Lisa Corva

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No, non voglio diventare una trolley girl!

Martedì, 23 agosto 2011 @09:26

C’è una cosa che invidio a zia Mame, la deliziosa, capricciosa, superchic zia anni Trenta che ho ritrovato adesso nelle sue nuove avventure, "Intorno al mondo con zia Mame" (pubblicate appena in tempo per le letture estive da Adelphi, e meno male). C’è una cosa, dunque, che le invidio, anzi sei o sette: le valigie con cui viaggia intorno al mondo, con il riluttante, simpatico e viziato nipote. Un paio sono di coccodrillo, che in caso di viaggio a bordo di uno yacht vanno messe in cabina; le altre, bauli o borse di tela, nella stiva, per favore. Valigie fondamentali nella vita di una signora chic, che la precedono sempre, anche quando tenta di andare in Rolls Royce (con autista) persino nella Russia comunista: ma lì l’autore, l’esilarante Patrick Dennis, le concede un solo bagaglio per la surreale comune agricola. Peccato che sia un baule fatto su misura da Gilmore (una specie di Vuitton americano, che forniva ai ricchi clienti valigie degne del Titanic), e per di più "ben protetto da una copertura di tela cerata, decorata dalle etichette degli hotel di lusso d’ogni parte del mondo". Che dire? Beata lei. Non so come se la caverebbe oggi, zia Mame, dovendo stivare tutto in un trolley. E trascinarselo, per di più. Io, che non sono zia Mame, non vivo negli anni Trenta, e soprattutto non ho una Rolls Royce con autista a disposizione, sono però testarda, e continuo a non dotarmi di valigia-con-rotelle. Sono così brutte! Così poco chic! (E così comode, lo so).
E’ che spero sempre di trovare qualcuno che me lo porti, il mio borsone pesantissimo, quando non viaggio con Consorte che si trasforma in riluttante sherpa. Zia Mame, beata lei, troverebbe di sicuro un aitante ammiratore-sherpa anche nel deserto, dove peraltro si presenta così agghindata, per una gita sul Nilo: "Sahariana di lino bianco, gonna pantalone, stivali e casco coloniale avvolto in trenta metri circa di chiffon arancio. L’effetto era devastante: una via di mezzo fra l’avventuriera e la diva del muto". Completa il look un frustino da amazzone, eppure non le basterà per farsi obbedire dalla cammella Fatima, e si perderà nel deserto, lei e i trenta metri di chiffon.
No, decisamente non ce la vedo con un trolley. E quindi mi consolo, io che al trolley non mi voglio convertire, e trascino la mia valigia/sacca/borsone per areoporti e scale mobili, sognando un autista con Rolls Royce.

Per chi ama Zia Mame, e quel sense of humor meravigliosamente vintage, due consigli di lettura, anzi tre: "Diario di una lady di provincia", di E.M. Delafield e "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew" di Winifred Watson, entrambi Neri Pozza; e "La signora Harris", Paul Gallico, Frassinelli. Come direbbe zia Mame, j’adore!

A proposito, cliccate qui per altri post di moda!


18 commenti

annetta | Venerdì, 26 agosto 2011 @09:56

@LISA, ref trolley: io e le mie amiche abbiamo decretato che il trolley fa parte di quella parte dei diritti dell'uomo che vengono acquisiti dopo i 40 anni :-)) Banditi zaini e borsoni, che faranno anche molto Globetrotter ma ti garantiscono il colpo della strega per la prima settimana di vacanza. Un piccolo suggerimento per far pace con il trolley in mancanza di "personal sherpa": vuoi mettere il portamento di una signora che accompagna delicatamente il suo trolley al check in ondeggiando su tacco 10, e quello di un'altra che si carica il borsone in spalla e arranca sudata all'accettazione per sentirsi dire che deve imbarcarlo dall'altra parte dell'aeroporto perchè si tratta di un "bagaglio speciale" :-)))) Personalmente..."ho già dato"... :-)))Buona giornata!

LISA | Giovedì, 25 agosto 2011 @16:06

ANNETTA: mi sono ben guardata dal leggere l'epistolario di Simone de Beauvoir; ho leggiucchiato solo le frasi che l'amica aveva sottolineato. Ma ho riletto il capitolo dei "Mandarini" dove racconta del suo amore per Nelson Algren e, per la prima volta in vita mia, mi sono interrogata sul perché del suo turbante. Un modo chic per risolvere il problema molto anni Cinquanta di "non sono andata dal parrucchiere"? Aiuto, come si vede che sono diventata, malgré moi, una giornalista fintoglam. A vent'anni non me lo sarei mai chiesto.

annetta | Giovedì, 25 agosto 2011 @15:19

@giusi, ricevuto :) risposta in arrivo by return...
Anch'io sono assai incuriosita dall'epistolario di Simone de Beauvoir ma mi domando: dove mai troverò il tempo e l'energia di leggere tutte le chicche che ci propone Lisa? Ahime...e ci spostano pure la pensione a 65 anni...ce la potrò mai fare?? SIGH :-((

Giusy d'a. | Giovedì, 25 agosto 2011 @10:51

ma sì! un po' di leggerezza non guasta. sono d'accordo con Annetta che spero abbia ricevuto la mia mail, se le onde elettromagnetiche hanno fatto il loro dovere.
Mi è piaciuto il triplo salto moolto acrobatico di Lisa, quindi mi sono tuffata nel viola del suo blog "globish" ma con il mio survival level mi ci sono volute due attente riletture: ne valeva la pena. Ho avuto l'impressione che su quell'isoletta incantata aleggi un'atmosfera romantica...l'esistenzialismo lo si lascia alla letteratura, nevvero? Attendo le altre puntate con un certo interesse.

