Lisa Corva

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Perché il cachemire è sempre un buon investimento immobiliare.

Mercoledì, 5 gennaio 2011 @09:13

"Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri". Lo disse Coco Chanel e, visto che è lei, potremmo anche crederle. Purtroppo la regina dello chic fu molto fortunata col cachemire e meno in amore, e io, testarda romantica, al cappotto di cachemire preferisco comunque un marito. Ma di sicuro tutte - le sposate, le single e le semi-single, le innamoratissime e le sfidanzate proprio a Capodanno - concordano: con un cappotto di cachemire, ci si sente, comunque vada, molto amate.
Lo posso dire con sicurezza perché possiedo (le ho appena contate) ben tre sciarpone oversize di cachemire, più due plaid da usare in caso d’emergenza: emergenza affettiva, s’intende. Un vero e proprio capitale di morbidezza, accumulato in lunghi anni di meditati (o incontrollati, è lo stesso) acquisti. Fino al cappotto di cachemire consigliato da Coco non ci sono ancora arrivata ma, insomma, c’è tempo; ci vuole tempo, del resto, anche per mettere da parte il budget. Ma, sapete? Non mi sono mai pentita di quello che ho speso in cachemire. Di alcune borse sì; per non parlare delle scarpe. Ma del cachemire, mai. E consiglio, straconsiglio il saggio investimento. Così, se desiderate, fortemente desiderate qualcosa di caldo e voluttuoso, che abbracci senza farsi pregare e senza recriminazioni (a differenza di certi mariti e fidanzati), la soluzione è una sola: shopping. Shopping recessionista, s'intende, magari in saldo.
Ci sono i maglioni a collo alto, i maxicardigan, e gli abiti-cappotto da sfilarsi con una zip e indossare sopra i pantaloni o i leggings. Ci sono giacconi con cappuccio incorporato, e i berretti con guanti ton sur ton...
Come si indossa tutta questa morbidezza? Le celebrities si infilano un maximaglione sopra i jeans ed è fatta, basta abbinare un paio di stivaloni anti-freddo. E in sfilata ho visto grandi sciarpone o plaid drappeggiate sopra una gonna. Dunque è il caso che io esibisca le mie quasi-coperte anche in pubblico, come un maglione, sopra i jeans? Ci ho pensato… Ma, sinceramente, no. Perché ci sono morbidezze che si gustano meglio in privato. E ci sono sciarpe e stole e plaid di cachemire (o almeno in misto cachemire!), che odiano uscire, amano la clandestinità, e ci vogliono abbracciare solo a casa. Ci ricordano certi uomini, ma pazienza. L’importante è affondare completamente in quell’abbraccio, e dimenticare tutto, soprattutto il termometro sotto lo zero.

Questo, più o meno, è un articolo moda che ho scritto per Grazia. Io sono tornata nel mio gelido altrove, dal mio viaggio nella gelida America. Non mi sono mai separata dalla mia sciarpona di cachemire color panna, e mi chiedo, con in mano il prezioso investimento immobiliare: e adesso, come lo lavo? Sempre pericoloso lavare una coperta di Linus.

29 commenti

sara | Martedì, 11 gennaio 2011 @10:10

il cachemire si lava tranquillamente in lavatrice. Io ho solo maglioni di cachemire... viziata :)

LISA | Martedì, 11 gennaio 2011 @09:13

Che bello, NINA, tutti libri-blog! Un filo malinconici, però. Della von Arnim, forse, il mio preferito, oltre a "Un incantevole aprile", è "Il padre". E poi tutti i libri ambientati nel suo giardino...

Nina | Lunedì, 10 gennaio 2011 @11:17

Lisa, ecco la mia lista della spesa: "Lettere di una donna indipendente" e "Colpa d'amore" della Von Arnim, "Notturno ed altre poesie" della Sodergran, "Una canzone che ti strappa il cuore" di O’Connor e "Il vero amore non ha le nocciole" della mia amatissima Francesca Genti.

LISA | Lunedì, 10 gennaio 2011 @10:54

NINA, cosa ti arriva della "nostra" Elizabeth?

Nina | Lunedì, 10 gennaio 2011 @10:21

Lisa, mi hai già regalato alcuni 'libri cashemire' dei quali ti sarò sempre grata, come quello di Grossman. Una delusione di libro la Settima Onda... per fortuna che nel pomeriggio mi arriva "Poesie d'amore per ragazze kamikaze " di Francesca Genti e a giorni due libri di Elisabeth Von Arnim..non vedo l'ora!!!

