Lisa Corva

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Occhi di mare.

Venerdì, 8 ottobre 2010 @07:41

"Nuovamente Eros
di sotto alle palpebre languido
mi guarda coi suoi occhi di mare:
con oscure dolcezze
mi spinge nelle reti di Cipride
inestricabili"
(Ibico)

Così è, quando mi guardi.

Ci vuole un poeta per tradurre un poeta? I versi di oggi sono di Ibico e sono stati tradotti da Salvatore Quasimodo, nei "Lirici greci" (Mondadori). E Cipride? Cipride è Afrodite, venerata sull’isola di Cipro, dove secondo il mito era apparsa dalla spuma delle onde… Ma che belli, quegli "occhi di mare".

20 commenti

Stommatwittee | Venerdì, 11 maggio 2012 @23:32

Lofty bye, sweet friend :)

Viviana | Venerdì, 15 ottobre 2010 @15:45

Quante donne conosci che possano parlare in questo modo del proprio compagno? Sad but true... la quotidianità distrugge tante, troppe cose...

LISA | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @16:33

VIVIANA: ohibò, non avevo capito, ma proprio per niente! E dire che faccio la romanziera.

viviana | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @14:19

Cara Lisa, è un uomo fantastico, dagli occhi di ghiaccio e dall'espressione severa ma con un sorriso dolcissimo e un'interiorità complessa e tormentata ma assolutamente unica. Come forse avrai capito, ahimè, non è mio e non lo sarà mai. Ma sappiamo entrambi di essere la metà di una stessa mela. A presto.

LISA | Mercoledì, 13 ottobre 2010 @09:38

Grazie, VIVIANA. Un uomo che ti ha fatto venir voglia di leggere i lirici greci, è sicuramente un uomo dagli occhi di mare.

viviana | Martedì, 12 ottobre 2010 @18:52

Cara Lisa,
io, a differenza di te, ho fatto lo scientifico...quindi non sono mai stata capace di leggere il testo greco a fronte!, ma amo molto la poesia...e sono molto molto innamorata di un uomo estremamente colto, con un'erudizione profonda ed appassionata... questo mi aiuta a non perdere un colpo. Anche se non pretendo di avere una conoscenza estensiva di tutta la letteratura, ci mancherebbe altro!, ne conosco un bel po'... e leggo ogni giorno il tuo blog che tra l'altro, che mi aiuta a conoscerne sempre di più. Come me ne sono accorta? Probabilmente caso e fortuna! E non mi darei troppo pensiero se fossi in te!... Continua così. Un abbraccio.

mari | Sabato, 9 ottobre 2010 @19:27

Sì. occhi di mare sono certamente belli, più a guardarli che a dirli, ma le oscure dolcezze, quelle sì sono promettenti, e il verso ti tira verso di esse per i capelli...

Xy | Sabato, 9 ottobre 2010 @18:21

Autrice, non blog-arrossire più di tanto. A Saffo piacevano le fanciulle, a Ibico gli efebi, la differenza non è abissale, è solo di sesso. Non stupravano, amavano semplicemente la bellezza.

Xy | Venerdì, 8 ottobre 2010 @18:17

ma siamo omonimi anche nei contenuti??

xy | Venerdì, 8 ottobre 2010 @16:40

anche a me piace la sua spontaneità,sembra che le poesie le scriva lei!

Xy | Venerdì, 8 ottobre 2010 @16:29

Come mi piace la spontaneità di Lisa! Ho l'impressione che, più di consultare internet, consulti i suoi libri, che profumano di vecchio o di nuovo

xxxxxxx | Venerdì, 8 ottobre 2010 @15:35

ma tutto questo che senso ha ?

Lila | Venerdì, 8 ottobre 2010 @13:47

Anche io vorrei farmi guardare da Eros e dai suoi occhi di mare, chiaramente con oscure dolcezze!

Myriam | Venerdì, 8 ottobre 2010 @13:07

No, no, scusa, è importante. Volevo dire: in ALTA uniforme, non sono numerosi ma di danni ne fanno e ne hanno fatti.

Myriam | Venerdì, 8 ottobre 2010 @13:04


Marta, esistono e sono esistiti uomini-mostro. Per me i peggiori sono quelli in doppiopetto o in uniforme

LISA | Venerdì, 8 ottobre 2010 @10:41

VIVIANA, dimenticavo: grazie. Ma come te ne sei accorta? Sono così contenta che tra i miei lettori ci sia anche chi naviga tra i lirici greci...

LISA | Venerdì, 8 ottobre 2010 @10:30

Cielo VIVIANA, hai ragione! Posso blog-arrossire? Spero solo che la mia ex prof di greco (ho fatto il classico, e NON si vede) non se ne accorga mai. E nel caso se ne accorgesse, negherò recisamente, e dirò che è stato un tilt tipografico (esistono?), che è stata colpa della pioggia, dell'autunno, della pagina voltata dal vento... O forse Freud avrebbe qualcosa da dire? Forse volevo che i versi fossero di Saffo? E perché pensavo a Saffo, dato che non ci penso praticamente dai tempi del liceo? Aiuto. L'unica cosa giusta che ho scritto è che quei versi sono tradotti da Quasimodo. Giuro, ho il libro davanti. Pag 119 della mia edizione, con testo greco a fronte che faccio ormai fatica a decifrare. Speriamo che almeno Eros coi suoi occhi di mare mi perdoni.

LISA | Venerdì, 8 ottobre 2010 @10:08

MARTA, il male esiste. Per combatterlo abbiamo solo parole e luce.

Viviana | Venerdì, 8 ottobre 2010 @10:05

Ciao. Mi è piaciuto molto il frammento di poesia di questa mattina... ti seguo sempre e spesso le tue scelte mi toccano. Però mi risulta che il frammento che hai scelto oggi non sia di Saffo, nè tradotto da Quasimodo, bensì di Ibico, frammento 287:

Nuovamente Eros
di sotto alle palpebre languido
mi guarda coi suoi occhi di mare:
con oscure dolcezze
mi spinge nelle reti di Cipride
inestricabili.
Ora io trepido quando si avvicina,
come cavallo che uso alle vittorie,
a tarda giovinezza, contro voglia
fra carri veloci torna a gara.
trad. G. Guidorizzi
Ciao! A presto

Marta | Venerdì, 8 ottobre 2010 @09:51

Lisa, oggi non posso pensare alla poesia.
Secondo voi, esistono animali che uccidono e violentano solo per il loro piacere o è un privilegio riservato a noi, esseri umani, o come ci piace definirci, esseri superiori?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.