Lisa Corva

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Uomini con il telecomando, uomini in shorts, uomini.

Sabato, 19 giugno 2010 @09:51

Persino le inossidabili fan di Sex and the City, quelle che hanno perdonato a Carrie & C. anche il noioso secondo film, hanno avuto un sussulto al cuore quando hanno visto lui, Mr. Big, l’uomo dei sogni finalmente accalappiato e accasato, mettere i piedi sul divano con in mano il telecomando, ancora in giacca e completo scuro. (Soprattutto le scarpe non gli abbiamo perdonato; il telecomando, si sa, è un’amante non clandestina a cui gli uomini non rinunceranno mai). Non c’è niente da fare: ci sono maschi che danno il meglio di sé in abito scuro, con un cocktail in mano. Solo lì, pare, tirano fuori quello "sparkle", quello scintillìo di romanticismo di cui Carrie dopo due anni lamenta l’assenza, e che in effetti davanti al telecomando generalmente svapora. E quindi? Quindi il vero test sentimental-modaiolo per maschi scatta nel look casual. E’ lì, diciamolo, che gli uomini ci piacciono di più: non più in fase corteggiamento, e neppure in fase telecomando (provate a toglierglielo di mano durante i mondiali di calcio), ma in modalità vacanza. Più allegri, disponibili, affettuosi, e magari persino in shorts.
Se dico shorts li penso ovviamente addosso a chi se li può permettere. E quindi penso a Hugh Jackman, ovvero Mr. Bicipiti (confesso: sono andata a vedere "Australia", qualche anno fa, praticamente solo per rimirarlo mentre faceva la doccia a torso nudo nel bush, e non mi dispiacerebbe ripetere l’esperienza live). Lui, a giudicare dalle foto paparazzate, si può permettere non solo un paio di bermuda in città, ma anche un monopattino. Lo so, forse è un look più da passeggiata sul lungomare che lungo i marciapiedi bollenti, all'ombra dei grattacieli. Eppure Jude Law, che con il guardaroba ci sa fare, è stato avvistato a Los Angeles con un completo blu scuro di lino, una T-shirt grigio antracite, e un paio di infradito di gomma; abbinamento assolutamente folle, che a lui stava benissimo. Le foto hanno fatto il giro del mondo, e stavolta non perché era (di nuovo) insieme a Sienna Miller, ma proprio per il tocco geniale delle flip-flops in città. Che dite, lo proponiamo a mariti e consorti per andare in ufficio? Scherzo, scherzo…
Questo era un articolo che, rivisto e corretto, ho scritto per Grazia.

Quanto al nuovo film di Sex and the City, una delusione, ammetto. Per due motivi. Anzi tre. Uno, è come se gli sceneggiatori non avessero il coraggio di raccontare veramente che cosa succede alle donne una volta passati i 40. Due, ma perché ambientare il tutto in una Abu Dhabi (tranne il suk, che in realtà è quello di Marrakech) piena di stereotipi sul mondo arabo, quando quello che vogliamo vedere con Carrie & C. è semplicemente Manhattan? Tre, il film ormai è un catalogo shopping, una lunga noiosa passerella di borse e scarpe che non ci vogliamo né possiamo comprare. Sarah Jessica Parker, ma perché hai accettato? (E mannaggia, mi hai quasi commosso: attenzione alle aspiranti madri, c’è un punto in cui Carrie e Mr. Big si dicono che saranno per sempre "just the two of us"…).
Vabbè, ammetto, mi sono divertita lo stesso. Anche perché stavolta al cinema sono andata nel mio altrove straniero, con un gruppo di nuove amiche gelidone (sempre gelidone ma anche un po’ sgelate), e ho visto per la prima volta, da vicino, un paio di Louboutin. Sì: le mitiche scarpe con la suola rossa, che nel film hanno quasi sostituito le Manolo. Non mi piacciono, ma mi è piaciuta la verve con cui una delle gelidone si è presentata, taccheggiando, raccontando che erano un regalo del marito (sì, è la più fashionista del gruppo). E sfoggiando un’indescrivibile pedicure con le unghie laccate in coccinella style. Avete capito bene: unghie rosse a puntini neri, con le antennine della coccinella. Il signor Louboutin sarebbe svenuto. Carrie, temo, no.

