Métro)

8 commenti

aferdita | Lunedì, 12 aprile 2010 @22:33

Sono d'accordo con Cam, e difficile in una metropolitana scrutare con lo sguardo i volti delle persone. Non riescono a dirmi un gran che. Forse perche la paura di essere invadente ,mi fa togliere lo sguardo prima che riescono a trasmettere qualcosa. Mi piace invece guardare le persone e "studiarle" ma in modo di non essere vista. Vedere come camminano, come sono vestiti e sentire anche le loro conversazioni. Mi piace invece farla nei ambienti che mi sono famigliari, dove sono sicura che se cerco trovo un Soriso, un sguardo dolce ,un saluto. Mi trasmettono qualcosa e mi fanno sentire bene.

principessa | Lunedì, 12 aprile 2010 @18:03

che bello leggere i volti della gente e immaginare chissà che di ognuno di loro.Vedere una coppia e capire se sono sposati, se sono amanti,se si amano soprattutto,se gli occhi ridono o sono tristi;guardare il volto di un bimbo e capire se il bimbo capisce già che mondo gli gira intorno;il volto di un anziano e i suoi anni scolpiti sul quel viso,come gli anelli di un albero e immaginare la sua vita...cosa è stato? chi era? che ruolo ha oggi in questa società?
Sono curiosa e quasi sempre con un sorriso riesco a percepire e sapere tutto,e mi dico ha visto? avevi visto giusto, oppure stavolta quel volto era proprio enigmatico.Grazie

ALEXO | Lunedì, 12 aprile 2010 @13:50

per Cam, non trovando parole, solo queste semplicissime:
Eranan ton tafon
e mirofori mira
lian proi elthouse.

thrinon sinekini
i panagnos sou Mitir,
Sou, Loge, nekrothentos.

Anekrazen i kori
thermos dakriroousa
ta splagxna kentoumeni -Oh, gliki mou ear
glikitaton mou teknon
pou edi sou to kalos?

e genee pase
imno tin tafin sou
doksazousin, [kale mou]

-Oh, gliki mou ear

The perfume-bringing women sprinkled the grave with perfumes, having come very early in the morning; Your all-pure mother started lamenting because you, Word, were dead. And the young girl was crying, with warm tears, tearing her insides"

- "Oh, my sweet spring, my sweetest child, where has your beauty set?"
All the generations praise by [a] hymn your burial, [my Good/Beautiful]"

- "Oh, my sweet spring" [ etc.]
http://www.youtube.com/watch#!v=gjnhBz4leik

ti abbracio, Ales

http://www.youtube.com/watch#!v=gjnhBz4leik

ALEXO | Lunedì, 12 aprile 2010 @13:28

Grazie a te, Marilia, ma non devi disperare per quanto riguarda la poesia, basta vedere questo blog ed i mille altri che fioriscono in rete.
Visto che conosci bene l 'inglese , ti consiglio di iscriverti al sito che consigliavo il 9 aprile: una poesia al giorno, in inglese, e poichè per me a volte sono difficili da tradurre adeguatemente, se ti andasse...
Per esempio ho provato a tradurre ,sempre di Strand, We are reading the story of our lives ( 6 aprile, questo blog), ma , con mia disperazione!, non è stato accolto molto bene ( per niente) dagli altri bloggers. Per me, invece, è una delle più belle poesie che abbia mai letto. Mi farebbe molto piacere una tua opinione ( anche negativa, ovviamente).

Cam | Lunedì, 12 aprile 2010 @13:22

Il datario aveva già aggiornato i suoi numeri quando, la scorsa notte, ho letto i vostri pensieri, immaginando il suono di quelle parole, gli sguardi che le accompagnavano leggeri. Grazie
Sguardi che rimangono fantasmi sul blog, come su un libro stampato e che hanno bisogno delle parole per farsi figura figurata. L’esatto contrario di ciò che avviene per strada, sui mezzi, nelle stanze non private dove sguardi e sorrisi si fanno parola, ammiccante, triste, misteriosa. Quante volte ho tentato di leggere quei libri fatti di spirito e carne: che fatica incrociare gli sguardi. Sempre il dubbio, il sospetto in chi si sente osservato e si chiude nel suo silenzio voltandosi altrove. Quando invece qualcuno non scappa … allora sono giornate di sole.

Annalisa farmacista | Lunedì, 12 aprile 2010 @11:37

Bè io in modo un po' meno poetico adoro guardare il volto delle persone, ma ancora di più ascoltare le conversazioni altrui. Il bus (nella mia città Bologna la metro non c'è e il tram è un ricordo del passato - ma adesso, orrore, arriverà il Civis) è un mondo a parte. Mi ricordo quando ancora andavo a scuola alle superiori e passavo una buona mezz'oretta sui mezzi: quante storie ho ascoltato! Il brutto è che a volte mi capita di origliare (e fissare) anche al ristorante, al bar. Insomma sono un po' impicciona, il consorte me lo dice sempre.

Marilia cinquantenne incredula | Lunedì, 12 aprile 2010 @10:45

Grazie ad Alexo per la poesia di Mark Strand. Ho aperto il link e l'ho ascoltata, rapita. Adoro le poesie in inglese (anche perchè sono laureata in inglese) e scrivo poesie anche in inglese. E' una lingua così bella!
Complimenti per il fatto che ti piaccia la poesia. Io faccio parte del comitato di Napoli dante Alighieri che promuove lo studio della poesia ma, ti assicuro, è difficilissimo reperire un pubblico che vi sia interessato.
Siamo uno sparuto gruppo di poeti che si ostina a cercare la significanza nella parola(la cara estinta).
Saluti
Marilia

Lila poetessa | Lunedì, 12 aprile 2010 @10:37

E sì, questo è il mestiere mio. Mi piace tanto, specialmente quando sono in metropolitana, guardare il viso di chi ho di fronte, i suoi occhi, sbirciare quello che legge, notare qualcosa nell'abbigliamento, è il mio modo di essere poetessa (e anche parecchio curiosa). Mi viene da sorridere pensando al nostro incontro Lisa perché in quel caso al primo approccio mi ricordo che entrambe è come se ci fossimo fatte la risonanza magnetica, che buffo. Sono stata davvero contenta di averti incontrata e sono felice di poter continuare a scrivere in questo magnifico blog. Un beso

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.