Lisa Corva

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Hai anche tu una tazza che ti sorride?

Martedì, 21 aprile 2020 @09:20

"È così ogni sera, quando chiudo dietro di me l’uscio della mia camera per andare a dormire; compio questo gesto semplice e consueto con avida ghiottoneria, assaporandolo… Poi, adagio, mi volgo e ricerco nella penombra le cose che da anni amo vedere attorno a me; ed esse, poiché finalmente siamo sole, mi riconoscono e sorridono".
(Alba de Céspedes)
Hai anche tu una tazza che ti sorride?

Stavolta il libro che tiro fuori dagli scaffali mi "chiama" per il titolo: "Fuga". Anche perché è una vecchia edizione che si sta sbriciolando (un regalo di mio padre, che sapeva quanto mi piaceva, trovato probabilmente in un robivecchi a Trieste) di una scrittrice che da ragazza ho molto amato.
Alba de Céspedes, vita avventurosa. Nata nel 1911, morta nel 1997, romana, cognome che le veniva dal padre, ambasciatore cubano in Italia. Pre-femminista (e anche antifascista: il suo nome da battaglia era Clorinda), abilissima nel disegnare i chiaroscuri della vita delle donne di allora: e quell’allora sono gli anni Trenta, Quaranta… Come in "Quaderno proibito", che avevo amato moltissimo, o "Nessuno torna indietro", una sorta di Sex and The City in epoca fascista. La frase di oggi è tratta invece da "Fuga", racconti pubblicati da Mondadori nel 1940. Stupita come sempre dalle parole ormai perdute (uno dei racconti, bellissimo, si intitola "Il pigionante", ma anche nella frase di oggi, avete notato "uscio" e "ghiottoneria"?). Perduto anche, per fortuna, molto di quello che stringeva le donne alla gola. Solo un esempio: una delle protagoniste ha quarant’anni e si sente vecchissima, non più in diritto né di amare né di desiderare… Com’è cambiato il mondo. E non solo nei sentimenti: nel 1940, quando esce "Fuga", le donne non potevano neppure votare; era vietato il divorzio, l'aborto, la pillola, decidere di sé e del proprio destino era ancora quasi impossibile. Sì, com'è cambiato il mondo. Alba, la battagliera Alba, sarebbe contenta. Per saperne di più cliccate sul suo nome, andate in biblioteca o libreria: la Mondadori ha ripubblicato i suoi romanzi, ormai introvabili, in un volume dei Meridiani. Che non amo perché hanno le pagine troppo fragili. Ma dentro c'è tutta Alba.

3 commenti

LISA | Mercoledì, 22 aprile 2020 @19:18

Francy, ma che bella la tazza con le piccole rose dipinte sopra! E grazie di aver scritto. Parma, la nonna, i libri... Parma mi è rimasta nel cuore. Ci sono stata di recente anche per un pezzo che poi ho scritto per D di Repubblica. Vogliamo parlare degli anolini in brodo? Patrimonio dell'umanità! E li conosci gli affreschi della badessa ribelle? Sono nel convento di San Paolo. Lì, nel Cinquecento, visse una badessa colta e ribelle, Giovanna Piacenza, che chiamava a sé scrittori e pittori, come il Correggio. Finché le fu imposta di nuovo la clausura. Sul camino volle Diana, dea della caccia, e una frase incisa: "Per ignem gladio ne fodias", non disturbare il fuoco con la spada. Il fuoco ardente, la voglia di combattere. Al femminile. Come Alba de Cèspedes che spero conoscerai presto (ma cerca anche nei negozi di libri usati, quando riapriranno...).

Francy | Mercoledì, 22 aprile 2020 @18:05

Grazie Lisa ed anche Carla di avermi fatto venire il desiderio di leggere questa scrittrice così interessante e certamente moderna pur essendo del l'inizio del secolo scorso. Non appena l'isolamento sociale si sarà un poco allentato, andrò nella piccola libreria vicina a casa tanto accogliente, dove il libraio molto discreto, ma colto e gentile e mi ordinera il libro, dubito che lo abbia. Non mi piace comprare on line, mi toglie il gusto della ricerca.
Ma per rispondere alla domanda se ho tazze che mi sorridono, ebbene si. Ne ho una vecchissima di mia nonna, con roselline dipinte a mano (forse) di porcellana sottile quasi trasparente e quando la uso, tutto ha un sapore migliore, perché mi ricordano Lei, la sua dolcezza, il suo amore per me, i libri che mi leggeva, i disegni che mi aiutava a fare, le lunghe passeggiate nel giardino pubblico di Parma, dove ho vissuto fino ai diciotto anni e che mi è rimasta nel cuore. Ora vivo a Bologna da tantissimi anni e non potrei fare a meno dei portici e dei suoi mercatini, delle piazze, delle chiese e meno che mai dei suoi abitanti. Scusate se ho parlato molto di me, non vorrei approfittare troppo degli spazi di questo delizioso salotto verde. Un caro saluto a tutti.

Carla | Martedì, 21 aprile 2020 @11:36

Che bella storia, Lisa. Riuscire a coniugare la nascita del nostre paese, con la nascita di una nuova consapevolezza femminile che tanto ha aiutato anche la crescita del Paese. Nei giorni scorsi abbiamo ricordato Nilde Iotti, adesso ricordiamo Alba...anche in questo periodo terribile sembra che le donne siano meno colpiti da questo terribile virus. Le donne e il loro sesso debole: la nostra forza è nella nostra tolleranza e perseveranza di andare avanti, di non fermarci di essere un po' come la tartaruga della favola di Esopo nei confronti della lepre. Andiamo avanti costantemente e con equilibrio di fronte alle difficoltà e siamo di fronte ancora a un mondo un po' maschile. Ma siamo qui. E in questo momento si è capito che i gesti di cura della persona e di cura della casa, più vicini al mondo femminile, sono quelle che ci hanno salvato. E da cui vogliamo ripartire come società : sanità pubblica e lavoro agile da casa.
Leggo Francesca che non riesce a leggere e si sente strana perchè non sistema gli armadi. Forse non li sistemi perchè è già tutto in ordine! Pensiamoci: forse ciò che non riusciamo a fare in questo momento è perchè non ne abbiamo di bisogno. Io, altro contrario, sono diventata una bulimica del fare...ma anche questa dimostra una difficoltà nel stare in questa situazione. Adesso inizio un po' ad avere un certa sofferenza, se pur mi distraggo con letture, lavori manuali e studio.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.