Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

L’inizio di una speranza.

Domenica, 24 ottobre 2021 @12:20

"Tutti abbiamo perso qualcosa o qualcuno. Un amore, una battaglia, un’illusione, o semplicemente un senso, una direzione, un significato"
(Camille Laurens)
Perdere significa aver avuto. E poter avere ancora. È l’inizio di una speranza.

A volte mi capita, di un libro, di ricordare solo una frase, perché l’ho sottolineata, perché ha risuonato nel mio cuore e nei miei pensieri. Così è successo con questa frase della scrittrice francese Camille Laurens, tratta dal suo romanzo "Quella che vi pare" (edizioni e/o), che poi è diventato un film, decisamente più inquietante e più bello del libro, con Juliette Binoche: "Celle que vous croyez", "Il mio profilo migliore", storia di una donna over 50 che apre un falso account Facebook dopo una delusione d’amore. Con una grande Juliette Binoche.
Il libro l’ho messo in qualche bookcrossing o regalato. La frase è rimasta con me. Insieme a quello che ha smosso, come un sasso che si butta nell’acqua. Riflessi. Speranza.

Quel che mi accendevi dentro.

Venerdì, 22 ottobre 2021 @13:08

"E poi quello che stavi leggendo era il mio cuore"
(Murakami)
E poi quello che tieni in mano è il mio cuore.

"Stasera ti chiamo
per chiederti
se ero proprio io
quello che amava
così tanto"
(Sanlordseastate)
Quel che mi accendevi dentro.

In queste settimane ho affidato due Buongiorno al vento. Dico vento non a caso, perché il Buongiorno – come ormai vi siete accorti – lo scrivo ogni domenica, ed è un appuntamento prezioso anche per me, come una tazza di tè nel silenzio del mattino, mentre guardo il mare (bellissimo, piacere solitario quando mi sveglio a Trieste).
La frase di Murakami è tratta da un suo vecchio romanzo che ho appena finito di leggere, "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" (Einaudi). Un viaggio onirico in un mondo parallelo, come sempre nelle sue pagine. E un po’ di dispiacere perché anche quest’anno non ha vinto il Nobel.
Mentre la poesia con una strana firma, Sanlordseastate (che in realtà è uno pseudonimo, di un poeta che vuole rimanere segreto), l’ho scoperta attraverso l’account Instagram di un uomo geniale che fa moda e non solo, Antonio Marras. E mi ha fatto pensare a quando una persona – di cui magari eravamo perdutamente innamorati – non ci "accende" più, non ci smuove più niente dentro. Ci ricordiamo com’eravamo: ma non c’è più elettricità. E un po’ ci dispiace…
Mi piace raccogliere belle parole, belle frasi ovunque, come le foglie che in questi giorni stanno cominciando a cadere per terra nei viali. L’importante è fermarsi, prenderle in mano – anche le poesie si tengono in mano, non trovate? – e lasciare che ci accarezzino.

Chiedilo al vento.

Venerdì, 8 ottobre 2021 @14:52

"È un momento difficile per essere umani. Sappiamo troppo e troppo poco.
La brezza ha bisogno di noi? E la scogliera? I gabbiani?"
(Ellen Bass)
Chiedilo al vento.

Mi sono messa in tasca queste parole per questi primi giorni d’ottobre: in Sicilia. Taormina, i vigneti dell'Etna, Noto, e finalmente Ortigia. Già, perché ho sognato per anni di andare a Ortigia, e finalmente ci sono arrivata, ho camminato per le strade tra le case barocche, mentre la luce si faceva bianca e rosata. Lo sognavo da quando ho trovato, anni fa, in un albergo (sembra una cosa frivola ma è successo anche a uno scrittore che amo e conosco, André Aciman) i primi prodotti Ortigia con quei profumi e quel packaging stupendo... e alla fine ho intervistato la fondatrice, una simpatica talentuosa inglese. Questo solo per raccontarvi come a volte è una piccola cosa che ci guida a scoprire il mondo. Mi porto dentro non solo la luce e il vento, ma anche piatti da chef (lo spaghettone ai ricci di mare e burro alla liquirizia!), granite al caffè e mandorla (con la panna ovviamente), palazzi con il segno del passato, come un Grand Hotel per cui impazzirebbe Wes Anderson, e dove ho dormito, il Grand Hotel Timeo a Taormina, o le piastrelle segnate dal calpestìo della vita a  Palazzo Castelluccio, e poi la visione del futuro, con i giardini di  Radicepura... Sicilia a ottobre. Quanta luce. 
E poi la luce di Trieste, la Barcolana, la bora. Quanto vento e quanta luce.


I versi della poetessa americana li ho letti su Poesia, la bella rivista di Crocetti Editore. Sono tratti da "The World Has Need Of You", eccoli in inglese:

"It’s a hard time to be human. We know too much
and too little. Does the breeze need us?
The cliffs? The gulls?"

Dietro l’angolo, l’autunno.

Mercoledì, 29 settembre 2021 @08:22

"Il vento è freddo e sembra avere un sapore, come di more". 

(Filip Florian) 

Dietro l’angolo, l’autunno.

"Di color giallo zucca,

nell’azzurro, la luna

sulla piazza spunta!"

(Antonio Machado)

Settembre, conto i tuoi colori.


Settembre finisce con due Buongiorno: il prossimo sarà già ottobre. Intanto l’aria del mattino è sempre più fresca, dalla mia finestra vedo le prime nebbie; e conto i colori di settembre, l’arancione della zucca, il quasi viola dell’uva fragola che mi piace tanto… Colori vivissimi, come quelli delle vetrine d’autunno. Già, perché è uscito il mio nuovo libro: "L’Italia in 50 vetrine", che ho appena presentato a Milano durante la settimana della moda. La raccolta delle mie rubriche mensili su HowToSpendIt/Sole24Ore che è anche un viaggio in Italia "secondo me", con indirizzi segreti, giardini nascosti, piazze e caffè… E colori.

Settembre dolce azzurro.

Martedì, 14 settembre 2021 @21:13

"Un giorno di settembre, il mese azzurro,

tranquillo sotto un giovane susino

io tenni l’amor mio pallido e quieto

tra le mie braccia come un dolce sogno"

(Bertolt Brecht)

Settembre dolce azzurro.

Settembre azzurro, la luce che cambia, le susine, i ricordi, il ricominciare. I versi di oggi sono tratti dall'antologia "Poesie d’amore del Novecento", Mondadori. Ma la poesia di Brecht, "Erinnerung an die Marie A.", è così struggente che vi consiglio di leggerla tutta: 

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.