34 commenti

LISA | Mercoledì, 23 giugno 2010 @07:59

LEI E IL SUO CAFFE' AL GINSENG: guardaroba sentimentale. Mi piace. Ma perché no all'impermeabile rosso?

Lei e il suo caffè al ginseng | Mercoledì, 23 giugno 2010 @02:13

Mi sono promessa un paio di Louboutin nel momento in cui l'uomo della mia vita farà capolino nel mio mondo, e intenderà restarci,
Mi piacciono molto le decoltèe nere con la suola rossa, è qualche anno che non riesco a togliermele dalla testa e visto l'investimento non indifferente ho pensato di regalarmene solo nel momento in cui potrò correre da Lui con un paio ai piedi.

P.S. qualche settimana fa ho bandito l'impermeabile rosso dai miei futuri probabili o non probabili acquisti!
Ma questa è tutta un'altra storia.

Annalisa farmacista | Lunedì, 21 giugno 2010 @10:56

Avverrà domani. Aiuto sono molto agitata. Forse anche per questo e per l'ipertiroidismo galoppante che è tornato sono così "cattiva". Chiedo perdono!!

LISA | Lunedì, 21 giugno 2010 @10:39

E a proposito di precariato, ANNALISA FARMACISTA, e il tuo concorso faccia a faccia con il raccomandato di ferro, com'è andato?

Annalisa farmacista | Lunedì, 21 giugno 2010 @10:29

Non avevo letto il commento di Simona fino in fondo.
Qui non si sta discutendo di qualità del lavoro (perchè su questo argomento mi spiace ma credo ci siano altri problemi un po' più pesanti della gastrite e della laringite) ma sul fatto che a parità di schifo di lavoro tu lo stipendio ce l'abbai garantito a vita! Accidenti ma ti sembra poco?

LISA | Domenica, 20 giugno 2010 @21:40

Noooo, cos’è questa tempesta nel blog? Non bastava quella fuori dalle finestre? Precarie contro posto fisso; aspiranti madri contro mamme; o, peggio ancora, madri "biologiche" contro madri adottive? Ah no, stavolta non mi avrete! Anche perché preferisco che parlino per me le protagoniste dei miei romanzi: guarda caso, la precaria Stella e l'aspirante madre Emma. E, nell'attesa che finisca la tempesta, rispondo a CARLA: credo di aver capito qual è il libro a cui ti riferisci, è "Ombre bruciate" (Ponte alle Grazie) della scrittrice anglo-pakistana Kamila Shamsie, che avevo intervistato per Grazia. Così, per favore, avete voglia di fare tutte un bel respiro zen e tornare con me al 10 febbraio a rileggere l'intervista?

da una precaria | Domenica, 20 giugno 2010 @19:02

condivido tutto, Annalisa

da una insegnante | Domenica, 20 giugno 2010 @17:46

Condivido pienamente tutto ciò che ha scritto Simona!!!

