Lisa Corva

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Una sciarpa rossa.

Martedì, 9 novembre 2010 @07:48

"C’è sempre qualcosa che si può fare con il dolore.
Tua madre lavora a maglia.
Fa sciarpe in tutte le tinte di rosso.
Erano per Natale, e ti hanno tenuto al caldo
mentre lei si risposava
e poi divorziava
e si risposava
e ti portava con sé."

(Louise Glück)

Una sciarpa, certo: per avvolgersi nella consolazione. O almeno, provarci.

(Questi versi sono tratti da "Love poem" della poetessa americana Louise Glück. La traduzione è mia. E c'era davvero qualcosa di consolatorio nel lavorare a maglia, vero?)

28 commenti

Cristina | Giovedì, 11 novembre 2010 @08:36

Arrivo tardi...
ma ci sono. A volte i miei passi sono silenziosi. Mi piace smarrirmi dentro un paesaggio, disperdere i confini. Sentire ... con l'anima più che con le orecchie.
Ogni volta che passo di qui mi sembra di entrare in un quadro mai del tutto finito.
Cambiano di posto, s'intrecciano e si confondono i colori, le sfumature.
Scandiscono le ore.
Bagnano le parole.
E' una sensazione avvolgente. Come trovare un riparo di fortuna, nel bel mezzo di un temporale.
Mi chiedevi di me Lisa...
34 anni tra pochi giorni. Una cittadina della provincia di Venezia, il luogo dal quale ti leggo.
A proposito, mi mancano ancora le parole di oggi...
Un sorriso e buona giornata a tutti!

LISA | Giovedì, 11 novembre 2010 @07:55

CIGNORIFLESSIVO: sì, "il coraggio di abbandonarsi all'amore". Tre parole bellissime: il coraggio, l'abbandono, l'amore. Quasi una poesia, invece è la vita.

cignoriflessivo | Mercoledì, 10 novembre 2010 @15:55

E' la storia dell'amore della mia vita, incontrato appena 18enne. Di anni trascorsi insieme a scambiarci l'anima, nella piena libertà di diventare ognuno ciò che è. Di un viaggio per scappare lontano da un qualcosa tanto grande da riempirti la vita e da non farti desiderare altro, tanto grande e importante da far paura, troppo presto, troppo piccola, da far venire il panico e scappare, per dimostrare a se stessi che la vita è anche senza di lui...una storia in cui improvvisamente si è introdotto il fascino di un altro uomo...e del ritorno da lui, incontrato di nuovo, sempre uguale eppur così diverso... E' la storia della scoperta di una nuova me, consapevole che abbandonarsi all'amore è il più grande atto di coraggio, che rende maledettamente vulnerabili.

Giusy | Mercoledì, 10 novembre 2010 @14:41

Ottima idea, Lisa, ma tanto non misuro più la mia " altezza serenissima"...Tra l'ernia discale e l'età, preferisco pensare al mio 1,6o d'antan e alla statura di Elizabeth Taylor e adesso devo scappare...

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @14:28

Io, GIUSY, preferisco dire che sono alta come Sarah Jessica Parker. (Non tutti sanno che è 1.60 preciso preciso, ma sembra più alta, vero? E' la magia glam cheap di Hollywood).

Giusy | Mercoledì, 10 novembre 2010 @13:36

Oddio, perché non rileggo subito ciò che ho scritto? eviterei strafalcioni. Approfitto dell'occasione per dirti: W le 1,60enni anche quelle d'antan, come la scrivente. Le parole consolatorie della mia mamma, dall'alto del suo 1,70 e passa erano queste: "la piccola botte contiene buon vino" Era famosa per il suo tatto!

Giusy | Mercoledì, 10 novembre 2010 @13:30

Lisa, mi è piaciuto il profilo che ti ha disegnato Cristina. ho provato un'emozione strana, ho pesnsato alla tua città natale dai tanti colori, sfumature e contrasti nella quale i triestini sembrano specchiarsi.
Questa è la stagione del sommaco che prende fuoco tra le pietre del Carso, a due passi dal mare.
Penso che questa tua lettrice sia davvero speciale.

