Lisa Corva

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Perché le scarpe-tortura sono come gli uomini: quelle sbagliate a volte sono quelle giuste.

Domenica, 26 febbraio 2012 @20:01

Da vera giornalista fintoglam, le scarpe di stagione, in genere, le vedo solo in foto. Al massimo, svetrinando, esattamente come fate voi. Peccato, perché mi sarei divertita a provare (per poi magari inciampare) i sandali vertiginosi di primavera che abbiamo pubblicato su Grazia. Piccolo particolare: sono tutti con il tacco. Stiletto, zeppa, plateau… Certo, sono poi i dettagli che ci fanno innamorare: con le scarpe è sempre colpo di fulmine, si sa. E quindi, magari, i dettagli rombanti delle scarpe Prada ispirate alle macchine anni Cinquanta (però a me non convincono le scarpe-fumetto), o certi improbabili pizzi neri a contrasto con il blu e l’azzurro, o ancora zeppe altissime magari in legno, cinturini che stringono vezzosamente la caviglia. Ma sempre con tacco vertiginoso… Eppure, come sottolinea Roberta Rossi in "A lezione di tacchi" (Sonzogno), il "tacco amico" è quello che non supera i 7 centimetri!
Michael Kors, stilista americano forse un po’ sadico, o semplicemente spiritoso, riassume così: "Ogni volta che una donna mi chiede quanto alti devono essere i tacchi, rispondo così: dipende da te. Se riesci a resistere due ore senza prendere un antidolorifico, allora vanno bene". Cito da "The Style Strategy", la guida moda dell’americana Nina Garcia (De Agostini), con le illustrazioni happy di Ruben Toledo. Nina Garcia ovviamente approva i tacchi a spillo, giudicati "indispensabili per i cocktail party, anzi per ogni tipo di party". Ma fa di più: mette le scarpe vertiginose, preferibilmente decolleté, nel suo personale elenco di "must" che ogni donna dovrebbe avere nel guardaroba. Insieme a un trench, una camicia bianca da uomo, un tubino nero, un maglioncino o dolcevita di cachemire, una borsa grande (anche se non è una it-bag, basta che sia grande), un paio di jeans. Per fortuna mette anche le ballerine… E in ogni caso, saggiamente consiglia: "Che ci crediate o no, anche un paio di tacchi a spillo può essere comodo; relativamente parlando, s’intende. I segreti sono la punta (non troppo stretta), l’ampiezza del tacco (non troppo sottile), e il collo del piede (che dev’essere pienamente sostenuto dalla suola: da evitare spazi vuoti). Un lieve plateau sul davanti è favoloso, ma non esagerate… Nulla rovina una festa più di una visita al pronto soccorso".
Forse, allora, è a quello che servono tutte le stringhe e cinturini che fermano il piede sulla caviglia, nei nuovi sandali di primavera? Un po’ fetish, certo, ma anche una saggia "cintura di sicurezza" per equilibriste e fashioniste. O forse la spiegazione è un'altra?
Perché, cito sempre "A lezione di tacchi", sono queste le vere "scarpe-tortura". E quando le indossi, hai tutto il tempo di meditare sui piaceri della schiavitù modaiola. e magari anche sentimentale. Già: "Ci sono modelli con tre tipi di fibbie che chiudono la caviglia. Complicate, proprio come i sentimenti. Un vero amore dev’essere audace, spericolato, passare anche attraverso qualche sofferenza. E poi il tormento, l’attesa, il brivido. Così l’uomo sbagliato alla fine può rivelarsi quello giusto. E quello perfetto può essere, alla fine, una totale delusione. Quindi, tanto vale provare a indossare anche le scarpe-tortura. Se piacciono, naturalmente".


4 commenti

LISA | Martedì, 28 febbraio 2012 @08:00

1.67: ma non dimentichiamo che per amore ci si converte anche alle ballerine, vedi Carla Bruni (1.76) che da quando è accanto a Sarkozy (1.65, pare) cammina sempre rasoterra.

Lady Chatterley | Lunedì, 27 febbraio 2012 @19:48

Basso, magari nel tuo 1.67 compresa la testa contieni più cervello di tanti altri e alti. ho amiche altissime innamorate perse di uomini bassi. La statura in certi casi è poco importante. non odiare i tacchi, ammirali e considerali come arma di seduzione. Ciao

basso 1.67 | Lunedì, 27 febbraio 2012 @18:25

odio e maledico colui o colei che nella notte dei tempi inventò i TACCHI per le donne! per l' uomo italiano medio non c'è più speranza...nn sapete che imbarazzo presentarsi a una sconosciuta che sia bella o brutta, che ti guarda dall' alto in basso :-(((

una a caso | Lunedì, 27 febbraio 2012 @08:24

non è giusto che non provi la tortura di queste scarpe ,almeno una , ma la descrivi soltanto buongiono

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.