Simona Pasionaria | Domenica, 20 giugno 2010 @17:09

Annalisa, se vuoi sapere di cosa parlo basta che tu segua con attenzione i tg e legga i giornali e capirai che anche la scuola italiana, nonostante non ci sia la gente a spasso come accade nelle aziende metalmeccaniche, non stia godendo di ottima salute. Prova ne è stata il discorso di quella docente al raduno del PD. Da me, ad esempio, hanno tagliato un posto in segreteria, uno tra i bidelli e non hanno aperto una sezione nuova di scuola materna lasciando così a casa 63 bambini che equivalgono a 63 famiglie che non sanno dove mandare i figli. Tutto questo a causa dei tagli. In altre scuole nonostante i genitori abbiano scelto il tempo pieno con due insegnanti, i docenti saranno una e mezza anzichè due e ciò avrà una pessima ricaduta sull'apprendimento dei bambini costringendo le insegnanti a garantire un'alta qualità facendo però i salti mortali: come quando in un'azienda privata c'è una persona in meno e gli altri devono lavorare il doppio. E ci sono giovani laureandi che quando avranno finito il loro percorso universitario non avranno la sicurezza del posto nella scuola. Se io dopo aver vinto il concorso sono entrata in ruolo dopo 6 anni dall'esame è perchè su 100 posti vacanti, 20 erano per il ruolo e 80 ai supplenti annuali o perchè venivo scavalcata in graduatoria da chi si trasferiva dal Sud al Nord e aveva più punti di me. Il fatto che al momento siamo "illicenziabili" (ancora per poco, vedrai, arriverà la devolution scolastica molto presto) non vuol dire che ce la passiamo bene sia come singoli insegnanti (hai mai sentito parlare di "burn out" scolastico?) sia come scuola in generale nella quale non si sta investendo un centesimo. E il salto di qualità come lo fai dopo che sei stata nella scuola 15 anni? Puoi solo metterti in proprio, a partita IVA, chiedendo prestiti perchè con la liquidazione che ti spetta ti compri a mala pena un'utilitaria. Lo so, la mia categoria è particolarmente lamentosa, ma ti assicuro che ce la stiamo passando male pur non essendo metalmeccanici.Non avremo la cassa integrazione, ma altre beghe sì. Lo sai ad esempio che io, ma come me tanti altri, pur essendo da 15 anni nella scuola mettendo insieme pre ruolo e ruolo, la mia anzianità, e quindi lo stipendio, corrisponde solo a 4 anni? Eh sì perchè quando ero precaria lo stipendio era sempre fermo e con 1290 euro al mese come ci vivi da sola in una città come Milano a 44 anni? Fortunata me che ho un marito, ma una mia amica docente anche lei, separata e con figlio a carico deve farsi prestare i soldi dai genitori per pagare l'affitto! E lo sai che se decidi di lavorare nelle scuole private lo stipendio è ancora più basso? Che un docente laureato a fine carriera, dico fine carriera, porta a casa a malapena 2000 euro netti? Cosa conta la scuola in Italia? La scuola cosa produce? Perchè si dà corda alle proteste dei metalmeccanici e poco, pochissimo alle nostre? Perchè noi non abbiamo alcuna ricaduta sul PIL, noi non produciamo niente, diamo solo fastidi. Si lavora, certo, ma è la qualità del nostro lavoro che sta peggiorando e noi non abbiamo a che fare con scartoffie o macchine, ma con persone e se con queste sbagliamo son dolori: lo sai che le cause legali intentate dai genitori alle scuole sono la norma? che se un bambino si ammazza ne rispondo penalmente io? che le malattie all'apparato digestivo o alle corde vocali sono malattie professionali non riconosciute? Ma potrei andare avanti per ore, tanto finchè non si vivono le situazioni altrui gli altri sono solo dei poveretti che si lamentano e che accidenti, devono sentirsi pure dire che sono fortunati. Tutto è opinabile nei fatti della vita, ma chiedere migliorie e più rispetto per la nostra categoria penso sia lecitoe sacrosanto dato che nel bene e nel male e con tanta, tanta fatica ci occupiamo di bambini e adolescenti. Per me la scuola pubblica, la sanità pubblica e l'ambiente dovrebbero essere le fondamenta di uno Stato civile, peccato non sia così visto che ormai tutto si basa sul mero profitto. E lo dice una che non è mai stata di sinistra e tanto meno ha avuto la tessera di qualche sindacato, come potrebbe sembrare dai discorsi che faccio, ma che ha toccato con mano diverse realtà scolastiche, anche quelle private, e attualmente è molto, molto incazzata e assai delusa e pentita della scelta consapevole che ho fatto 18 anni fa. PS E il Ministro ha detto che i docenti devono astenersi da commenti pubblici che ledono la scuola italiana. Hai capito? Corva, cercami un nuovo nick, altrimenti mi vengono a prendere.

