Lisa Corva

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Lezione di chic: come i francesi portano la sciarpa.

Martedì, 1 dicembre 2009 @08:25

"Mi stava mandando un messaggio, mi stava avvertendo di non commettere gli stessi suoi errori. In un gesto di straordinaria generosità, mi stava dando un altro regalo che a lei era stato negato: il permesso di sfidarla".
(Ruth Reichl)
Il permesso di sfidarla, l’incoraggiamento a diventare altro: il più bel regalo, la più bella eredità, forse, che una madre possa lasciarci.

(Ruth Reichl, che avete letto anche nel Buongiorno del 21 settembre e del 7 ottobre, è un’americana che scrive, brillantemente, di cibo e ricette. Ma l’ultimo suo libro uscito non parla di cucina: parla di sua madre. "Mai come mia madre", pubblicato da Ponte alle Grazie. Un piccolo libro potente)

La conferenza, in una vera aula universitaria ad anfiteatro, è stata molto divertente. Almeno per me. Spero di non avere troppo stordito gli studenti francesi – ho anche letto qualche pezzettino di Glam Cheap, ho raccontato delle mie disavventure standing alle sfilate, e il serissimo professore che mi presentava rideva accanto a me – e alla fine, visto che nessuno faceva domande, li ho interrogati io. Sull’Italia, su borse e su scarpe… Una studentessa molto carina, che ha vissuto un anno a Roma, ha spiegato che lei in effetti scarpe e borse le compra lì, al mercato in Italia, cercando tra i resti delle passate collezioni; e i francesi, che al mercato comprano solo i (meravigliosi) formaggi, erano sbigottiti. Un’altra ragazza che ha vissuto a Firenze mi ha detto: "Però ho sempre l’impressione che le ragazze italiane si sentano carine e seducenti solo se indossano qualcosa di firmato…". Vero. Ed è esattamente quello che non mi piace del diktat glam cheap, sempre più dittatoriale.
A proposito di moda: vogliamo parlare di come i francesi portano la sciarpa? Il massimo dello chic. Le ragazze hanno grandi sciarpone tricottate avvolte attorno al collo; i ragazzi, e soprattutto certi uomini che ho visto per strada a Parigi (eh sì, confesso: non guardo solo le vetrine o le facciate delle chiese), portano una sciarpa leggera, di cachemire o anche seta, con un nodo morbido e assolutamente inimitabile, un po’ come le indiane quando indossano il sari. Ero incantata. E il tutto senza neppure un logo! Altro che glam cheap.
E dopo, una pausa vieille France: il professore che mi ha invitato a tenere la conferenza mi ha portato in una vecchia pâtisserie, proprio davanti alla cattedrale, dove ho bevuto del tè alla cannella e alla scorza d'arancio (qui a Tours c'è la classica pioggerellina francese che ti entra nelle ossa) e un macro "macaron au chocolat" che mi si scioglieva in bocca. Li conoscete? I dolci francesi tondi e friabili, fatti di mandorle in polvere e bianchi d'uovo? Perfetti contro la maliconia delle serate di pioggia...

11 commenti

Lino | Martedì, 15 dicembre 2009 @12:06

Ti leggo quasi tutte le mattine ma solo oggi ho visitato la tua anima attraverso il tuo pensiero. E' una sorpresa per me averti incontrata nella quarta dimensione dell'etere. Sento un'aria di primavera nonostrante il freddo di Roma. Un sorriso per te!

LISA | Domenica, 6 dicembre 2009 @10:32

Per JULIE: bello questo intervento sulla sciarpa chic. (E vero). Ma adesso, care studentesse di Tours, spero proprio che incontrerete Stella glam cheap. Sarei così orgogliosa se leggeste il mio libro! Non potrei, ehm, diventare materia d'esame?

Julie | Giovedì, 3 dicembre 2009 @15:54

Sono una delle fortunate studentesse di Tours. Prima di tutto volevo ringraziarLa per la conferenza (ed è vero che siamo timidi). Poi voglio rispondere a Marina: in nessun paese si parla di accessori o nemmeno di moda nelle provincie. Come ho vissuto a Roma, ho avuto l'opportunità di confrontare la moda e l'attegiamento della gente per la loro apparenza. A Parigi c'è una ricerca di essere ben'vestito diciamo "chic" e di rendersi originale con degli accessori (tipo la sciarpa o i gioielli etnici), infatti la sciarpa è un accessorio ma non solo, ci riscalda, ci rassicura, sente il profumo, l'abbiamo scelta per la sua dolcezza, i suoi colori.Si porta con una negligenza ricercata, butata sulle spalle intorno al collo, per fare finta di essere un oggetto banale che invece è indispensabile. è diverso a roma, la sciarpa riscalda sopratutto se è firmata, si mette in evidenza la marca e se la tiene non come un accessorio ma come un oggetto di valore (parlo di prezzo non di sentimenti) è un peccato pero.

Mercédès | Giovedì, 3 dicembre 2009 @15:24

Grazie, Lisa! :D E' troppo gentile...

LISA | Mercoledì, 2 dicembre 2009 @21:54

MERCEDES, che carino che sei passata qui... E complimenti per l'italiano! Si vede che le granite e i gelati di Catania fanno bene anche alla grammatica e al vocabolario. (Scherzo, scherzo: ma non troppo!).

Marina | Mercoledì, 2 dicembre 2009 @19:59

no qs film non l' ho ancora visto ma giu' al nord e' uscito in italia, l' ho visto pure su sky e' veramnte carino...

