Lisa Corva

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Una domestica felicità.

Lunedì, 10 maggio 2010 @07:23

"Anch’io ho trovato un tesoro oggi, dopo un’ora di sudata ricerca. E’ una vecchia federa, ricamata a mano, con i bottoni ricoperti di lino. Non ho mai visto dei bottoni così. E mi piacciono".
(Zahra Bolouri)

Un abito. Un cuscino. Un piatto. L’abbiamo trovato in un mercatino dell’usato, o nel fondo di un armadio, e improvvisamente ci parla. Lo teniamo in mano e ci sussurra qualcosa, forse semplicemente una casalinga, domestica promessa di felicità.

Sapete dove ho trovato le frasi del Buongiorno di oggi? Non vengono da un libro, ma da un giornale. Perché Zahra Boulouri non è una scrittrice, né una poetessa, ma ha scritto un articolo davvero poetico che ho letto per caso in aereo, sull’International Herald Tribune, tornando da Oslo. Mi aveva colpito il titolo: "Happiness is a bundle of used clothes" , felicità è un mucchio di vestiti usati.
E l’articolo era davvero incantevole. Scritto, innanzitutto, dal Mozambico, dove Zahra vive e lavora (fa parte di organizzazioni di aiuto internazionale). Perché felicità è una catasta di vestiti usati? Perché, spiega, da bambina, nella sua infanzia a Perth, in Australia, ha passato ore felici con il padre girando per "garage sales" e mercatini, cercando cose per il loro negozio di bric-à-brac. Sensazioni ritrovate, racconta, al mercatino della "Quinta Feira" che si tiene in Mozambico ogni giovedì, davanti a una chiesa coloniale: l’evento della settimana, visto che non ci sono teatri, nè cinema, e neppure un supermarket, spiega Zahra. Ci sono invece mucchi di vestiti che sono stati donati per beneficenza dai paesi ricchi, ovvero noi. Ci sono sciarpe, che le donne africane useranno per legarsi i neonati addosso; inutilizzabili moon-boots, scelti da una bambina che non ha mai visto la neve; e lì a Zahra piace rovistare nel mucchio della biancheria usata, tenere in mano vecchie lenzuola di lino un po’ lise ma con le cifre ricamate, chiedendosi da quale casa arrivino, magari da un lussuoso appartamento di Manhattan non più abitato, armadi svuotati da eredi frettolosi… Cose dimenticate che trovano una nuova vita. Un po’ come la borsetta di Roberta di Camerino di cui vi avevo raccontato (è la storia di una borsa). E le parole di Zahra, l’emozione di Zahra, continua qui, perché è anche la mia.

10 commenti

Irene | Sabato, 28 aprile 2012 @06:47

Non so, io ero un dottorando e ricordo con molta insofferenza quei giorni. Ho un concetto molto teutonico dello Stato: alla fine, dobbiamo accettare che qualcuno comandi, e chi si mette in mezzo va rimosso. Ovviamente non sarei mai andato a Genova a contestare, perche’ sono troppo cinico per credere che servisse a qualcosa. Se fossi stato dall’altra parte, non avrei ordinato la tortura; pero’ penso che avrei operato per ripristinare l’ordine costituito. Non ho ancora capito se devo vergognarmi perche’ la penso cosi’. Mi dicono che quelli di sinistra avrebbero dovuto schierarsi con i contestatori. Io ho sempre votato a sinistra, ma per me la sinistra non e’ quella del pacifismo ad oltranza. A sinistra c’erano Lenin e Stalin, e non mettevano fiori nei loro cannoni. Rivedendo su Blob le immagini di dieci anni fa, ho scoperto di non resistere: per me e’ inconcepibile eleggere un presidente e poi violare la zona rossa dove lavora il presidente che ho votato. Anche se non e’ quello che ho votato, in democrazia conta la maggioranza, e dobbiamo rispettarne le decisioni sovrane.

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aferdita | Martedì, 11 maggio 2010 @15:59

Perche mia nona si chiamava GLIQIRI.

LISA | Martedì, 11 maggio 2010 @08:18

AFERDITA, che bello il racconto del lenzuolo che scrocchia, ricamato dalla nonna. La G per cosa stava?

Fiorenza | Martedì, 11 maggio 2010 @01:05

come mi hai fatto sognare Aferdita con la tua sciarpa rosa e menta. Se non vado a dormire, qualcuno mi uccide. Dopo una certa ora, qui vige il coprifuoco.( Sono una bambocciona): Buona notte

lina | Lunedì, 10 maggio 2010 @22:46

Aferdita, com'è bello il tuo racconto! Sai? anch'io ho un vecchio baule pieno di ricordi e di misteri ma non avrei saputo spiegarmi meglio di te,