Annalisa farmacista | Domenica, 20 giugno 2010 @14:39

Simona se hai provato il precariato e il privato allora dovresti prorio capire meglio di altri che non è bello sputare nel piatto dove si mangia. Io sicuramente non so di cosa parli e ripeto che fatti tra colleghi i tuoi discorsi siano più che mai condivisi, ma data la crisi economica che costringe la pressochè totale delle aziende metalmeccaniche ad usfruire della cassa integrazione direi che non mi sembra il caso di lamentarsi di un posto dove questo rischio non c'è. A meno che, certo, non fallisca l'Italia. E poi ripeto se proprio non si deve dormire la notte per questo si può anche decidere di fare un salto di qualità!

Simona Pasionaria | Domenica, 20 giugno 2010 @14:16

Per Annalisa: "prima" di entrare nella scuola ho lavorato negli uffici privati (parlo di 20 anni fa) e facevo la segretaria anche per 600.000 lire al mese a contratto di formazione o con ritenuta d'acconto. "Dopo" sono stata precaria nella scuola per 11 anni (6 anche con concorso superato). "Ora" vorrei veramente andarmene. E' vero, bisogna stare attenti con chi si parla. Io ho provato il precariato e il posto privato: c'è qualcuno invece che vuole mettersi alla prova dietro una cattedra nel 2010?

Giusy | Domenica, 20 giugno 2010 @13:54

Ciao Lisa, mi sa che il clima è un filino "storming". Volevo solo ringraziarti per avermi fornito il sito di Flor Martinez (mi piace chiamarla Flor e e spero non si dispiaccia) pensa che la compagna di un mio quasi nipote è argentina e si chiama proprio così :Ma questo c'entra poco. Non sono riuscita a ingrandire quel poco che ho visto però l'intuito mi dice che le sue creazioni sono veramente, veramente interessanti: In cambio ho trovato, non so come, un "comunicato stampa" su questa geniale artista, poetessa lei stessa: Grazie!

Annalisa farmacista | Domenica, 20 giugno 2010 @13:53

Allora un po' d'ordine: sto un po' lontano dal blog e guarda che casino. Ma perchè si deve sempre dire io sto peggio di te? Non esiste proprio nel nostro cuoricino la sensazione di essere meglio? Liquido in fretta le due questioni. Numero uno: posto fisso soprattutto nel pubblico. Dovete stare attenti con chi fate questi discorsi. Fatti tra di voi possono anche andare bene, ma fatti ad un popolo di precari che non sa dove sbattere la tesa è decisamente fuori luogo. Ogni lavoro è pesante, anche fare la farmacista. Ma chissà come mai a fare l'insegnante c'è sempre la fila e sopratutto se vi fa così schifo perchè non lasciate? La stessa domanda l'ho rivolta l'altro giorno ad un amico ricercatore universitario confermato che si lamentava, pur ammettendo candidamente di percepire 2.000 euri al mese. Perchè non te ne vai se ti fa tanto schifo? Vedi là fuori nel privato che roba c'è poi dopo ne riparliamo. Scusa Simona ma bisogna sempre stare attenti con chi si parla. Come quando le mamme si lamentano dei loro problemi con i figli con noi nullipare non per scelta. Secondo argomento: ma perchè i figli devono essere un metro della felicità? Conosco tante mamme che adesso ne farebbero volentieri a meno e che mi invidiano perchè posso fare tutto quello che voglio! Ma perchè la felicità è sempre misurata con quello che non abbiamo e mai con quello che già siamo? Magari sarà anche banale, ma essere delle brave persone, dei buon amici, dei colleghi onsti, dei figli amorevoli, dei fratelli attenti, chennesò mi vengono un milione di esempi. Accidenti un po' di autostima!!

gaia | Domenica, 20 giugno 2010 @10:58

Le parole di lina non meritano altre parole.

carla | Domenica, 20 giugno 2010 @10:22

Se non ricordo male l'avevi intervista per Grazia e nel titolo c'era forse brucia come il fuoco.
Non ricordo altro

micheline | Domenica, 20 giugno 2010 @09:13

Scusa Lisa e alle amiche del blog per il mio sfogo,ma ci sono dentro (la causa) e certe parole fanno male.

