Chiedilo al vento.

“È un momento difficile per essere umani. Sappiamo troppo e troppo poco.
La brezza ha bisogno di noi? E la scogliera? I gabbiani?”
(Ellen Bass)
Chiedilo al vento.

Mi sono messa in tasca queste parole per questi primi giorni d’ottobre: in Sicilia. Taormina, i vigneti dell’Etna, Noto, e finalmente Ortigia. Già, perché ho sognato per anni di andare a Ortigia, e finalmente ci sono arrivata, ho camminato per le strade tra le case barocche, mentre la luce si faceva bianca e rosata. Lo sognavo da quando ho trovato, anni fa, in un albergo (sembra una cosa frivola ma è successo anche a uno scrittore che amo e conosco, André Aciman) i primi prodotti Ortigia con quei profumi e quel packaging stupendo… e alla fine ho intervistato la fondatrice, una simpatica talentuosa inglese. Questo solo per raccontarvi come a volte è una piccola cosa che ci guida a scoprire il mondo. Mi porto dentro non solo la luce e il vento, ma anche piatti da chef (lo spaghettone ai ricci di mare e burro alla liquirizia!), granite al caffè e mandorla (con la panna ovviamente), palazzi con il segno del passato, come un Grand Hotel per cui impazzirebbe Wes Anderson, e dove ho dormito, il Grand Hotel Timeo a Taormina, o le piastrelle segnate dal calpestìo della vita a  Palazzo Castelluccio, e poi la visione del futuro, con i giardini di  Radicepura… Sicilia a ottobre. Quanta luce. 
E poi la luce di Trieste, la Barcolana, la bora. Quanto vento e quanta luce.

I versi della poetessa americana li ho letti su Poesia, la bella rivista di Crocetti Editore. Sono tratti da “The World Has Need Of You”, eccoli in inglese:

“It’s a hard time to be human. We know too much
and too little. Does the breeze need us?
The cliffs? The gulls?”

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