Lisa Corva

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Guerra.

Mercoledì, 21 aprile 2010 @08:46

"La guerra
com’è
seria
attiva
e abile!
Sin dal mattino
sveglia le sirene
invia ovunque ambulanze
scaglia corpi nell’aria
passa barelle ai feriti
richiama la pioggia dagli occhi delle madri
scava nel terreno
dissotterra molte cose dalle macerie
alcune luccicanti e senza vita
altre pallide e ancora vibranti".
(Dunya Mikhail)

Instancabile, la guerra.

(I versi di oggi sono tratti dalla bellissima antologia di poetesse arabe "Non ho peccato abbastanza", Mondadori. E’ sempre Dunya Mikhail che ha scritto – ricordate? - "Ho disegnato una porta/ e mi sono seduta dietro di lei/ pronta ad aprirla/ non appena arrivi". Nata a Baghdad, vive negli Stati Uniti, e sa bene che cos’è la guerra. E oggi, mentre la nube vulcanica – bellissima nella sua potenza quasi bellica – si dirada, a questo penso, alla guerra, ai Paesi ancora in guerra, ai Paesi che portano i segni della guerra. A Baghdad. A Kabul. E a tutte le donne che lottano silenziosamente e tenacemente per la pace, come Aung San Suu Kyi in Birmania)

11 commenti

Giusy | Venerdì, 23 aprile 2010 @16:00

Annalisa, avete fatto una visitina a Ilaria del Carretto ? Tanti, tanti anni fa avevo accompagnato a malincuore i miei adolescenti alla mostra del fumetto (famosa, a quanto pare) e se non fosse stato per loro non avrei potuto ammirare di persona quella stupenda opera d'arte.

Lila | Giovedì, 22 aprile 2010 @11:44

Ho visto Lucca proprio l'estate scorsa. E' veramente una cittadina incantevole, vedrai Annalisa non rimarrai delusa! Un abbraccio

ALEXO | Giovedì, 22 aprile 2010 @09:09

Tomamos a Vila depois de um Intenso Bombardeamento

Prendemmo la città dopo un intenso bombardamento

A criança loura
Jaz no meio da rua.
Tem as tripas de fora
E por uma corda sua
Um comboio que ignora.

A cara está um feixe
De sangue e de nada.
Luz um pequeno peixe
— Dos que bóiam nas banheiras —
À beira da estrada.

Cai sobre a estrada o escuro.
Longe, ainda uma luz doura
A criação do futuro...

E o da criança loura?

Il bambino biondo
giace sul selciato.
Ha le viscere fuori
e legato a uno spago
un trenino ignorato.

E' un fascio il suo volto
di sangue e di niente.
Luccica un pesciolino
un pesciolino di vasca da bagno
accanto al marciapiede.

Sulla strada viene sera.
Un chiarore sullo sfondo
annuncia un futuro che sorge.

E quello del bambino biondo?

F. PESSOA
da Una sola moltitudine, Adelphi, a cura di Antonio Tabucchi

LISA | Giovedì, 22 aprile 2010 @08:33

Dunque, ANNALISA FARMACISTA, il vulcano ti porterà in piazza dell'Anfiteatro, una delle più belle piazze d'Italia! La metto, nella mia lista, subito dopo piazza Unità a Trieste (of course), aperta sul mio mare; e la barocca piazza di Vigevano.

Annalisa farmacista | Giovedì, 22 aprile 2010 @00:09

Sicuramente Lisa lo farò, seguirò il tuo consiglio. Anche perchè di persona con le parole non sono molto brava, tendo ad imbarazzarmi, temo di dire cose stupide, quando invece mi rendo conto sarebbero solo cose gentili. Per quello che riguarda la guerra siamo tutti impreparati a parlarne dato che abbiamo la fortuna di non averla vissuta in prima persona, ma solo dai racconti dei nonni. Mi viene in mente una canzone di John Denver "and you say that the battle is over". Racconta delle bugie che si raccontano quando si dice che la guerra è finita. Come se tutto d'incanto tornasse come prima, come se riprendesse il normale corso delle cose. Quante cose invece ha distrutto la guerra, dentro e fuori le persone. Com'è cruda questa poesia, ma d'altra parte c'è ben poco di poetico nella guerra. E pensarla in termini così duri la rende più vera nella sua durezza. Ah! La nube vulcanica: alla fine annullato il viaggio mi sto godendo una settimana di ferie a casa con piccoli viaggetti quotidiani nei dintorni. Domani ad esempio andremo a Lucca e spero di mangiare un'ottima fiorentina. Cose semplici che il vulcano mi ha "costretto" ad apprezzare.

Fiorenza | Mercoledì, 21 aprile 2010 @22:16

Poesia inquietante. A prima vista e molto superficialmente, può sembrare un elogio alla guerra (non conosco il seguito) ma in realtà penso sia un tentativo di esorcizzare terribili ricordi ed esperienze vissute sulla propria pelle. Le guerre sono decise dai potenti, non dal popolo che le subisce: qualcuno ricorda il contro- inno bellico? Penso nessuno, perchè messo a tacere:Troppo scomodo e vero: "O Gorizia tu sei maledetta..." Forse esagerato, ma rispecchia pienamente la disperazione di chi è costretto a combattere senza un ideale e per una causa che gli sfugge.

Fiorenza | Mercoledì, 21 aprile 2010 @16:14

Avevo attaccato un autoadesivo con la nota bandiera multicolore sul cancello del villino dove abito.E' stata strappata da mani ignote e vivo in Italia. Le guerre sono accettate e condivise a quanto pare "but not in my yard"

Anonimo | Mercoledì, 21 aprile 2010 @15:34

Sono scomparse le bandiere
nel vento.
Qui
ognuno ha sofferto
ed ha
una tomba
da curare.

Lila | Mercoledì, 21 aprile 2010 @14:06

Di fronte alla guerra e alle guerre mi trovo disarmata, non riesco a capire la violenza tra le persone. Ho scritto una poesia una volta, quando la guerra non ha pietà, quando rimaniamo senza parole. Ecco la mia poesia che si intitola Dai porti. --

Le parole che scorrono,
veloci come l’acqua,
che attraversano paesi
superano barriere.

Dai porti, in certe sere, l’oceano
sembra cullare nuove note, sembra
passare i secoli, nel tempo sembra
portare i suoni di luoghi lontani

di mani che veloci
sfiorano anni, con altre solitudini.

Anche la guerra perde
il passo, il tempo: è una marcia,

una compagna per i corpi stanchi
dei soldati mai nati,
mai morti nomi su volti
speranze si affacciano
nuove sorti.
Anche se tutto, poi, era già scritto

il testo di una canzone
il verso
dell’ultima poesia,
come la vita dove mai nessuno
scommette ognuno dà liberamente
senza chiedere niente,

come in questo momento
dove le note scorrono
veloci come fossero parole.

Speranza | Mercoledì, 21 aprile 2010 @10:02

Appello accolto!

Hope! | Mercoledì, 21 aprile 2010 @09:25

il nostro cinquepermille ad emergency!
Basta con le guerre!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.