micheline | Domenica, 20 giugno 2010 @09:09

Lina a quelle come te non si dovrebbe dare l'opportunità di avere figli:ma cosa insegni ai tuoi figli? che i figli nati dal cuore sono tutt'altra cosa e che è una nobilissima causa?Che causa? Rabbrividisco e inorridisco VERGOGNATI! i figli del cuore si sentono nel cuore appunto e ti danno solletico calci e pugni nel cuore...le sensazioni sono diverse? è questione di punti di vista e di mentalità gretta

Anonimo | Sabato, 19 giugno 2010 @23:14

Marina, aggiungo, per favore, non ripetere le mie parole, Trovane altre, più convincenti. le mie non valgono nulla.

Fiorenza | Sabato, 19 giugno 2010 @22:15

Pasionaria, preferirei chiamarti Maria (quella vera) altro che casco
antimimose, qui ci vorrebbe uno scafandro antiunghiate, vedi che tra una lacrimuccia e l'altra anche marina vuole graffiare?. Però mi piaci, Pasionaria e condivido con te la"spatafiata." (breve ma costruttiva) Ma il vocabolo è mio e chiedo ufficialmente una Royalty. ciao. Post scriptum per marina: non chiamarmi "cara" per favore, sarebbe ipocrita da parte tua.

Lina | Sabato, 19 giugno 2010 @20:30

si, Marina, sono figlia di un Dio minore, ma forse maggiore del tuo

Pasionaria | Sabato, 19 giugno 2010 @19:44

Ahia!!!! Cercasi disperatamente caschi "anti mimosate"! (ho letto il post di Marina solo ora)

Pasionaria | Sabato, 19 giugno 2010 @19:38

Fiorenza, è vero, siamo un popolo lamentoso e anzichè lagnarci dovremmo passare ai fatti. Ora si sta dando addosso ai dipendenti pubblici facendo di tutta un'erba un fascio e non è giusto colpire tutti indiscrinatamentesolo perchè se siamo arrivati a tanto è perchè in passato ci sono stati veramente tanti privilegi (es. le le pensioni baby) e non si colpivano i veri fannullon. I lavoratori del comparto pubblico onesti che si tirano su le maniche ce ne sono tanti, ma stanno pagando per quei pochi che negli anni passati erano i veri fannulloni e che non sono mai stati colpiti da provvedimenti: è questo che mi fa arrabbiare, pagare per tutti. Quanto ai sindacati .... mi sembra che in Italia tutti i lavoratori sia del pubblico sia del privato abbiano le ferie pagate e che queste siano state una conquista, o no? la maternità certo che deve essere pagata: quando hai un figlio le spese aumentano perchè lo stipendio dovrebbe diminuire? Non condivido chi mette fuori "maternità morbosa" quando in realtà non è così. Sulla malattia Brunetta ha aumentato le detrazioni per cui siamo stati "sistemati". Ce n'è per tutti mi sembra e soprattutto sono convinta che il malessere lavorativo stia colpendo tutte le categorie sia pubbliche che private: aumenta il mobbing, l'insoddisfazione, le donne vengono sbattute fuori o declassate perchè mettono su famiglia... chi ha un posto fisso sta lavorando male perchè è la società, ovvero noi tutti, ad essere malati specie nelle relazioni, nei rapporti e il lavoro oltre che di competenze è fatto principalmente di relazioni. Secondo me chi se la passa veramente male lavorativamente parlando sono due categorie: i giovani alla ricerca di un lavoro e i lavoratori a partita IVA che veramentenon hanno pagate ferie, malattia e maternità. Te lo dico perchè ne ho sposato uno. E non sempre i lavoratori a partita IVA sono i super professionisti che possono permettersi assicurazioni private o contare su rendite e professioni ereditate. Se nel pubblico c'è la difficoltà ad essere licenziati - rimane cmq la circolare Brunetta che dà più poteri ai dirigenti - anche nel privatosopravvivono alla grande raccomandazioni&nepotismo, creature italiane che non hanno a che fare con i sindacati. Vedi Lisa, son tornata Pasionaria perchè sono quasi in ferie pagate ;-) Cmq. grazie per le Laboutin, vedrò di farne buon uso. Dài, nel prossimo post sarò più breve e soprattutto più frivola e spensierata. Un saluto a tutti. PS Fiorenza, ti è andata bene: dovevi leggere le mie "spatafiate" di quando scrivevo contro la legge 40, i lmio nomignolo deriva da quei post. Ciao!