LISA | Mercoledì, 24 agosto 2011 @18:12

ANNETTA e CRISTINA: faccio un salto triplo, e passo da zia Mame in abiti anni Trenta, al turbante anni Cinquanta di Simone de Beauvoir. Ma lo trovate solo sulla parte globish del blog. Invece della Friday Poetry, un post di... Bookish Wednesday? Seguiranno altre puntate, in English only! Se il vocabolario regge. Per i miei lettori globish (e non solo).

annetta | Mercoledì, 24 agosto 2011 @16:08

@cristina - Mamma mia..che livore esagerato... alla fine zia Mame è solo un innocuo personaggio letterario-cinematografico creato da una brillante penna e messo in scena da un'altrettanto brillante attrice per farci sorridere e sognare un pochino:-)). Lo sappiamo bene tutte che nessuna di noi va al lavoro la mattina su tram affollati e puzzolenti con sciarpe di chiffon e pigiama palazzo...Ma se anche ci ritagliamo qualche momento per disquisire di frivolezze tra donne che male c'è suvvia??? Un pò di leggerezza...

LISA | Mercoledì, 24 agosto 2011 @09:38

CRISTINA: snob, certo, è il suo bello! Ma molto lontana dall'essere una zitella, la nostra amata/odiata zia Mame...

Cristina | Mercoledì, 24 agosto 2011 @07:07

Che orticaria questa Zia Mame!
Puzza di snobismo, tra l'altro malcelato dietro quella tanto recensita e decantata ironia che io - incapace di scindere l'insieme - trovo soltanto irrimediabilmente irritante.
Così, se mi soffermo un attimo in più non vedo che fregnacce.
L'odore acre di una vecchia zitella imbellettata completamente fuori tempo massimo. Nonché la vuota superficie di un mondo lontanissimo da quella che è la realtà - molto meno glamour - delle donne che affollano autobus, tram, uffici e stanze accaldate e disordinate.
Lo sproloquio borghese così ben dissacrato dalla penna di Jane Austen.
Snobismo. O lo si ama o lo si odia.

elvira seminara | Martedì, 23 agosto 2011 @18:22

Chi non è afflitto dall'increscioso (ma crescente) dilemma tra bagaglio minimal e baule da viaggio ? Scelta sentimentale, ma soprattutto muscolare. Delizioso pezzo, Lisa...Sapessi quante cose vorrei aggiungere qui, ma poi si rompono le serrature ! un grande abbraccio. E buon viaggio sempre !
elvira seminara

anna maria | Martedì, 23 agosto 2011 @17:18

nonostante la terribile afa milanese....nell'unico pomeriggio libero ...visita alla feltrinelli e ovviamente all'esselunga

Simona | Martedì, 23 agosto 2011 @16:22

Ma Lisa, non sapevi che nei primi anni 2000 le "trolley-girls" erano le ragazze che andavano in Costa Smeralda alla corte di un ex parrucchiere impelagato con l'Arcore-sex gate? In quel periodo leggevo "Chi" .... non uccidermi! ;-)

smilla | Martedì, 23 agosto 2011 @12:22

amo zia Mame!

maria | Martedì, 23 agosto 2011 @11:52

allora sei tu la fortunata??????????
magari a Natale invece del trolley ti regala un viaggio all inclusive.............

LISA | Martedì, 23 agosto 2011 @11:41

MARIA: felice direi proprio di no. Dici che a Natale mi regala un trolley? VALENTINA: a 3000 metri, sul bordo del precipizio e della paura, insieme. Una bella immagine di tutto quello che è l'amore e la fiducia. (Anche se non posso fare a meno di pensare a come si sarebbe vestita zia Mame!). MIRCEA: un unico coup de coeur, anni fa, per un trolley con foglie colorate e stilizzate della londinese Orla Kiely; ma alla fine ho rinunciato. Forse non era vero amore...

maria | Martedì, 23 agosto 2011 @11:11

Ma scusa il tuo Consorte è felice di essere considerato un "SHERPA"
da te? Se si sei proprio fortunata il mio mi avrebbe già ribaltata

ps.
magari stavolta mi degni di una risposta......grazie

valentina | Martedì, 23 agosto 2011 @10:20

e ...Lisa...bentornata !!!

valentina | Martedì, 23 agosto 2011 @10:19

la mia valigia di questi mesi è stato lo zaino da escursione, bello pesante, pieno di polvere e sudore, di frutta secca e scorte d'acqua che finiscono troppo presto, di 'paninisoletta' che non si mangiano. E, soprattutto, il mio compagno di banco dell'Università che mi bacchetta su come respirare, camminare, che mi segue passo dopo passo, senza perdere la pazienza, anzi, sorridendo ancora, dopo tanti anni, della mia gelosia, dei miei finti, affettuosi moti di stizza, che mi porta a quasi 3000 metri, sul precipizio, ad affrontare la paura, qulla profonda, atavica e le delusioni...

Mircea | Martedì, 23 agosto 2011 @09:41

Ciao Lisa, ti assicuro che ne fanno di bellissimi: molto simili ai bauli d'antan e chiccosissimi!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.