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @12:00

Uh, CIGNORIFLESSIVO, ti prego raccontami la storia di quel biglietto aereo! Qui nel mio altrove piove e ho proprio bisogno di una storia.

cignoriflessivo | Mercoledì, 10 novembre 2010 @10:52

Ingegneria gestionale a Napoli. I tuoi ritagli erano anche nel mio libretto universitario...insieme ad un biglietto del concerto di Lorenzo Jovanotti e ad un biglietto aereo di sola andata...a cui è seguito un ritorno. :) Buona giornata!

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @08:58

Infine, FRANCESCA, ieri sera ho detto al Consorte che quantomeno mi dovrebbe chiamare anche lui "piccola fata". Penso che si sia convinto soprattutto del "piccola", essendo io alta, anzi bassa, 1,60.

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @08:55

ANTONELLA: mi piace tantissimo essere sulla tua bacheca in ufficio! Ed essere lì con voi a bere un caffè. CIGNORIFLESSIVO: e mi piace essere anche sparsa tra i tuoi libri... Cosa studiavi all'università?

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @08:52

Mi hai fatto ridere, o forse rabbrividire, FIORENZA, con le "tricoteuses": le francesi rivoluzionarie che sferruzzavano aspettando che calasse la ghigliottina sugli aristocratici! Penso invece a quanto lavorare a maglia può essere antidepressivo: le struggenti presine all'uncinetto di una donna rimasta sola, CLAUDIA MDG; la tua coperta lavorata all'uncinetto, LELE. Perché "c'è sempre qualcosa che si può fare con il dolore". E spero che la coperta ti sappia abbracciare e scaldare.

LISA | Mercoledì, 10 novembre 2010 @08:43

Mi è piaciuto tantissimo vedere come si sono intrecciati i fili delle poesie e delle nostre vite, ieri. Mi piace molto, SIMONE RED, pensare che per qualche magica coincidenza anche il tuo status di Fb fosse una sciarpa: "Giri di sciarpa protettrice. Il mio autunno". Il tuo autunno, il nostro autunno, avvolto in una sciarpa. (Ma hai voglia di raccontarmi qualcosa in più di te? Ad esempio, quanti anni hai e di che colore è la tua sciarpa?). Mi piace, CRISTINA, pensare che il blog sia "un tappeto di silenzi e stagioni", come scrivi tu (e vorrei tanto sapere qualcosa in più di te, almeno i tuoi anni, e la città in cui mi leggi e tessi il tuo tappeto di vita).

Simona | Martedì, 9 novembre 2010 @23:58

Mia madre mi ha insegnato che quando hai un dolore devi fare, fare, fare per non pensare. Sciarpa rossa? Sciarpa Pasionaria (ne ho tre!). Ciao.

Anonimo | Martedì, 9 novembre 2010 @21:22

Inciampare in emozioni ed attimi
dopo giorni silenziosi, sulla riva delle tue parole, e sentire il desiderio di abitare la sfumatura di un brivido, fermandola.
Lasci tracce nei miei giorni.
La fuggevolezza del tuo passaggio, parte del tuo mistero.
Catturi il mio sguardo.
Ora ruvida, ora dolce, ora malinconica, ora ironica e frizzante.
Sei di mille colori...
Non si trovano ad ogni angolo così tanti colori racchiusi sotto uno stesso cielo!

So che queste righe ti potranno sembrare completamente insensate... ed infatti una ragione per questo messaggio non c'è.
Di fatto non ti conosco... non posso nemmeno inventarmi una bugia e dirti che volevo lasciarti un saluto.
Però, non lo so, in ciò che lasci scritto mi ritrovo... come un filo sperduto nell'ordito di una tappeto di silenzi e di stagioni.

Così, non ho saputo resistere ... e semplicemente volevo dirti grazie. Di tutte quelle sfumature che parlano di vita. Di tutte le emozioni condivise.