Marina | Sabato, 19 giugno 2010 @19:33

Fiorenza cara vorrei che leggessi meglio prima di sparare sentenze, visto che ne spari tante, e forse ti farai anche una ragione delle testimonianze di conforto che mi sono arrivate. E' l'aspetto umano che ti sfugge. Quanto a chi sta peggio di me sono contenta che ci sia tu che ci pensi, chissa' le lotte che avrai fatto. Riguardo il ruolo di mio figlio ovviamente non sai di cosa parli, come non sa lina che e' davvero figlia di un dio minore. Lo so, riesco a essere dura e cruda e anche scomoda, ma questo blog può permettere qualche digressione...ti saluto

Sabrina | Sabato, 19 giugno 2010 @17:37

Io il film devo ancora vederlo e non vedo l'ora, seguo Sex&The City da anni..Spero di andarci con un nuovo lui, temo, ahimè, uomo d'altri tempi...E spero che mi sorprenda apprezzando la vita di 4 donne moderne, regalandomi un filo di fiducia...

Fiorenza | Sabato, 19 giugno 2010 @16:51

Mi sento chiamata in causa, perciò rispondo. a parte il fatto che la mia tiritera(sarà anche noiosa, è vero) ma è di sole tre righe, vi assicuro di non provare alcuna antipatia per chi gode del famoso e tanto agognato "posto fisso" anzi. Non condivido però i piagnistei di coloro che a fine mese ritirano, bene o male, uno stipendio e sono giustamente protetti sindacalmente e mi riferisco a: ferie pagate, maternità, malattia e via dicendo e non hanno timore di essere messi alla porta, senza tanti complimenti, appunto.i Anch'io faccio parte dei fortunati ma ciò non mi impedisce di guardare con attenzione e riguardo coloro che, pur meritervoli non godono di questi sacrosanti diritti.Noi italiani siamo portati al lamento, se non alla lagna e difficilmente pensiamo a chi sta peggio di noi.

Lila | Sabato, 19 giugno 2010 @16:31

Bello davvero Lisa il tuo racconto sugli uomini in shorts e anche il tuo Sex and the City story, quanto agli uomini devo dire che Jude Law non è male ma io ho un debole per Kim Rossi Stuart (chissà come starà lui in shorts?). Pasionaria ti posso rubare per un poco il nick?

LISA | Sabato, 19 giugno 2010 @16:04

Ah, finalmente la PASIONARIA è tornata in grande forma. In premio, un paio di Louboutin virtuali dalla suola rossa, che potrai sempre sfilarti e tirare in testa a qualche maleducato. O rivendere su eBay per andare in vacanza! (Scherzo, scherzo, ma non troppo...).

LISA | Sabato, 19 giugno 2010 @16:00

Per CARLA: che bello, hai regalato "Glam Cheap"? L'Autrice è contenta! Quanto alla scrittrice iraniana, mumble mumble, qualche indizio in più? Non è per caso Azar Nafisi, con il suo iper-letterario ma interessante "Leggere Lolita a Teheran", Adelphi? O pensi invece a qualche poetessa araba? L'antologia "Non ho peccato abbastanza" (Mondadori) è ormai piena di sottolineature: bellissima.

