Lisa Corva

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Il giorno uno di noi due.

Martedì, 5 maggio 2020 @09:03

"Quando ti incontravo, nelle serate in mezzo agli altri, mi sembrava di essere un compasso. Mi sentivo inchiodata in un punto, con l’anima che ti seguiva ovunque tu andassi. Tenendoti a distanza".
(Stefania Rossotti)
Quando la distanza che ci separa da un amore è solo la forza del filo che ci lega.

Mi è ritornato tra le mani questo libro, di un’amica: "Il giorno uno di noi due" (Mondadori), Milano, un amore. È uscito due anni fa, e questa è l'intervista che le avevo fatto, per Gioia, giornale che nel frattempo ha chiuso...

Chiudi il libro e pensi: valeva la pena di vivere un amore così, così indicibile? Non rispondetemi: prima leggete "Il giorno uno di noi due", di Stefania Rossotti. Che in 120 pagine tocca cose che dentro di noi tacciono, sono silenziose: che cosa sia l’amore, innanzitutto. La storia, lieve e malinconica come una carezza, comincia in una Milano anni Sessanta fatta di terrazze dove si stende la biancheria sullo sfondo dei primi grattacieli, dove le chiamate sono a gettone. E poi velocissimi gli anni Settanta, anni di battaglie, di slogan e manifestazioni… Lui e lei si incontrano, bambini, e non si lasceranno mai più. Ma fanno un patto: del loro amore non dovrà mai sapere niente nessuno. Per proteggerlo: dal mondo, da tutti. Si sposeranno, avranno figli, case, traslochi, ma non insieme. Il loro rimarrà per sempre un amore nascosto e invincibile: per loro, sarà sempre il giorno uno.

- Il tuo è un libro su un amore mai svelato a nessuno. Ma anche sul nostro spazio sacro. Possibile, in questo nostro mondo dove tutto è istantaneo e condiviso sui social?
"Siamo tutti tenuti in vita da un segreto. Se non ci fosse, in ognuno di noi, qualcosa di inaccessibile agli altri, cadremmo a pezzi al primo dolore".


- Vivere un grande amore "che ti incolli sempre alla vita nel punto in cui è più vera, fa più male". Un caso, un dono, una possibilità che magari ci neghiamo?
"Un talento, credo. Oppure soltanto un desiderio".
- Nel libro c’è molta Milano, la tua Milano. Raccontaci un tuo luogo segreto, un luogo del cuore.
"C’è un posto dove vado a dire grazie o a chiedere perché. Ma è segreto, appunto".

- Vorresti che una donna - o un uomo - finisse il tuo libro e pensasse?
"Questa storia è la mia storia. Che poi vuol dire: so che cos’è l'amore".



7 commenti

LISA | Giovedì, 7 maggio 2020 @10:45

Francy, me lo dirai tu se il libro è così. È Mondadori quindi è molto facile da trovare, anche on line. E grazie per le tue belle parole sui miei Buongiorno coriandoli alternati. Piace anche a me questa pioggia colorata!

Francy | Mercoledì, 6 maggio 2020 @17:48

Leggerò queasto libro perche sono romantica ed ho bisogno di credere che un amore così possa esistere nella realtà. Questo amore mantenuto, penso, sui toni della reverie presuppone un sentimento davvero profondo,forte, puro ed è semplicemente meraviglioso pensare che qualcuno corrisponda in egual misura a questo sentimento e sullo stesso piano, senza fraintendimenti e mai un sopravvenuto desiderio di cambiare qualche cosa. Insomma è come una fortezza in cui rifugiarsi, riprendere vigore dai colpi della vita, ritrovare un attimo di gioia come in un paradiso molto intimo dove l'altro "the significant other" è lo specchio in cui guardarsi dentro e ritrovare vie infinite di piacevolezze, conforto e soprattutto non sentirsi soli. Ma per fare funzionare il tutto e anche farlo durare nel tempo penso sia necessaria un'intelligenza sentimentale molto spiccata e speciale. Questo mi attendo dal libro, sara così? Comunque grazie Lisa per gli spunti di riflessione che ci proponi, sono sempre intelligenti e spesso si allineano bene agli avvenimenti esterni . ora che i tuoi buongiorno sono ridiventati quasi quotidiani vale la pena alzarsi, al mattino, per leggerti.

Carla | Martedì, 5 maggio 2020 @20:31

Giusto! Non ci avevo pensato...

LISA | Martedì, 5 maggio 2020 @19:44

In realtà, Carla, non sono quotidiani, ma un giorno sì e uno no: mi sembrava una bella cadenza, un bel ritmo. Grazie della storia che hai raccontato. Io penso che l'amore - a tutte le età, ma forse soprattutto da ragazzi - sia anche sogno, fantasticheria, rêverie. (E corrispondenze, per tuo figlio magari molti whatsapp). Magari con quella ragazza, dopo il lockdown, non succederà niente, ma intanto lui ha "allenato" i muscoli dell'amore. Non pensi?

Carla | Martedì, 5 maggio 2020 @18:47

Segnano una strada questi buongiorno. ( che bello che sono ritornati quotidiani, un appuntamento fisso: bellissimo, grazie Lisa).
La necessità di trovare le parole per il dopo, riuscire a mantenere in vita un segreto o trovare, appunto, le parole per dirlo almeno a se stessi. Non so perchè questi due buongiorno mi fanno venire in mente l'amore e mio figlio maggiore. A fine febbraio aveva incontrato un ragazza, una sola uscita: il piacere nel racconto di averla incontrata e forse la promessa che poteva nascere qualcosa. Poi si è fermato tutto. Ieri sera mi diceva che si sono un po'sentiti, in questo periodo, ma ora ha paura di rivederla: forse non gli interesso più dopo tutto questo tempo? cosa le dico se ci rivediamo? e poi posso tornare a vederla?... Questo lock down è come se avesse scavato dentro di lui, e ora mi chiede di uscire dalla sua buca. Cerco anch'io parole nuove per un figlio-compasso...e spero solo che la forza vitale della giovinezza torni a pulsare dentro di lui....

LISA | Martedì, 5 maggio 2020 @17:37

Prego Cristiana, ma mi piacerebbe anche sapere perché mi ringrazi!

Cristiana Chiorino | Martedì, 5 maggio 2020 @15:38

Grazie...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.