Lisa Corva

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E’ bello, vedere l’aria felice.

Lunedì, 3 settembre 2012 @09:37

"Fatema, la bambina rom, ha scritto:
è bello,
vedere l’aria felice".
(Chandra Livia Candiani)
L’aria è nuova, fresca delle promesse dell’autunno. Senza rimpianti. Respiro. Ricomincio da quest’aria che sa di felicità, dallo sguardo di un bambino.

II Buongiorno di oggi è tratto dall’antologia "Nuovi poeti italiani", Einaudi, tutte voci di poetesse. In questa fine di un'afosa estate, io che come sapete non ho figli, purtroppo - è anche per questo che ho scritto il mio primo libro, "Confessioni di un'aspirante madre" - ho passato una settimana con una cara amica, mamma single e molto zen, e la sua bambina, che ha quasi tre anni: mi sono ritrovata a guardare e scoprire il mondo insieme a lei, partendo da una confezione di bolle di sapone che mi è rimasta in borsa. L'aria felice. Quella che vedono forse solo i bambini, certi saggi (o un po' matti, che poi è la stessa cosa) anziani, e chi si è appena innamorato. Ma forse dovremmo imparare anche noi.

3 commenti

Disamorata | Lunedì, 3 settembre 2012 @17:27

Sono qui davanti al computer, oggi primo giorno di lavoro, mi sono consolata con la lettura del tuo racconto viola… e ho pianto… vorrei essere la ragazza della Polaroid.

cancellami | Lunedì, 3 settembre 2012 @09:52

è bello AVERE l'aria felice

Francesca | Lunedì, 3 settembre 2012 @09:47

Respiro. Senza rimpianti. Spartiti nuovi nella mia borsa ma anche cantare di nuovo solo alcuni di quelli vecchi, altri non li voglio nemmeno più sfogliare.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.