LISA | Lunedì, 10 gennaio 2011 @09:36

Però NINA, "La settima onda", ovvero il sequel a "Le ho mai raccontato del vento del Nord", di Glattauer, è stata una delusione. L'ho letto solo per vedere come finiva... Di sicuro non un libro-cachemire! Ma vedrai, quest'anno, spero, di libri-cachemire ne arriveranno.

Nina | Domenica, 9 gennaio 2011 @21:19

Ciao Lisa, 'mentre aspetto il tuo ritorno' :-), domani, vero? ho seguito ancora il Vento del Nord iniziando a leggere "La settima onda" di Daniel Glattauer con il risultato, per ora, di avere una grandissima nostalgia di "Che tu sia per me il coltello"...un libro dal quale non riesco a separarmi, come una calda coperta di cachemire. A presto.

Hermione | Sabato, 8 gennaio 2011 @15:18

Semplicemente fantastica questa frase di Coco Chanel!

Giusy | Sabato, 8 gennaio 2011 @13:24

ciao, Mammanarchica, ancora una volta mi sono tanto divertita con il tuo racconto. Non ho coperte di cachemire ma un golfino, SI': l'ho sforacchiato con la sigaretta e rammendato sapientemente con un nonnulla di disperazione. La mia gatta invece ama il gesto "del panettiere" con non pochi danni. Non l'ho raccontato prima, per "pudore"

Sharon | Venerdì, 7 gennaio 2011 @15:43

Ciao Lisa! Che coincidenza, proprio ieri primo giorno di saldi qui a Roma, ho acquistato il mio primo maglioncino 100 % cachemire. Sull' etichetta c'è scritto " Happy Green" anche se a me ricorda più un verde acqua (che da buon nuotatrice agonistica per 10 anni, non posso dimenticare!)
Bèh, credo proprio che renderà "happy" anche le più tristi giornate invernali. :) Un bacione

mammanarchica | Giovedì, 6 gennaio 2011 @22:51

mia madre quando mi trasferii a genova mi regalò un plaid di cachemire pechè anche se genova ha il mare e un clima mite per lei sempre nord rimane
nord e freddo
sono passati 10 anni e il plaid è pieno di buchi
due di sigaretta
gli altri fatti dalla gatta
che presa troppo piccola non si è mai tolta il vizio di ciucciare
ecco io e la gatta sotto la coperta di cachemire ci sentiamo esattamente protette e al sicuro
thks mom!

TheBlowersDaughter | Giovedì, 6 gennaio 2011 @20:37

Brevettiamo brevettiamo, ho come l'impressione che molte donne ci sarebbero (tanto) grate!
Per nome in codice intendi the blower's daughter? É tratto dal titolo di una canzone di Damien Rice, il mio malinconico irlandese preferito.
(http://www.youtube.com/watch?v=5YDdcls5hNw&feature=youtube_gdata_player )

Grazia | Giovedì, 6 gennaio 2011 @16:28

Ciao Lisa e buon anno.
Sto passando le mie vacanze in letargo con indosso una vecchissima maglia di cachemire ormai rovinata ma sempre caldissima.
Io lavo le mie maglie e le sciarpe sempre a mano e le immergo nello Sfeltro (lo trovi al supermercato).
S entro il fruscio delle pagine del nuovo libro e lo aspetto con ansia.
Baci

SiMo | Giovedì, 6 gennaio 2011 @15:11

Una raccolta di poesie, si chiama Hai perso una goccia, pubblicata da Fermenti (e chiedo scusa per l'interruzione pubblicitaria :D). Allora confido nell'affidabilità delle Poste :)

anonima per prudenza | Giovedì, 6 gennaio 2011 @14:58

manca qualcosina: corpo completo di testa, con tanto di cervello..

anonima per prudenza | Giovedì, 6 gennaio 2011 @14:56

Anche a me piace molto l'dea di una tintoria per soli uomini, col corpo dentro. La chiamerei "bidibi bodibi bu" e per insegna, una bella bacchetta magica. La Befana porta via le feste, non le speranze e gli auguri di un Felice e sereno 2011. Vale per tutte voi.