aferdita | Lunedì, 10 maggio 2010 @21:27

Cara Lisa, che bei ricordi mi hai svegliato con questo articolo .In un ripostiglio della mia casa c'era una volta un grande baule, che era il mio posto di ricerche. Insieme con la mia amica d'infanzia svuotavamo tutto per trovare quel che ci piaceva di piu quel giorno. Conteneva un sacco di vestiti, scarpe, capellini, sciale, un grande tesoro che mia nona custodiva da tempo. lei era sorella e moglie di emigranti in America che la riempivano di cose che lei non metteva mai perche li riteneva tropo fuori posto. Erano ancora in buono stato ma per ne bambine servivano solo da giocare e sfilare. l'oggetto che piu mi piaceva era una sciarpa di seta, color pana con delle righe di color rosa e menta ,ed ornata con delle piumini bianchi. Era una vera meraviglia. Non so se sono riuscita a dare idea, ma nella mia mente e rimasta tutta. la indossavo coprendo la testa e sfilavo tuta fiera di possederla. E che ti poso dire dei tacchi, capellini di varie colori e modelli. Quante ore passavo lì.
A proposito delle lenzuolo ricamate, anch'io ce lo uno che oltre ad essere bello e anche molto caro perche me la regalato mio nona. E bianco, di un tessuto che scrocchia, con un bel merletto attorno e con un G ricamata. Lo usato poco, solo in poche occasione perche la voglio avere come un caro ricordo. La mia cara nona non ha potuto vedermi sposa, ma del regalo aveva pensato in anticipo.

LISA | Lunedì, 10 maggio 2010 @19:31

Per MALU 63: mi piacciono tantissimo le lenzuola con le cifre, sanno di antico, raccontano di quanto le donne hanno ricamato, un tempo. Io invece non so attaccare bene neppure un bottone! Per ANNALISA FARMACISTA: belli i fazzoletti di carta con le rose! Ci vorrebbero, per l'Autrice che usa solo profumi alla rosa... (E il forse-amante mi faceva sorridere, un po' come le semi-single, nuove categorie contemporanee).

malu63 | Lunedì, 10 maggio 2010 @19:17

Annalisa doveva essere davvero incantevole e romatico questo negozio lo hai descritto cosi bene che sembrava esserci dentro, spero che tua sorella si riprenda presto, auguri di pronta guarigione.
Io sono una conservatrice di natura e quindi potete immagginare quante cose abbia mi accarezzano i ricordi ogni volta che li tocco, ma c'è una cosa in particolare che conservo con amore, nn sò neanche se ne siete a conoscenza dell'oggetto è un coprilenzuolo con federe, una volta si usava per rifinire il letto le coperte erano più corte di adesso e quindi sopra veniva messo questo decoro, sopra ci sono ricamate le iniziali dei miei nonni, oggi se ci fosssero ancora avrebbero rispettivamente 110 e 106 anni, quindi quando tocco questo decoro che mia nonna conservava con tanta cura mi viene in mente il loro sorriso sereno ed è un ricordo indelebile nella mia mente e nel mio cuore.

Giusy | Lunedì, 10 maggio 2010 @16:26

Ciao, Lisa. La soffitta di mia madre è stato un vero e proprio bric à brac saccheggiato da tutti gli aventi diritto e non solo...Lì andavo a nascondermi, impavida, dopo un aspro rimprovero, nonostante il buio,le ragnatele e strani fruscii. Ricordo, oltre a vecchi mobili, un grammofono a tromba e una curiosa macchina per scrivere che oggi, ripensandoci, mi ricorda vagamente il celebre Monumento di piazza Venezia. Molti anni dopo ho scovato fra i vecchi libri questo: " Recueil de pièces authentiques sur le captif de Saint-Helène" (tome troisième, hélas) Data: 1822. Non saprei dire a chi fosse appartenuto,, forse ad una lontana parente francese di cui ricordo un orrendo ritratto ad olio, splendidamente incorniciato. Sto sfogliando in diretta telematica il volumetto, debitamente rilegato.

Annalisa farmacista | Lunedì, 10 maggio 2010 @12:32

Proprio sabato cercando il regalo per la mamma, sono incappata in un negozietto di arredo-casa e altro decisamente favoloso. Cuscini stile country, tende di tela grezza con ciliege ricamate, carta da lettera (carta da lettera? un reperto archeologico dato che non conosco nessuno che la usi più) profumata alle rose. E poi rose, tantissime rose: su romantiche trapunte, su fazzoletti da naso (di carta) su tovaglioli, sui post-it a forma di cuore a cui facevano da bordo decorativo. Meravigliso: sembrava di entrare in una specie di soffitta con tutto messo quasi a casaccio (ovviamente credo invece che il finto disordine fosse accuratamente studiato), la luce fioca. Mi sembrava di essere in casa di una zia che volesse disfarsi delle vecchie cose e avesse messo tutto in vendita. A prezzi carissimi, ci mancherebbe. Altrimenti che british-country sarebbe? Data anche l'ubicazione del negozio (in pienissimo centro) non avrebbe potuto essere altrimenti. Però non ho resistito: ho comprato il regalo per la mamma, che ha apprezzato.
Per Lisa: con forse amante significa che l'amica è in crisi coniugale, e nel frattempo che schiarirsi le idee ha deciso di cominciare una storia con un (forse) amante, divorziato, con fidanzata e amante (la mia amica). Tutto senza scandalizzarsi: ognuno sa delle storie dell'altro e non è (pare) un problema. Io sono tornata a casa dal consorte (solo lui, che banalità) e ho capito che sarò anche banale, ma tanto fortunata. Sono invece un po' in ansia per la sorella piccola che fa fatica a riprendersi. Uffa com'è lunga questa malattia.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.