Lisa Corva

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I sorrisi delle statue, e il profumo delle castagne chiuse, profumo di passione spenta.

Mercoledì, 3 novembre 2010 @08:04

"Il primo sorriso della vita non viene appreso per imitazione: è un bagliore. Le statue ci pensano bene, prima di mostrarlo. Se una statua inizia a sorridere, continua a farlo per tutta la sua esistenza".
(Chicca Gagliardo)
Ma non è così facile trovare, sopra i portoni, nel centro delle piazze, in giro per le città, delle statue che ci sorridano davvero…

Ricordate "Lo sguardo dell’ombra", la storia di un’ombra che si è staccata da un corpo, e si aggira per il centro di Milano, finché incontra una donna che profuma di riccio di castagna chiuso, il profumo della passione spenta? Sì: so che molti di voi (di sicuro il gruppo di lettura Amarganta a Roma), l’hanno letto. E adesso è uscito il nuovo libro di Chicca Gagliardo, sempre per Ponte alle Grazie: ma stavolta non è un romanzo, è una "passeggiata metafisica". Si intitola "Gli occhi degli alberi", ed è un libro di foto e micro-storie, a occhi aperti per leggere "attraverso".

7 commenti

LISA | Giovedì, 4 novembre 2010 @21:16

Ed ecco una statua che sorride nel blog del libro di Chicca Gagliardo:

http://gliocchideglialberi.com/avvistamenti-2/

Sharon | Giovedì, 4 novembre 2010 @00:57

Non recupererò più tutti i libri che hai consigliato, sono troppo indietro.
Magari con la prossima estate....

Fantastica citazione, come sempre!

Farfalla | Mercoledì, 3 novembre 2010 @20:21

a questo punto mi viene da pensare che i volti seri, ieratici,scolpiti nel marmo appartengono alla nostra cultura partendo dall'arte ellenica ai giorni nostri. Il sarcofago di Vetulonia (sarà quello citato?) non pi piace affatto. Hanno un sorrisetto i due sposi.. come dire? ambiguo.. Scusa Lisa i troppi puntini.

LISA | Mercoledì, 3 novembre 2010 @17:54

Aggiungo, oltre ai Budda orientali, le misteriose ed enormi facce khmer sorridenti che ho visto scolpite nella pietra ad Angkor Wat, in Cambogia. http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bayon_Angkor_in_Cambodia_001.JPG

E anch'io non ricordavo il Sarcofago degli Sposi, romantico coniugale versione etrusca:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sarcofago_degli_Sposi

Anonima per prudenza | Mercoledì, 3 novembre 2010 @17:48

Ma è vero. Claudia!! non pensavo né all'arte orientale né a quella etrusca. e nemmeno alle statuette votive: però nemmeno la Venere di Prassitele è sorridente. Grazie per avermi ricordato il sarcofago degli sposi.

claudia mdg | Mercoledì, 3 novembre 2010 @16:25

Anonima, non sono un'esperta, ma mi sembra che in oriente le statue sorridenti siano frequenti (mi vengono in mente le statue di Buddha); da noi ci sono statue dai sorrisi lontani e misteriosi, i kouroi e le korai, statuette votive di fanciulli e fanciulle della Grecia arcaica http://www.diavlos.gr/samos/kuros.html . Un altro bellissimo sorriso è quello dei due sposi etruschi del sarcofago degli sposi.

Anonima per prudenza | Mercoledì, 3 novembre 2010 @14:44

E' vero, le statue, per antonomasia, sono solenni, maestose, serie.Lo sguardo perso nel vuoto. Mai v isto una col sorriso stampato sulla faccia. anche Paolina Buonaparte, scolpita da chi tutti sanno, non sorrideva: Le Tre Grazie? questo non lo so. So per certo che tutti, dico tutti i personaggi che ho potuto ammirarei Immortalati nel marmo, sono seri, anzi, serissimi. Forse tra le lettrici di Lisa ci sarà un'esperta in materia: Sarebbe bello leggere un suo commento.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.