“Allora possiamo stare nudi e abbracciarci.”
Ho trovato questa frase in un libro che parla di un pittore, un quadro, un segreto: “Quanto blu”, di Percival Everett (La Nave di Teseo).
Questa frase sa di febbraio-casa, di paure e di piumone, della meraviglia di avere qualcuno da abbracciare, di notte, di giorno, quando ti infili nel letto, nudi, pelle su pelle, quel qualcuno che è casa.
(Il libro è bello: forse un’Italia a porte chiuse sarà un’Italia che riprende a leggere? Sotto il piumone).
