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Venezia è un paio di sandali d’oro

Quando il Corriere della sera mi ha chiesto di scrivere un pezzo “a modo mio” sulla Mostra del Cinema a Venezia, la più antica del mondo, che compie 90 anni, ho subito pensato a lei: Irene Brin. E che sorpresa dunque scoprire che non solo scriveva di cinema, andava a Venezia, ma scendeva al Danieli, il grand hotel dei divi, dal fascino fané, che ha appena compiuto 200 anni. (Lo so perché sono stata al cocktail di festeggiamento, e ho dormito, fortunate me, in una suite tutta verde ramarro). E dunque ecco qui: Venezia, cinema, e Amarcord.

Walt Disney sulla terrazza del Danieli.

La Mostra del Cinema a Venezia, la più antica del mondo, che compie 90 anni, e che viene celebrata da un libro davvero enciclopedico, “La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”, di Gian Piero Brunetta (Marsilio/La Biennale) è un paio di sandali d’oro. Così almeno la racconta Irene Brin, per chi scrive di moda come me un mito: la donna super chic che è stata la pioniera delle giornaliste di fashion e costume; la pre-Aspesi, diciamo. E dunque che sorpresa trovare un libro che raccoglie i suoi scritti di cinema, degli anni in cui andava a Venezia: “Piccoli sogni di vestiti e d’amore” (Rosellina Archinto). Curiosissima, ho subito intervistato il curatore, Tommaso Mozzati. Gli scritti pubblicati vanno dal 1939 al 1946, ma Irene non si limitava a recensioni. “In effetti l’attività per il cinema di Irene Brin è un capitolo sconosciuto della sua vita. Più di 350 articoli, ma anche sceneggiature (purtroppo tutte perdute), e rapporti da “suggeritrice” con certe dive. Una vera e propria specializzazione a partire dal 1939, e cioè dalla chiusura di “Omnibus”, il rotocalco diretto da Leo Longanesi che ne aveva definitivamente lanciato la carriera giornalistica; e anche una prospettiva di lavoro sino ai mesi successivi alla fine della guerra”. 

Irene Brin.

Irene Brin, con le sue mises impeccabili, a Venezia “scendeva”, come tanti attori e registi di un perfetto Amarcord del cinema, al Danieli, il mitico albergo che compie 200 anni. E li celebra, oggi, anche con una mostra di foto d’archivio, splendori in bianco e nero di un mondo perduto: ci sono Walt Disney e Charlie Chaplin, Anthony Quinn e Gary Cooper, Luchino Visconti e Romy Schneider… Tutti sono passati da queste stanze; anzi, da queste suites. Anche una scrittrice chic come Irene, dunque. “Le lettere alla famiglia menzionano a più riprese il celebre hotel veneziano”, mi racconta Tommaso Mozzati. “Irene vi soggiornò anche col marito per il loro viaggio di nozze. È sulla carta intestata dell’albergo che, in quest’occasione, la Brin scrive alla madre, nell’estate del 1937: Carissimi, due righe in fretta per raccontarvi che Gaspero e io ci godiamo un viaggio di nozze ritardato… siamo molto felici, abbiamo visto Tintoretto, Rezzonico, le prove di Giulietta e Romeo…”.

Moda Dior sulla terrazza del Danieli.

Negli scritti di cinema della Brin c’è un’attenzione anche agli abiti delle dive, ovviamente; non a caso poi il suo interesse si sposterà verso la moda. Un po’ come facciamo noi oggi, commentando i look del red carpet su Instagram. Ma per lei erano certe “scarpe verdi” della star del Trentennio Luisa Ferida, all’arrivo in laguna, definite inaccettabili “piedini di ramarro.”Maestra ironica e severa di stile: forse per questo la Brin, continua Mozzati, avvicinatasi al mondo di Cinecittà dopo il suo trasferimento a Roma, fu contattata per consigli di chic e bon ton da impartire a dive in erba: “Per Paola Barbara, attrice romana di qualche eco, protagonista con la Ferida e la Duranti del film “Amazzoni bianche”. E ancora all’inizio degli anni Cinquanta la Brin avrebbe accompagnato per un tour americano, in veste di suggeritrice e consigliera di stile, una rappresentanza del nuovo cinema italiano, da Marina Berti a Eleonora Rossi-Drago, da Luigi Zampa a Luciano Emmer”. Che dire? Davvero una stylist ante litteram: quelle che oggi scelgono i look per le star. 

Ma la Mostra del Cinema non è solo glamour o grandi film; è anche quello che il libro di Barbera, in parte, racconta: i fischi in sala, le stroncature, persino le risse… Il primo bersaglio? Fellini, con “La strada” del 1954 (e dire che l’anno dopo vinse l’Oscar come miglior film straniero). Nel mirino anche Visconti, e Rossellini, fino ad arrivare ai fischi del 2004 per “Ovunque sei” di Michele Placido. Ricorda Brunetta nel libro: “I film italiani sono sempre fischiati dagli anni Cinquanta nelle proiezioni per la stampa, ma va ricordata la reazione dei critici a Ovunque sei di Michele Placido, accolto da una delle più sfrenate e incontenibili risate della storia della Mostra nel corso della proiezione, e quando sono partiti i titoli di coda da «un maremoto di fischi che ha rischiato di provocare ai palazzi veneziani più danni del moto ondoso», come scrisse Crespi sull’Unità”.  

E quest’anno, chi verrà fischiato? Perché, tutto sommato, il cinema è vivo se si fa critica in diretta. Basta che ci siano sempre un paio di sandali d’oro. Quelli di Irene, appunto: “Andiamo al Festival di Venezia, annunciavamo nel 1935, e sceglievamo sandali d’oro. Forse Filippo Sacchi rammenta di essersi seduto con me e Raffaele Calzini sulle seggiole del Florian, che aveva tolto dai tavoli, dove si ammonticchiavano in cataste, una notte del 1935; eravamo venuti dal Lido in motoscafo dopo aver visto un film che non rammento affatto nel Giardino delle Fontane. La Piazza era deserta, bianca di luna, Sacchi e Calzini mi intimidivano molto, mi pareva di conoscerli interamente e di aspettare qualcosa d’importante: una casa in Oceania, una cantante vagabonda, il cinematografo internazionale – di più, molto di più, l’esperienza, il coraggio, la fortuna…. Avevo un abito di foggia allora comune, un sari indiano bianco, bordato d’oro, compiuto dal drappeggio avvolto intorno al capo, e a me non sembrava comune affatto, ma in qualche modo magico, destinato a rivelarmi diversa, forse felice”. Così scrive Irene Brin nel suo ultimo articolo, nel 1946: con quei sandali d’oro e un sari bianco, nella magia di Piazza San Marco di notte, un’apparizione.

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