Con un sorriso,
Cristina.

fiorenza | Martedì, 9 novembre 2010 @20:32

E brava Mari! forse siamo solo in due a ricordare. D'ora in poi non dimenticherò il tuo felice anniversario.

mari | Martedì, 9 novembre 2010 @20:26

Io mi son sposata il 14 luglio nn a caso...chi se la dimentica la Rivoluzione!!! Belli i versi di oggi, li ho giùà condivisi via facebook.

Fiorenza | Martedì, 9 novembre 2010 @20:15

ebbene, sono una tricoteuse, per carità, non si pensi che abbia sferruzzato sotto la Bastiglia in attesa delle decapitazioni.Eppure la Rivoluzione francese è servita al mondo al di là dei suoi orrori: Liberté Egalité Fraternité. Ce li siamo dimenticati.

Simone RED | Martedì, 9 novembre 2010 @19:33

trovo strabiliante il modo in cui stamattina leggendo il city abbia trovato una poesia che parlava di ciò che invece ho scritto io nel mio status su facebook.
scrissi..Giri di sciarpa protettrice.Il mio autunno.

è così meraviglioso ritrovare ancora pensieri intimi che qualcuno capisce.
buona serata. a domani.

claudia mdg | Martedì, 9 novembre 2010 @18:26

La madre di un amico di mio fratello superò i primi anni di solitudine dopo la morte del marito facendo presine all'uncinetto, presine di tutti i colori, migliaia di presine.

Antonella | Martedì, 9 novembre 2010 @16:53

Ti leggo ogni giorno o su City o sul tuo blog.
Ritaglio le poesie più belle e le appendo sulla bacheca in ufficio: c'è sempre qualcuno che si ferma a leggerle e le commentiamo insieme mentre beviamo il primo caffè della giornata.
Qualcuna rimane lì per tantissimo tempo: es. Alda Merini, P.Neruda e altre meno conosciute ma che esprimono sentimenti.
Grazie dolce Lisa.
Antonella

Correreoltre | Martedì, 9 novembre 2010 @16:19

'C’è sempre qualcosa che si può fare con il dolore.'
Sì, nella vita così è o dovrebbe essere

Francesca | Martedì, 9 novembre 2010 @15:33

Come cignoriflessivo (splendido nickname come quello di artemisia) ti cerco dall'università quando ancora non c'era il tuo nome ed io che cercavo la piccola fata che sceglieva quelle piccole perle su City. Adesso so dove leggerti e sei una miniera di spunti e di emozioni!
Grazie Lisa

Lele | Martedì, 9 novembre 2010 @12:26

Lavoro ad uncinetto una coperta di lana rossa e verde per il natale che si avvicina, tutta a quadri, per avvolgermi dentro e cercare di starci il più possibile e sperando che davvero riesca a consolarmi visto che lui mi ha lasciata per un'altra. Buonagiornata, Lisa.

Sabrina | Martedì, 9 novembre 2010 @11:29

Anch'io mi metto a riordinare, mi taglio i capelli, cerco di trovare ordine in tutto... E' come diceva Susanna Tamaro in "Va' dove ti porta il cuore": la necessità di trovare un centro, quando ci si sente dispersi. Buongiorno a tutti!

cignoriflessivo | Martedì, 9 novembre 2010 @09:39

Lisa, complimenti per il blog. Seguivo la tua rubrica sul city quando andavo all'università, era il primo raggio di sole e di poesia della giornata tra metro, pullman e banchi universitari. Quanti ritagli delle tue riflessioni e stralci di poesie sparsi tra i miei libri! E ora continuo a seguirti qui. Grazie. :) buongiorno a tutti!

cignoriflessivo | Martedì, 9 novembre 2010 @09:35

Quando il dolore mi stringe il cuore e la tristezza mi prende....non so per quale meccanismo mi metto a cucinare. Ricette nuove, buone, che mi diano gusto.

"ArTeMiSiA" | Martedì, 9 novembre 2010 @09:23

Mah, io quando ho bisogno di consolazione mi metto a riordinare...riordinare la camera per riordinare la mente e canalizzare le energie. e tu?Buongiorno!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.