LISA | Giovedì, 6 gennaio 2011 @13:43

Geniale l'idea di una tintoria dove lasciare i signori maschi, e ritirarli smacchiati e stirati. Brevettiamo? Ma intanto, ELISA ovvero TheBlowersDaughter, mi decodifichi il tuo nome in codice?

LISA | Giovedì, 6 gennaio 2011 @13:40

ARIA: parigine di cachemire come una nuvola... Bello, adoro le parigine. Ma, dubbio, staranno su?

LISA | Giovedì, 6 gennaio 2011 @13:39

Ma bene, SiMO! Romanzo? Poesie? Puoi farmelo avere, se vuoi, a mio nome alla redazione di Grazia, Mondadori, Segrate 20090, Milano. Quando passo di lì lo ritiro. Intanto, se vuoi dicci il titolo!

SiMo | Giovedì, 6 gennaio 2011 @12:59

Ciao Lisa, ti seguo da tempo su City, e da circa un anno sul sito. No, non sono uno stalker :) O forse sì, sono uno stalker delle parole, nel senso che, a furia di leggere i tuoi Buongiorno e i tuoi post, mi sono lasciato rapire dalla poesia... e ho finito per scrivere un libro! E insomma, se l'ho scritto (l'hanno pubblicato qualche mese fa) è anche COLPA tua, dei tuoi Buongiorno, dei tuoi post, che mi hanno ispirato, emozionato, coinvolto, stupito. E ri-insomma, mi piacerebbe farti avere questo libro, "fisicamente" o via mail (un libro in pdf non è il massimo, ma si fa quel che si può), per farti vedere ciò che a tua insaputa hai contribuito a creare. E' possibile in qualche modo?

Un abbraccio virtuale e un enorme grazie reale

Aria | Giovedì, 6 gennaio 2011 @09:41

Oh si, il cachemire è un investimento perfetto, qualche volta pure più dei diamanti. Col tempo migliora, soprattutto i maglioni: prendono la forma di chi li indossa e un pò lisi sono ancora più chic. Un cappotto di cachemire dura una vita (ma attenti alle tarme che ne vanno ghiotte) e anche di più, dato che si può lasciare in eredità a una figlia/nipote/amica. Però io quest'anno più del cappotto, desidero delle parigine di cachemire, per sentire piedi e gambe avvolti da una nuvola...

TheBlowersDaughter | Giovedì, 6 gennaio 2011 @08:58

A volte porterei in tintoria anche gli uomini, per lavargli via quell'arroganza mista a maschilismo che troppo spesso sfoggiano (un po' come la tua sciarpa di cachemire usata male). Andare a ritirirarli più ammorbiditi e meno macchiati (sia di vestiti sia di cervello) sarebbe più entusiasmante di qualsiasi cappotto "cachemiroso".

Bene, ora mi preparo per uscire, ho un cappotto da andare a comprare e un uomo, macchiato, da sopportare!
Elisa (Z. ;-)

LISA | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @18:46

Sapessi, GIUSY: a volte lascerei in tintoria anche me stessa.

Giusy | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @14:52

Ma sì Lisa, la tintoria!! te lo consiglia una Casalinga Vera, una vera "Terminator" dei capi che contano. E pensare che un po' di esperienza dovrei averla accumulata.

LISA | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @13:43

FAN N° ONE: il mio nuovo libro sarà collezione estate o inverno? Ah, saperlo...

LISA | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @13:42

Da vera casalinga solo telematica stavo vigliaccamente pensando alla tintoria.

Anonimo | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @13:33

lavalo con lo shampo per capeli, a mano...

La Fan n°one | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @12:28

Ciao Autrice, ho letto d'un fiato gli ultimi tuoi tre pezzi per Grazia e come al solito mi hanno molto divertita. Cachemire: a Natale ho ricevuto una sciarpona nella quale avvolgermi in casa durante l'ora di lettura vacanziera. Ma per leggere il tuo nuovo libro cosa dovremo indossare? Cachemire o lino? ;-)))

flo | Mercoledì, 5 gennaio 2011 @11:44

bellissimo testo. secondo me dobresti lavarla a mano, acqua fredda, woolite, non strozzandola ma come chi ti lava i capelli e poi appoggiarla su un asciugamano stesso su un stendino vicino a una fonte di calore. ciao lisa buon anno!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.