Lisa Corva

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Viaggiare, per diventare altro.

Domenica, 4 luglio 2021 @08:04

"Il giorno seguente partii per Venezia insieme a Ida. In treno ci ripromettemmo di diventare adulte come a nessuna era mai successo"
(Elena Ferrante)

Viaggiare, per diventare altro.

Il Buongiorno di oggi è la frase finale di "La vita bugiarda degli adulti", di Elena Ferrante (edizioni e/o). L’avevo letto nel 2019, appena uscito, sull’onda dell’entusiasmo per "L’amica geniale" (quadrilogia che ho molto amato). Mi era rimasta impressa questa frase, la fine e l’inizio, quell’affacciarsi alla vita e partire in treno per scoprire il mondo. Forse perché l’ho fatto anch’io, a vent’anni, con il mitico InterRail. Forse perché credo ancora che il viaggio, che sia vicino o lontanissimo, sia questo: partire, diventare altro.
Quindi, cosa vorrei mettere nel bagaglio a mano di quest’estate? Una mia amica che sta partendo per le vacanze, Marta Verginella (a proposito: è una storica e il suo "Donne e confine", Il Manifesto Edizioni, un’alternanza di diario Covid e Storia e storie delle donne slovene in Italia, è davvero una lettura interessante), mi ha detto: vorrei leggere qualcosa di essenziale. Esatto, ho pensato. Dopo questi mesi infiniti di pandemia e lockdown, di chiusure e smarrimento, vorrei qualcosa di essenziale. Qualcosa che mi faccia pensare, radicare. Come un mettere le radici nella terra.
E quest’anno se mi è molto piaciuto "Scrittori e amanti", di Lily King (Fazi), arguto e romantico, su una giovane donna che cerca di scrivere un libro e di capire chi ama davvero; o tutta la trilogia della Famiglia Aubrey (Fazi anche questa!), della brillantissima Rebecca West, scrittrice inglese anni Trenta, che è stata una femminista ma anche un concentrato di femminilità, ora sto pensando a quale classico scegliere. L’essenziale, appunto, da leggere o rileggere.
In realtà anche un libro-leggerezza può essere drammaticamente essenziale: io ringrazio le pagine che mi hanno fatto sorridere in momenti cupi, da "La mia famiglia e altri animali" di Gerald Durrell (Adelphi) a "Zia Mame" (Adelphi), tutto il Wodehouse possibile e immaginabile, Diary of a provincial Lady di Lady Delafield (tradotto in italiano da Neri Pozza, insieme a un altro mio cult, "Un giorno di Gloria per Miss Pettigrew" di Winifred Watson), certi piccoli romanzi anni Trenta di Georgette Heyer o Stella Gibbons che trovate pubblicati da Astoria…
Ma, ovviamente, un classico è altro. Negli ultimi anni mi sono immersa in libri-oceano, ho letto/riletto Guerra e Pace, L’uomo senza qualità, Anna Karenina, La montagna incantata… Alcune delle pagine rilette sono finite nei miei podcast, "Gli abiti parlano", lanciati in primavera, che potete ascoltare sempre su Spotify e Spreaker. Da una pagina di romanzo, una micro pillola di storia della moda. Perché certo, gli abiti parlano: come le violette sull’abito da sera di Anna Karenina al ballo.
E ora, quale classico per la mia estate? Pensavo a "Il maestro e Margherita" di Bulgakov. Ha quel tanto di surreale che ben si adatta ai nostri tempi. Ma mi lascerò ispirare da un giro in libreria. Anche quello, in fondo, è un viaggio.



6 commenti

LISA | Mercoledì, 14 luglio 2021 @10:01

Grazie, Cristiana, e buone letture. Buone immersioni nei romanzi!

Cristiana | Mercoledì, 14 luglio 2021 @09:37

Sempre ottimi e sofisticati i tuoi consigli di lettura. Un abbraccio.

Lilabella nuova | Lunedì, 12 luglio 2021 @23:34

Sono andata a curiosare in rete, ci sono varie versioni ma la più veritiera attribuisce questa poesia o meglio sono versi del poeta mistico sufi Hakim Sanai, autore del grande poema The Enclosed Garden of Truth. La traduzione dell'opera che più si avvicina alla citazione riportata nel film La forma dell'acqua sembra essere quella di Priya Hemenway.

Lilabella nuova | Lunedì, 12 luglio 2021 @23:12

Lisa scusami se ho tardato a rispondere. Non era questa la poesia ma mi è piaciuto leggerla anche perché adoro il mare e le suggestioni suscitate dal mare.
Ecco la poesia, credo tu abbia ragione, forse è liberamente ispirata da una frase letta in un libro. Il manifesto riporta il nome di Giles, credo sia una poesia orientale e il testo, tradotto quanto bene non so è questo: Incapace di percepire la tua forma/ti trovo ovunque intorno a me/la tua presenza mi riempie gli occhi con il tuo amore, il mio cuore si fa piccolo perché tu sei ovunque. Un sorriso, Lila

LISA | Mercoledì, 7 luglio 2021 @07:14

Lilabella, credo che tu ti riferisca a un mio vecchio Buongiorno di un poeta croato. C'è qualche assonanza, ma non è il poeta citato dal film (che non ho visto), e controllando un po' credo che il regista avesse liberamente interpretato dei versi letti per caso su un libro.... Così viaggiano le parole! Ecco comunque il Buongiorno: "Siedo al ristorante, ho terminato il pranzo, vedo il mare./Mi nascondo col giornale, lo sollevo in alto:/ non mi sento bene davanti a questo grande occhio./Mi volto dall’altra parte, mi agito, mi rannicchio,/ma il mare è sempre davanti a me, fuoriesce dalla stampa/inonda la carta del giornale, sommerge le fotografie;/anziché l’odore della stampa, sento l’odore della salvia."
(Antun Soljan)

E io ti ascolto, mare.

Lilabella nuova | Lunedì, 5 luglio 2021 @23:29

Hai ragione Lisa, il viaggio porta essenzialmente ad un cambiamento, a diventare altro facendoti vedere le cose con occhi nuovi. Il maestro e Margherita era piaciuto anche a me ma in effetti un giro in libreria non fa mai male. Un sorriso per te. Lila
p.s. qualche giorno fa hanno dato in televisione La forma dell'acqua di Guillermo Del Toro e hanno parlato di una poesia che mi sembra tu avessi messo qui nel tuo blog ma non ne conosco l'autore, credo sia una poesia orientale. Sai dirmi chi può essere l'autore? Inizia così: Incapace di percepire la tua forma, ti trovo ovunque intorno a me...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.