Cuore di geranio, dita di gelsomino. La mia vita è un balcone.

“L’odore della legna mi toccava il cuore con dita, come di gelsomino, come di alcuni ricordi.”
(Neruda)

Cuore di geranio, dita di gelsomino. La mia vita è un balcone.

Non so come sia arrivato tra i miei scaffali, è un Neruda dalla bellissima copertina grafica, solo il nome in bianco su fondo blu: “Poesie”, Nuova Accademia Editrice, in un’edizione che si sta quasi disfando del 1963, quindi prima che io nascessi! Probabilmente è finito qui da qualche biblioteca di famiglia (chissà, mia zia triestina). In ogni caso è qui con me, questo piccolo Neruda; con ancora il prezzo, 600 lire. E’ accanto ai libri anni Settanta con copertina psichedeliche dove ho sottolineato, e amato, da ragazza, i versi del poeta spagnolo. Neruda che mi torna sempre in mente in primavera. Anche quest’anno, quando il mio gelsomino in terrazza a Trieste è lontano, e spero che rallenti, che la primavera rallenti un attimo, che aspetti che io possa uscire, passare il confine, tornare a vedere il mare e il gelsomino.
Intanto rileggo Neruda. I versi di oggi li ho ritagliati da “Ode all’odore della legna”, e in fondo al libro ci sono anche in spagnolo. Ricopio il pezzetto per allegria, anche perché il nuovo serial di quarantena per me è Casa de Papel, il thriller spagnolo Casa di carta, qualcuno qui lo vede?
“Afuera/las puntas / del cielo cintilaban/ como piedras magnéticas / y el odor de la leña/ me tocaba/ el corazón/ come unos dedos / como un jazmín, /como algunos recuerdos”.

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