Lisa Corva

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Se brucio, è perché ero fuoco.

Martedì, 23 novembre 2021 @12:59

"Notte, io brucio
come un pezzo di carta
dentro il tuo cuore"
(Emanuel Carnevali)
Se brucio, è perché ero fuoco.

Questi versi arrivano non da un libro ma da una rivista bella come un libro: Poesia, di Crocetti Editore. Fondata da Nicola Crocetti - a cui vanno tutti i miei ringraziamenti per avermi fatto scoprire, e aver tradotto negli anni, il greco Ghiannis Ritsos, uno dei miei poeti preferiti), da quando è stata comprata/finanziata da Feltrinelli è ancora più bella. E’ un piccolo capolavoro di carta, con illustrazioni inaspettate e raffinate che cambiano ad ogni numero (a proposito, è un bimestrale). Nel numero di gennaio/febbraio di quest’anno ho letto per la prima volta dei versi e la storia di Emanuel Carnevali. "Un uomo che ha fretta": così viene raccontato. Nato a Firenze nel 1897, genitori malamente separati e infanzia disastrata, ad appena sedici anni si imbarca e approda a New York. Già, erano gli anni in cui in America si andava in nave… Lì fa di tutto, dallo spalatore di neve al garzone di drogheria, e scrive, scrive in uno strano inglese "latinizzato", conosce e frequenta poeti e scrittori, finisce in cliniche e ospedali e morirà, ancora giovane, tornato in Italia, nel 1942. Un poeta "vissuto male e morto troppo presto", scrive Antonella Landi, la curatrice e traduttrice, che "impara quella lingua a lui sconosciuta dalle insegne dei negozi". Ecco la sua storia, come un foglio che brucia nella notte.

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.