“Questa sera, ho tutto l’autunno dentro,
i suoi grigi, i suoi morti, disperazioni e tempeste…”
(Natalie Clifford-Barney)
Svegliatemi quando finisce novembre.
I versi cupi di oggi sono in realtà di una donna battagliera, Natalie Clifford-Barney, scrittrice e poetessa americana, che si trasferì a Parigi nel 1899 e lì tenne per sessant’anni – proprio così, sessant’anni! – un salotto in cui passarono tutti e tutte, anche Colette e Mata Hari. Una vera fucina di idee, oltre che di divertimento, innamoramenti, mode e follie. Lesbica, pacifista, Natalie si battè per il diritto delle donne di dipingere ed amare. I versi sono tratti da “L’altro sguardo- Antologia delle poetesse del ‘900”, Mondadori.
Il mio commento è in realtà una frase tratta dal mio ultimo libro – autocitazione! – il cui titolo è un augurio e un antidoto: “Ultimamente mi sveglio felice”. Anch’io sono felice perché una lettrice ha trovato il mio romanzo – ormai praticamente vintage – in un mercatino dell’usato, l’ha comprato e lo sta leggendo. E mi ha taggato su Instagram, con la copertina e un bellissimo fuoco acceso sullo sfondo, per dirmelo.