Mercédès | Mercoledì, 2 dicembre 2009 @11:55

Non si preoccupi, ne siamo rimasti vivi! Ora, mi spiego... Sono una di queste ragazze che indossavano una sciarpa pero' la mia non era di lana come quella della mia amica... No, era solo una sciarpa nera, di tela, non poteva essere più "semplice"... Ma non lo so se abbiamo un modo proprio nostro d'indossare la sciarpa... Credo che dipenda dalla gente! Comunque... Le ripetto, è andata benissimo questa conferenza, mi è piaciuta tanto! Era molto interessante, Lei era divertente, simpatica... No, davvero! Per quanto riguarda il fatto che non abbiamo fatto delle domande, che non abbiamo parlato molto, è solo che siamo un po' timidi tutti... ;) Ma, almeno, quando ha chiesto se eravamo già stati in Italia, Le ho risposto, potevo fare finta di non esserci stata mai... Come l'ho detto, il mio soggiorno a Catania è stato bellissimo! Ma non solo, quando sono andata a Verona, a Venezia, a Napoli e tutte le altre città che ho visto, poi, in Sicilia, mi son detto: "Mamma, ma che meraviglia!!!"... Mi piace il mio paese ma devo dire che l'Italia è troppo bella, l'amo!!! Buongiorno ed a presto!

LISA | Mercoledì, 2 dicembre 2009 @08:59

Per MIRIAM ROSEGIALLE: no, i prodotti di Crabtree & Evelyn, che una volta mi piacevano, non mi convincono più, come quelli di Body Shop. Ti faccio fare un piccolo giro del mondo con prodotti alla rosa che mi piacciono e che dovrebbero essere abbastanza facili da trovare, se non altro on line: Francia, la crema alla rosa dell'Occitane; America, quella di Kiehl's; e infine Inghillterra, l'olio da bagno Jo Malone "Red Roses", fatto con sette tipi diversi di rose, voluttà pura. Per MARINA: su molti dei tuoi capitoli sono d'accordo. Soprattutto per quello che riguarda i parigini (faccio un'eccezione per il mio amico, che il Consorte guarda sempre stupito, dicendo: è il parigino più gentile che conosco, sottintendendo: l'unico). Ed è vero che c'è la Francia, e poi c'è Parigi; ma è anche vero che oltre ai macarons adoro, assolutamente, la Tarte Tatin che ti si scioglie in bocca. Il film no, non l'ho visto, sono in arretrato di cinema... Ho letto critiche entusiaste de "La famille Wolberg", di una giovane regista francese. L'hai visto?

Marina | Mercoledì, 2 dicembre 2009 @00:06

Allora qui mi apri vari capitoli. I francesi, premetto li adoro, ma soprattutto adoro la Francia, e' un paese bellissimo e pieno di colori. Detto qs dire Francia e' come dire Italia, c'e' Francia e Francia, come francesi e francesi. I parigini sono come noi romani: pieni di boria, convinti di vivere nella citta' piu' bella del mondo (che non e' vero perche' la citta' piu' bella del mondo e' Roma...), sono piu' gentili di noi romani ma molto piu' freddi. Ma come noi romani i veri parigini sono pochi, sono un misto di tanta gente che viene da altre parti e vive li'. Si vestono bene, ma solo a Parigi. Per il resto la francia e' cafona, la provincia francese nella media e' sciatta e senza gusto, nel vestire perlomeno. Diciamo che rispetto a noi trovi ql vestiti bene, ma bene, originali ma anche ql coi calzini bianchi o la cravatta gialla, non so se mi spiego...Della fissa della griffe di noi italiani un po' e' vero, pero' noi nella media siamo piu' belli, piu' fascinosi, cioe meno cafoncelli via, sempre guardando alla media delle persone. Fatti un giretto in Alsazia Lisa, o nel povero e depresso nord...e poi mi dirai! Amo la francia, ma non ql vera non l' immagine della douce france che e' solo da cartolina, adoro il mare della Normandia, le coste della Bretagna e i meravigliosi paesi baschi, Lyon che e' meravigliosa, ma le scarpette rosso fuopco con punta quadrata le vedi dappertutto...poi il macaron...ahhhh mi fanno un po' schifo, troppo dolci, sono belli ed invitanti, soprattutto dopo il film della Coppola, ma preferisco una sana Tarte tatin calda con gelato, tipica del nord e del Belgio, a proposito hai visto il film giu' al nord, mervaiglioso, ql e' la Francia! bacioni

Doolally | Martedì, 1 dicembre 2009 @23:49

Uuuuuuuhhhhhh che bello!!! si parla delle sciarp(ett)e: uno dei miei accessori preferiti!!!!
Vero verissimo: la "dittatura" del diktat glam cheap!

Miriam | Martedì, 1 dicembre 2009 @16:19

Cara Lisa, a me i francesi, ed in particolare i/le parigine, hanno sempre dato l'impressione di avere un gusto particolare nel vestire, un misto trasandato-ma-curato che mi affascina; ho la fortuna di avere un'amica che veste così, e frequenta botteghe (milanesi) e mercatini (tipo Mantova), scovando sciarpe incredibili, ma anche giacche e gioielli etnici...ma in fondo, tutto ciò non è comunque ricerca della Bellezza?
Tanti petali gialli e profumati, Miriam
p.s. ho trovato nella Crebtree&Evelyn dei prodotti alla rosa: me li consigli?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.