Uno dei piaceri dell’estate è pensare ai libri da mettere in valigia. E mi sono divertita a farveli vedere non in valigia, ma abbinati a caso a una delle tante shopper che raccolgo nei viaggi: e che uso, anche, per i libri. Mi piacciono molto perché sono vengono dal mondo e contengono mondo.

GIALLI
Non è estate senza un giallo. Io ho letto il mio primo Giampaolo Simi, che in realtà è il suo ultimo, “Tra lei e me” (Sellerio). Versilia, storie e crimini e vite italiane. Mi è piaciuto, e ho deciso di leggere anche gli altri. Così ho comprato, a caso, due titoli che ho trovato in una bancarella di libri usati a Trieste. Piccoli Sellerio blu che poi distribuirò alle amiche o rimetterò nel circuito libri usati. Per i gialli ultimamente ho deciso di fare così…
(La shopper è una delle mie preferite, anche per la frase che continuavo a rileggere nei giorni di caldo, e perché mi piace tanto la pioggia sul tetto: Listening All Night To The Rain. Era il padiglione UK dell’artista John Akomfrah, alla Biennale di Venezia del 2024).

RILETTURE
Quest’anno ho traslocato, ho messo a posto la mia libreria, regalato tanti libri, e cominciato a rileggere titoli che non ricordavo di avere (e che avevo opportunatamente dimenticato). In primavera ad esempio ho riletto quasi tutta Elizabeth von Arnim, una delle mie scrittrici preferite (“Elizabeth e il suo giardino tedesco” è sempre bello, ma “Il circolo delle ingrate” e “Colpa d’amore” sono state una sorpresa). Recentemente mi sono trovata in mano questa vecchia edizione della Tartaruga. È il romanzo di una scrittrice irlandese del Novecento: Elizabeth Bowen. Sulla prima pagina di “L’ultimo settembre” c’era mia firma, l’anno, alcune sottolineature, ma mi credete se vi dico che non mi ricordavo assolutamente niente? Così l’ho riletto e mi sono ritrovata sulle scale di quella grande casa in Irlanda, che poi ho scoperto essere quella della Bowen (e che perse, il libro è anche un omaggio), tra partite a tennis e primi amori, e una guerra, anzi guerriglie che non ricordavo neppure ci fossero state, tra inglesi e irlandesi… Era il 1920. Perché ci sono guerre, sempre. Ma anche sempre nuovi amori?
(La shopper è quella creata per i 300 anni del Porto di Trieste)

POESIA
In realtà non è un libro di poesie, ma è di una casa editrice, Crocetti, che amo perché pubblica soprattutto poesia. E ci ha fatto conoscere uno dei miei poeti preferiti, il greco Ghiannis Ritsos. (Consiglio, straconsiglio, soprattutto se andate in vacanza in Grecia). Questo invece è un piccolo libro che racconta, in modo poetico e luminoso, la breve vita di una pittrice dimenticata del Novecento, la tedesca Paula Modersohn Becker, morta subito dopo il parto, ad appena 31 anni: “Essere qui è uno splendore”. Bel titolo, vero? Quasi una poesia, appunto. E i quadri! Come quello in copertina. Potenti, quasi Gauguin. Una ragazza che dipingeva quando le donne non potevano quasi neppure studiare arte…
(La shopper è di un viaggio a Helsinki, città di cui ho scritto spesso, per HTSI, il magazine del Sole24Ore).

INCONTRI
Durante il mio viaggio a Singapore lo scorso ottobre (che è poi diventato un reportage per HTSI, il magazine del Sole24Ore), ho conosciuto parecchie persone interessanti. Architetti, designer, imprenditori… E poi, su una piccola isola al largo di Singapore, Cempedak, ho incontrato Thammika Songkaeo. Thailandese, bella a determinata, vive a Singapore, e mi ha raccontato del libro che aveva appena scritto, (anche) autobiografico: un “sexless marriage”, un matrimonio bianco, senza sesso. L’ha pubblicato Penguin, e me l’ha mandato: si intitola “Stamford Hospital”. Lo leggerò nelle mie isole, ripensando agli incontri nel mondo.
(La shopper è di Hay, negozio dove mi sarei portata a casa tutto, nel mio ultimo viaggio a Copenhagen a giugno, per 3daysofdesign, che ho raccontato su D di Repubblica).

CLASSICI
Ogni estate scelgo un classico, da leggere o rileggere. Quest’anno punto su Jane Austen, e non solo per l’anniversario (250 anni dalla nascita), ma perché spero che mi contagi con il suo intelligente, ironico ottimismo. Un’Inguaribile Romantica come me, ne abbiamo bisogno. Ho preso dagli scaffali “Pride and Prejudice”, di cui ho visto anche varie versioni cinematografiche, ma che importa? Mi piacerà di nuovo, lo stesso. Porterò dietro, però, anche I fratelli Karamazov, che mi è stato regalato dalla bravissima Claudia Zonghetti, che l’ha tradotto per Einaudi (io ho molto amato la sua traduzione di Anna Karenina di Tolstoj, anche questa una rilettura di qualche anno fa). Sono un po’ titubante. Non solo per la mole (più di 900 pagine), ma anche perché in questi tempi cupi non so se riesco a leggere così tanto Dostoevskij, così tante pagine con tanto male dentro. Comunque, lo porto. Vedremo cosa consiglia il vento.
(La shopper è di una Biennale di Venezia)
Buone letture a tutti!