Pasionaria | Sabato, 19 giugno 2010 @15:58

Non commento questo post perchè non ho visto il film, ma avevamo bisogno di argomenti frivoli visti i 27 post precedenti. Mi ha colpito e inquietato la storia di Stefano che non riesco a capire chi sia e cosa voglia. Ma anche chi si rivolge a Marina dicendo che comunque ha un lavoro mentre c'è tanta gente che senza complimenti viene messa alla porta. Io appartengo alla categoria invisa e "intoccabile" degli statali e non trovo giusta la tiritera "reputati fortunata perchè un posto ce l'hai". Vero, ce l'ho, ma COME si sta lavorando nelle scuole italiane? Ragazzini maleducati, genitori che contestano voti e che vorrebbero spaccare tutto davanti a una bocciatura, scuole che respingono studenti perchè i provveditorati hanno l'ordine di tagliare posti (da noi ben 63 bambini sono rimasti fuori), fondi d'istituto all'osso, scatti di anzianità congelati e la pensione (???????) a 65 anni. Ma come? I giovani e i bambini non hanno bisogno di docenti giovani, aggiornati e pieni di energia? Nella scuola c'è il malcontento, ma nessuno se ne accorge perchè il nostro lavoro non produce nulla; ci si accorge di noi solo quando qualche adolescente finisce in cronaca per "una bravata" mettendo a repentaglio la sua vita e quella altrui ("cosa fa la scuola?", "cosa gli hanno insegnato?" ecc.). E se qualcuno si ammazza per una caramella andata di traverso, perchè è finito sotto un costone roccioso o perchè in gita scavalcando un balcone per andare a far baldoria è finito giù? Ormai lavorare nella scuola sconfina sicuramente nelle cause civili e talvolta anche in quelle penali. Però, cavolo, quanto siamo fortunati: illicenziabili, part time e pure con 6 mesi di ferie l'anno, no? Ma quando decisi per questa professione non sapevo che nel giro di pochi anni avrei dovuto "giocare" a guardie e ladri" con l'avvocato nel taschino solo perchè ciò che mi viene richiesto è educare i minori. Quanto siamo fortunati noi docenti, ammazza!

LISA | Sabato, 19 giugno 2010 @15:54

Per GIUSY: intanto puoi guardare i dipinti "ricamati" di Florencia Martinez sul suo sito: http://www.florenciamartinez.com/

Marina | Sabato, 19 giugno 2010 @14:05

Lisa il film l' ho visto pure io, e ho avuto un' impressione simile alla tua, ma, come te, mi sono divertita lo stesso. Rimprovero un po' alla sceneggiatura un certo andamento lento, non c'e' molto di rilevante nelle vicende del film. Forse, coem dici tu, non hanno il coraggio di raccontare. Mi sono sentita tanto Charlotte e mi e' piaciuto molto che la piccola crisi di scintilla di Carrie non si risolva con una gravidanza inaspettata, dimostrando che si puo' avere un' esistenza anche just the two of us. Questo a dimostrare che i figli non consolano e non devono consolare ne' risolvere la vita, perche', fortunatamente, la vita e' molto di piu'. Per il resto viva Jude Law sempre e comunque.

Giusy | Sabato, 19 giugno 2010 @13:50

Sì!!

Anonimo | Sabato, 19 giugno 2010 @13:49

LISA, so bene che non è carino intervenire fuori tema ,d'altronde 27 commenti non sono pochi e temo che il mio passi in "fanteria". non ho tempo per ora di leggere il post di oggi: mi preme sapere se Florencia ha in programma una mostra altrove, magari fosse Roma! Il tuo salotto è sempre sorprendente, e tra strutture e stretture, la mia curiosità è cresciuta anche per quanto riguarda i dipinti di questa pittrice: vorrei tanto vederli! Sì, mi piace molto il tuo blog, rinfresca la mia non verde età. Mi coinvolge, mi diverte e, a volte, mi intenerisce, ho bisogno anche di intenermi, coriacea come sono. Bella spatafiata, vero, Fiorenza? cruda ma non crudele...

carla | Sabato, 19 giugno 2010 @11:31

Io non sono in nessun altrove straniero e non ho trovato nuove amiche gelidone... ma l'altro giorno Stella è stata presentata alla mia amica più fashionista del giro, che iniziando a leggere il libro è stata subito catturata dalla tenerezza della protagonista.
Ultimo consiglio: il titolo del libro dell'autrice iraniana di cui ci avevi parlato verso febbraio marzo?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.