Lisa Corva

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Questo posso e voglio imparare: la forza della paziente attesa.

Martedì, 5 marzo 2013 @07:32

"La forza della paziente attesa, come il febbraio attende il marzo e si protende verso la primavera. Tutto pareva morto e tutto rivivrà. Sotto alle foglie secche crescerà l’erba verde, sui rami brulli gonfieranno le gemme e nasceranno foglie e fiori. Ma l’inverno fu pure necessario…"
(Adriana Zarri)
Questo posso e voglio imparare: la forza della paziente attesa.

Le parole di oggi sono della teologa Adriana Zarri e sono tratte da "Quasi una preghiera", Einaudi. Mi piacciono perché sono "quasi una preghiera", appunto, ma anche un insegnamento: la forza della paziente attesa, una lezione che possiamo imparare dalla natura, dagli alberi, dall'inverno. Una paziente attesa che non è fatta di ozio, ma di speranza, energia e fiducia. E' difficile aspettare, saper aspettare, in un mondo fatto di fretta, anche digitale. E' difficile capire quando aspettare e quando, invece, rinunciare. Ma a volte (e a volte anche in amore), è l'unica strada. Imparare ad avere fiducia in sé, nella propria forza sommessa e nascosta, nella rinascita. Imparare dagli alberi di marzo.

10 commenti

patri fiorista | Mercoledì, 6 marzo 2013 @17:34

Vi chiedo ancora scusa, non volevo rattristarvi, ma era da qualche giorno che ingoiavo il rospo e il tuo messaggio ha fatto da geffer e l'ho sputato.
Giusy e Lila vi ringrazio, bisogna che organizziamo un caffè nella magica Roma,prima o poi. Lisa le tue parole hanno fatto piangere anche il consortorso.......Vi mando tante mimose gialle,scontate ma in questi giorni mi perseguitano Patri

Lilabella | Mercoledì, 6 marzo 2013 @10:43

Quanta energia da queste semplici parole! Sì, l'ho provato sulla mia pelle, pazientando si può sperare in una nuova primavera. Un sorriso per te Lisa e per tutto il salotto verde!

LISA | Martedì, 5 marzo 2013 @23:32

Patrizia fiorista, conosco bene il tuo dolore. Il dolore dell'aspirante madre, per un bimbo che non arriva. E poi, ancora più terribile, devastante, improvvisa, la morte del bimbo sognato. La tua bambina. Ma tu, dal poco che conosco della tua storia, sei il vero esempio della paziente rinascita. Nella tua vita, e nei fiori del tuo negozio, nei fiori che ci regali qui sul blog. Non dimenticarlo. Tu hai imparato dagli alberi di marzo.

lucia | Martedì, 5 marzo 2013 @21:42

Grazie Lisa

Giusy | Martedì, 5 marzo 2013 @15:31

Patri, le vuoi un po' delle mie violette? Come sai bene hanno petali scuri e fioriscono all'ombra, sono ostinate e resistono al gelo ma hanno un meraviglioso profumo. Un abbraccio. Giusy

patri fiorista | Martedì, 5 marzo 2013 @14:17

E quando alla fine dell'attesa quello che desideri arriva, e poi ti viene sottratto in un attimo? Non riesco più a credere nella rinascita nell'attesa, sto ancora pagando il conto salato. Scusa Lisa ma come sai Marzo fa emergere il lato buio di Me. Patri

? | Martedì, 5 marzo 2013 @14:09

ma se ci si ferma troppo si diventa di ghiaccio ... in motu vita

Anonimo | Martedì, 5 marzo 2013 @09:18

voglio imparare anche io questa cosa meravigliosa

LISA | Martedì, 5 marzo 2013 @08:53

Lucy: la forza silenziosa della rinascita di marzo.

lucy | Martedì, 5 marzo 2013 @08:50

resto in silenzio,immobile,invisibile...conserverò queste tue parole di oggi gelosamente anche se pubbliche perchè è quello di cui avevo bisogno oggi....ho cercato l impossibile ma almeno ci ho provato gli ho detto cosa provavo...ma il risultato è stato un allontanamento...ora si ricomincia....forse guardando all insù a questo sole di marzo si trova dentro un po di luce per proseguire ..oltre tutto quello che ho passato.buona giornata.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.