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Una Sacher a Vienna

 

Vienna è una città nella mia geografia del cuore. Forse perché dentro mi sento mitteleuropea: e infatti sono nata a Trieste, il porto dell’Impero. O forse perché Vienna mi sembra di conoscerla da sempre, da quando andavo con i miei genitori, dalla mia prima Sacher… Quelle torte nelle scatole di legno sono un pezzo goloso della mia adolescenza. (Anzi, della mia vita!)

 

A Vienna sono andata in tutte le stagioni, d’inverno quando è ricoperta di abbagliante neve bianca; d’estate prendendo un ferry per andare in giornata a Bratislava. L’ho scoperta nei mercati, come quello del Naschmarkt, per golosi di cibi etnici; e nei musei (tra l’altro uno dei miei caffè-museo preferiti è quello dentro il Kunsthistorisches). Ma forse la mia Vienna preferita è quella che rimane immutata cambiando, splendido ossimoro. Quella dei caffè e dei palazzi. Sono anche andata – con amici viennesi – all’UngarnBall, durante la stagione invernale dei balli, in un palazzo tutto stucchi d’oro e valzer, ed è stato un vero viaggio nel tempo. Anche se non ballo il valzer! 

 

Di Vienna ho scritto tanto: questa è una piccola “revisione” di un articolo che era stato pubblicato su D Repubblica. In attesa di andarci ancora.

 

PERDERE (O GUADAGNARE) TEMPO AL CAFFE’ 

Leggere giornali al caffè, come un vero viennese. Ma dove? Ovunque, ma due indirizzi nostalgici sono Prückel e Sperl. I giornali sono ancora a disposizione nelle “stecche” di legno, e insieme al Kleiner Brauner o al Franziskaner (con la panna montata, qui amata anche con l’espresso), si può ordinare una Wiener Schnitzel (cotoletta impanata). E fare people watching, ovvio, perché qui i caffè sono per tutte le età e tutte le mode. Anche design watching a dir la verità: le lampade “bucherellate” del Prückel sono very pezzi vintage!

 

L’HOTEL SUI TETTI 

 

Ci sono alberghi di cui ci si innamora per la vista. A me è successo a The Guesthouse Hotel, in pieno centro, tra l’Albertina e l’Opera: al mattino è stato così bello svegliarsi e affacciarsi sui tetti della città, che la tentazione è di farsi portare la colazione in camera. Anche perché le finestre hanno una nicchia-divanetto, riassunto perfetto di romantico e design. E la “teapot for one” mi è piaciuta così tanto, che l’ho portata a casa.

 

MODA SUL CANALE 

 

Sono una curiosa di moda e scrivo di topshop in giro per il mondo per HowToSpendIt del Sole24Ore: quindi anche a Vienna non poteva mancare un concept store. Il mio preferito, dove torno sempre anche perché in genere a Vienna sono ospite da amici che abitano lì accanto, è in Praterstrasse 11, accanto al DonauKanal. È Song, come la proprietaria e fondatrice, Myung il Song: coreana chic di gusto sicuro, che sceglie moda di ricerca, piccoli e grandi oggetti di design, incensi e profumi di nicchia. E apre a mostre d’arte, la vera passione. 

 

I NEGOZI DELL’IMPERATORE 

 

Sull’insegna dorata del negozio c’è scritto K.u.K.: la sigla austro-ungarica, acronimo di “kaiserlich und königlich”, imperiale e regio. Ma le botteghe dell’imperatore ci sono ancora, e sono quasi un museo. Scheer,per esempio, dove ordinare un paio di scarpe su misura, come faceva Franz Joseph. O Lobmeyr, lampadari e cristalli. Anche questo è il bello di Vienna: il passato che scintilla ancora 

 

UN DRINK D’AUTORE 

 

Cin cin in Austria si dice “prosit”. Io ho fatto brindisi ovunque: al Loos American Bar, locale cult anni ’30 disegnato da un grande dell’architettura, Adolf Loos. Oppure sul rooftop degli alberghi: all’ultimo piano dell’hotel design DO&CO, con vista sulla cattedrale di Stephansdom. Ma soprattutto al Sofitel, l’albergo progettato da Jean Nouvel, e “colorato” dall’artista Pipilotti Rist con installazioni giganti e quasi psichedeliche di foglie e fiori, il trademark di una delle artiste più buffe sulla scena internazionale. A proposito: a parte birra e cocktail, a Vienna si beve Sekt, lo spumante locale. 

 

SI’, SACHERTORTE! 

 

I golosi assicurano che la miglior pasticceria è Demel, nonostante spesso ci sia così tanta folla che a me sembra di essere in metropolitana all’ora di punta. Però, per la Sacher, il miglior indirizzo rimane lo storico Café Sacher  anche se è iperturistico. La torta al cioccolato qui è già confezionata dentrole iconiche scatole di legno con il timbro, pronta per il bagaglio a mano. Un piacere per gli occhi, prima che per la gola. 

 

 

 

 

Vienna sotto la neve: faceva freddo, era bellissimo

 

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